GnomesVille ( Parte 1 )

Per arrivare a Gnomesville devi perderti

{anche se non volevi arrivare a Gnomesville}

Il primo anno di questa mia gaia permanenza Australiana, quando ancora ero giovnie, arzilla, piena di energie e lieta di buttarmi in “folli avventure” accadde che, con la mia allegra combriccola decidemmo, una Domenica, di recarci a Mandurah per una gita fuori porta (e ancora non sapevamo che la porta sarebbe stata piu’ “fuori”di quanto avremmo creduto). Questa ridente cittadina affacciata sull’Oceano Indiano ( “vista Oceano”, del resto, come tutte le ridenti cittadine che stanno in Western Australia; perche’ gli accampamenti umani situati nell’entroterra sono solo  mazzetti di case immersi nel nulla cosmico che quindi sono: o non ridenti; o non sono cittadine) dista da Perth circa un’oretta…

[ma se guido io diventano piu’ o meno 4 ore e mezza… e magari poi quando arriviamo magicamente la citta’ ha persino cambiato nome e si chiama Fairbridge. ” Ehi ma a Mandurah non c’era il mare? Perche’ qui c’e’ scritto Fairdbridge?” –  ” Eh non lo so io ho seguito piu’ o meno quello che diceva il navigatore e ci ha portati qui..” – ” Ma come piu’ o meno” –  “eeeh piu’ o meno…ad un certo punto FORSE mi son distratta…” (ma questa e’ un’altra storia)…COOOMUNQUE...dicevo…].

L’intento sarebbe stato quello di arrivare a Mandurah per visitare la citta’ e il parco Nazionale Yalgorup. Io pero’ …avevo letto che da quelle parti c’era anche qualcosa tipo …”un villaggio in miniatura”…

*Musica grave*

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Lago Clifton ( foto non mia perche’ non ci arrivammo mai) – Yalgorup Nationa Park (WA), Data non pervenuta.

Potete ben immaginare che, dopo aver passato 30 min ad argomentare (con tutto l’entusiasmo che avevo in corpo) per quale motivo andare a visitare ANCHE il villaggio in miniatura (che tanto era la’ vicino!) avrebbe reso le nostre esistenze migliori…alla fine tutti si convinsero (o forse lo fecero solo per farmi stare zitta, il dubbio mi atanaglia). Il resto del gruppo, devo dire, fu talmente entuasiasta dell’idea che alla fine insieme in coro ci ritrovammo a dire: “Fancu’ il parco di Yalgorup! Tanto ci sono solo alberi e dei “cacozzi-di-colonie-batteriche-fossili-immersi-nel-Lago-Clifton”, possiamo farne a meno!” …”Allora andiamo, si’! Corriamo piu’ veloci del vento verso il villagio in miniatura!”

*Yeee….Entuasiamo alle stelle, musica E trombette*

….

[Ovviamente questo “fantomatico” villaggio in miniatura non avevamo la piu’ pallida idea di dove fosse…]

Eravamo gia’ in strada, la connessione andava ad intermittenza. Il navigatore segnava 30 minuti ma continuava, in loop, a dichiarare che necessitava di “ricalcolare il percorso”, si impallava e ci lasciava la’ come ebeti. Un infinito,eterno ritorno dell’identico verso l’indefinito. Poi la svolta… Fermatici ad una stazione di servizio sulla Kwinana Fwy, il Genio che amichevolmente chiameremo GenisKhan decide di chiedere informazioni al gentil signore che stava alla cassa (che pareva la versione tamarra di Crocodille Dundee)

buonUomo saprebbe indicarci la via per la citta’ piccina?

-“Ah si’ certo Mate, non e’ lontano mate… vai sempre dritto di qua… tanto e’ tutto dritto mate, alla fine trovi i cartelli e segui quelli, okay mate?”. disse il buonUomo.

-“Okayyy Mate!!!” rispondemmo noi.

Okay, non sembra difficile…cosi’ ripartiamo, ci mettiamo in macchina ed iniziamo a guidare.

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Il Buonuomo

SENONCHE’, ad un certo punto, ci accorgiamo di aver passato Mandurah…da almeno mezz’ora. ( Ovviamente il senso di colpa per il cambio di programma stava iniziando a divenire potente in me cosi’ cercai di spostare l’attenzione su Crocodille Dundee) Quell’uomo ci aveva mentito!? Affabulatore! Ohibo’! Nessun cartello era apparso all’orizzonte! Corbezzoli! ( poi mi son ricordata del Karma e son tornata sui miei passi) Vabbe’, no dai…sembrava un uomo tanto dabbene! Quindi ( molto intelligentemente ) a votazione unanime degli unici due che eran rimasti svegli ( Io – solo per via del senso di colpa – e GengisKhan che guidava) decidiamo di continuare a guidare perche’ prima o poi un cartello sbuchera’…

 

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Quel luogo ove abbiamo creduto saremmo morti

(Ovviamente la mezz’ora diventa un’ora e mezza). Ad un certo punto, presi dalla disperazione, indecisi se fare dietrofront e tornare mesti e ad orecchie basse sui nostri passi o se proseguire in quella malsana follia, quando ormai la scorta di bibite e pringles stava per esaurirsi, ed eravamo ormai prossimi a considerare l’idea che saremmo morti la’, vediamo la luce in fondo al tunnel.

SAMSUNG CSC

Un po’ di bushes qua e la’…

MatildeSeiMitica, destatasi dal suo millenario sonno, in un momento di lucida intuizione o forse illuminata dalle ancestrali divinita’, viene sospinta dai cori angelici a guardare il cellulare e si autodichiara baciata dalla fortuna, per non dire l’unica eletta a riceve il tocco della grazia della connessione internet e, attaccandosi ad un lieve spasmo di 3g, dice “cerco io, tranquilli!”…e si immerge nello schermo del cellulare per circa 20 minuti mentre noi tutti, fermi a bordo strada con il motore spento, iniziavamo a sfrigolare al sole come bacon sulla griglia ed uno ad uno ci troviamo ad essere testimoni di apparizioni miracolose di Santi in infradito, Putti con gli occhiali da sole, e foche che sorseggiavano sex on the beach. Ormai avevo perso la stima del branco e stavo subendo una sottospecie di lapidazione verbale persino dalla foca-miraggio, quando MatilfaSeiMitica torna da Narnia, ed esclama ” ragazzi ma dobbiamo proseguire per un’altra ora almeno eh”. Okey, Okey… ormai siamo in ballo e balliamo. Torniamo in macchina (la lapidazione verbale prosegue, ovviamente, ma vabbe’..) Guidiamo guidiamo sino a che…Ad un certo punto, finalmente appare…

 

 

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Abdigton miniature Village ( foto non mia perche’ non ci arrivammo mai)

(No, non questo ma…)

Gnomesville !!!

dopo 3h e mezza di macchina ( tra soste e smarrimenti vari )ormai l’eccitazione era alle stelle! Evvia, evviva… siamo arrivati.  non esattamente a Mandurah, bensi’ a Wellington nella Ferguson Valley!

{Scoprimmo, in seguito, che in realta’ il villaggio di cui parlavo io era: Abdington Minuature Village (Mandurah)  che distava SOLI 53 minuti da Perth. Ma noi lo paypassamo inconsapevolmente proseguendo dritti per altre 2h di macchina…ritrovandoci comunque, seppur per caso, in un altro “villaggio in miniatura”: Gnomesville. Mizzecachecculo.}

[Alla fine volevo parlarvi di Gnomesville e a Gnomesville ci siamo arrivati adesso, per sbaglio ed in ritardo. Vabbe’ dividiamo questo viaggio in due puntate…]

 

Un attimo in una giornata di sole

C’era una volta un Attimo

AttimoHit&Nunc, questo il suo nome completo. Egli era uno dei figli minori di Tempo. Come alcuni dei figli di Tempo, Attimo, poteva camminare in un’unica direzione: in avanti. A differenza degli altri fratelli, pero’, Attimo sapeva muoversi solo fuggendo. Cosi’, correva,correva…. Correva sempre. Senza sosta. Non che, qualche volta non gli fosse capitato di desiderare di rallentare la sua marcia. Non che non avesse mai desiderato qualche altra volta di poter tornare indietro e riviversi. Pero’…No. Non era consentito. “Stai in guardia figlio mio! Se ti fermassi… Se d’improvviso decidessi di non correre piu…’”, gli disse il saggio Padre Tempo, “cesseresti d’essere”. Ma si sa… i figli non ascoltano mai i consigli dei genitori! E fu cosi’ che, un bel giorno, Attimo decise di disubbidire ai precetti paterni. Un bel giorno ci fu un giorno di sole che, per qualche motivo, gli sembrò essere il piu’ bello di tutti i giorni di sole che avesse mai visto. E lo fece. Si fermo’. Decise di restare li’, esattamente dove si trovava e si distese. Fu allora che si accorse…Il cielo non gli era mai sembrato cosi’ cielo, le nuvole non erano mai sembrate cosi’ nuvole e l’erba non era mai sembrata cosi’ erba. Ad un certo punto Attimo alzo’ lo sguardo e da lontano…la vide. Anche lei lo vide. Si videro. Bellissima, incedeva lenta verso Attimo. Aveva un passo quasi pesante, come se fosse stanca da sempre e sveglia da mai. Senza fretta alcuna lei arrivo’ da lui. Senza dire una parola si levo’ le vesti, si chino’ su Attimo e lo bacio’. Poi lo copri’. Con il corpo lo avvolse in un abbraccio pigro, flemmatico ma seducente. Attimo attonito, incantato, resto’. Stette. Estasiato. Ma…ad un tratto il cielo gli sembro’ troppo cielo. Le nuvole troppo nuvole. E, l’erba…decisamente troppo erba! Le forze gli vennero meno. Inizio’ a dimenarsi ma Lei stringeva. Era forte. Troppo. Le sue braccia si erano trasformate in spire, le sue labbra in ventose che lo stavano risucchiando. E a poco a poco Lei lo inghiotti’. E lui spari’. Lei Si rimise i vestiti, si rassetto’ i capelli, pigramente si distese e, sazia di quell’Attimo si addormento’.

{C’era una volta un Attimo che un giorno, come accadde a molti altri Attimi prima di lui, venne ucciso da una Strega: Noia. Tanto bella quanto pericolosa, Noia si nutre di tutti quegli attimi che malauguratamente decidono di sostare troppo lungo il cammino. Noia è colei che coglie l’attimo… morente}

La {LORO} stanza rettangolare

[Ti ho visto. Anche se ti ho visto rivestirti ed andartene piu’ volte di quante ne potessi sopportare. Benche’ questo mi consumi, benche’ mi distrugga, benche’ soltanto posso averti, senza averti… io ormai ti ho visto]

[FUORI]

La stanza in bianco: il luogo che e’ loro senza essere LORO

Immagina una stanza rettangolare. Non ci sono finestre. Al centro una lastra taglia l’aria frazionando l’ambiente. E’ di vetro trasparente. Austero e infrangibile, divide lo spazio in due vani gemelli. Nessuna guarnizione sui piani dei mobili, solo pratici orpelli che s’intonano ad una sensazione di grigio e vuoto. Le pareti sono bianche, asettiche. Esattamente come sarebbero bianchi ed asettici i muri di una stanza in una casa costruita e mai abitata. Ma li’ c’e’ “vita”.  Da un lato c’e’ lei, dall’altro lui. Fisicamente vivono la’, a contatto ma separati da quella lastra di vetro. Costretti. Senza avere la possibilita’ di accedere alla stanza dell’altro.  Quel luogo e’ loro pur non appartendogli realmente. Il LORO vero luogo, pero’, e’ quello della mente, l’unico dove gli sia consentito toccarsi l’un l’altra. Fisicamente si osservano dal vetro, si scrutano. Ogni giorno si riscoprono spettatori della routine dell’altro.  Vivono di rituali che conoscono a memoria, intimita’ diventate tenere confidenze che si sono riscoperti ad amare. Hanno imparato a vivere totalmente esposti. Nulla e’ celato alla vista. Non c’e’ piu’ vergogna nel mostrarsi nudi, non c’e’ imbarazzo nella naturalezza del corpo. Benche’ non v’e’ suono che riesca a passare, ne’ calore… benche’ se uno dei due poggiasse la mano sul vetro, o anche batttesse i pugni, all’altro non arriverebbe nulla ne’ tepore, ne’ vibrazioni…loro si bramano, e ardono e fremono dal desiderio di potersi scambiare la pelle di sentirne l’odore. Ma non possono toccarsi che con gli occhi. Con gli occhi si sono scambiati lunghe infinite carezze. E, pur senza toccarsi si sono toccati a lungo e si sono amati piu’ di quanto fosse lecito o comprensibile amarsi in quella stanza rettangolare che e’ loro senza essere LORO.

[DENTRO]

La stanza turchese: Il luogo che e’ LORO senza essere loro

Immagina una stanza rettangolare. I muri sono turchesi. Il soffito bianco e luminoso sovrasta un ambiente pieno di oggetti.  C’e’ colore, c’e’ disordine. C’e’ quello scompiglio che si crea tra le pareti di una casa piena di vita e di storia. In cui ogni oggetto e’ un cimelio, e’ sentiero per saltare verso vecchie memorie di viaggi, di brutti regali ricevuti a Natale, tra ombrelli sotto cui ci si e’ riparati dalla pioggia (o dal troppo sole) e libri di ricette che non sono mai state seguite e Dvd di film mai terminati… Al centro della stanza c’e’ un letto sfatto. Lenzuola groviglio scivolano a cascata accarezzando il pavimento. E li’ c’e’ “vita”. Lei sta tra le braccia di lui, anche se sanno come toccarsi pur senza toccarsi si sono toccati a lungo e si sono amati piu’ di quanto fosse lecito o comprensibile amarsi in quella stanza rettangolare che e’ LORO senza essere loro.

{Vi sono stanze turchesi della mente di lei e lui. Stanze piene di ricordi in cui lei e lui si incontrano ogni notte. Stanze in cui si possiedono senza possedersi}

…e se Mariangela non si innamora di Eustachio che fa? Trova un altro piu’ bello…

Buon giorno esimi colleghi, nonche’ carissimi compagni di (s)venture! Che voi siate Appassionati della vita o semplici Cittadini di questa (talvolta nebulosa) esistenza…oggi vorrei presentare un piccolo excursus per approfondire meglio (mi auspico, se sara’ possibile, con il vostro aiuto) uno degli argomenti che ho tirato in ballo (ve lo concedo…un po’ di sfuggita) nel post in cui ho presentato il triplice dialogo tra me e me{&me}.

Se ben ricordate, mollemente adagiate sui comodi divanetti della sala(-mentale) dei “pensieri schizofrenici”, in quel post, io e le mie altre 2 Me abbiamo disquisito di: amicizia. Ritengo, pero’, decisamente interessante l’annosa questione che s’e’ sollevata in alcuni dei commenti che son seguiti. Faccio riferimento alla faccenda:

PUO’ ESISTE… REALMENTE l’amicizia tra un uomo ed una donna?

[N.B. Ho sentito l’esigenza di mettere quel REALMENTE in caps perche’ non posso celare l’unico punto di vista che mi e’ sinceramente concesso d’avere: il mio. Percio’ ammetto d’aver gia’ nascosto l’ombra d’un giudizio nello stesso modo in cui ho posto domanda].

Invero, lo ammetto, si tratta generalmente di una questione un pò spinosa, sulla quale è assai facile discordare. Talvolta se ne parla, quasi come se fosse una specie di leggenda metropolitana: “Il cugino di un mio amico, ha un’amica che gli ha detto di avere un migliore amico“. In tutta onesta’, io stessa l’avrei direttamente relegata nel novero della becera diceria se non avessi personalmente conosciuto individui non di dubbia attendibilita’ che hanno testimoniato in favore della sua esistenza (croce sul cuore) e che l’hanno  “direttamente sperimentata”. Io ho sempre ascoltato con spregiudicata passione tutti quei racconti e, da buona democratica quale sono, ho sempre accettato di buon grado l’opinione degli altri. ( Purtroppo pero’ ho accettaro senza mai comprendere del tutto. Infatti penso che alcune cose per essere tangibilmente afferrate vadano personalmente esperite… e il punto e’ che a me l’esperienza ha sempre dimostrato che sotto quella che si definisce “amicizia” v’e’ sempre, da qualche parte, un certo fondo, piu’ o meno velato e/o incoscio di interesse)

Secondo me, per capire sino in fondo la questione dobbiamo porci le seguenti domande:

Cosa rende una relazione d’amore differente da una relazione d’ amicizia? E cosa, invece le  accomuna?

[premettendo che con il termine Amicizia io presuppongo una relazione d’unicita’, profonda tra due persone in cui si verifichino sinceri scambi, reciproca apertura, sostenuta da puro affetto. Non amicizie-conoscenze-ingannatempo o amicizie-di-comodo]

Se dovessimo rispondere in semplici parole alla seconda domanda probabilmente diremmo: (a) sentimenti di affetto e (b) la volonta’ e piacere di donarsi reciprocamente del tempo.

Cosa rende differente amore da amicizia invece e’ che amore, oltre a dover rispettare i parametri “a” e “b” ne possiede altri 2: il considerare l’altro di nell’aspetto/attrazione fisica (c) che sfociano in volonta’ di consumare un rapporto sessuale(d).

Orbene prendiamo 4 attori:

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Mariangela

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Eustachio

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Casimira

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Astolfo

caso1) Astolfo e Casimira, si incontrano. Si piacciono fisicamente, iniziano a passare del tempo insieme e lo ritengono piacevole… ed in sostanza entrambi sperimentano i punti a,b,c,d. Cosa vieta loro di mettersi insieme? Nulla! infatti lo fanno!

Congratulazioni Astolfo e Casimira! Siete una coppia! Andate e moltiplicatevi ( il meno possibile)

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Caso2) Mariangela ed Eustachio si incontrano. Fisicamente si piacciono o non avrebbero iniziato a girarsi attorno. I due passano del tempo insieme, ma nonostante tutto non diventano una coppia, in compenso dicono fieramente: siamo diventati amici! Cosa puo’ essere successo?

Se hanno deciso di restare Amici, considerato che gli amici condividono i punti a) e b) ( ossia tempo e affetto)…non possiamo di certo pensare che abbiano deciso di non diventare una coppia perche’ non stavano bene insieme, o non sarebbero diventati amici, vi pare? Quindi Sono amici perche’ trascorrono del tempo di qualita’. Ma se c’era attrazione fisica tra i due e trascorrono insieme del tempo che etrambi ritengo di qualita’, considerato che mica e’ semplice trovare una persona con la quale aprirti e riuscire a passare tempo di reale qualita’…cosa gli impedisce di essere coppia?

1-cause esterne ( es: uno dei due o entrambi sono impegnati con altre persone). [I due sono segretemanete ed inconsciamente interessati l’uno all’altra ma hanno cuore e mente gia’ impegnati. SI chiamano amici ma in realta’ “sottosotto” si tengono buoni, e quindi: non e’ reale amicizia, ma segreto interesse]

2- volonta’ di non volersi impegnare in una relazione in assoluto. [‘significa ” in questo momento non ho la testa ma ti tengo buono qui da parte perche’ mi potresti interessare: non e’ reale amicizia, ma “Astip Ca’ truov” (dal napoletano =conserva che trovi)]

3- volonta’ di UNO dei due di non volersi impegnare in una relazione con quella persona particolare. Qui e’ quando uno dei due viene Frienzonato ( e la frienzoned non e’ sempre dichiata, talvolta e’ solo implicita). In questo caso e’ solitamente uno dei due che portera’ avanti l’amicizia con piu’ entusiasmo e cerchera’ di coinvolgere l’altro perche’ sotto-sotto spera di sedurlo…e l’altro accettera’ di buon grado questa “amicizia” perche’ subodora il tentativo di seduzione e si ritiene lusingato ( o nei casi peggiori se ne serve per i propri scopi). (quindi questo vuol dire che almeno uno dei due mente dichiarando di passare “tempo di qualita’”, perche’ se cosi’ realmente fosse inizierebbe a provare interesse. Infatti se abbiamo detto che inizialmente si sono dichiarati attratti l’uno dall’altra e hanno deciso di coltivare il rapporto d’amicizia perche’ passano tempo di qualita’ cosa gli impedisce di essere coppia se non il fatto che uno dei due non sia realmente convinto dell’atro? ). [Quindi uno dei due e’ interessato all’altro e allora non e’ reale amicizia]

4- forse il problema potrebbe essere alla base, i due potrebbero non essere diventati coppia perche’ nonostante siano entrambi BELLISSIMI, magari non vi era comunque attrazione fisica ma questo non impedisce loro di passare reale tempo di qualita’. Ma a questo punto mi domando nel momento in cui stai realmente bene a relazionarti con una persona, non accade di solito che quella persona inizi magicamente a diventare attraente? Solitamente, di fatti, accade che a quelle condizioni, dopo un po’ alcuni diventino capaci di andare oltre l’aspetto fisico ( o meglio, quella persona inizia a diventare piacevole alla vista esattamente cosi’ com’e’ laddove prima non la avremmo mai considerata tale). Ed allora da amici si diviene coppia perche’ entrano in ballo i punti c e d ( attrazione e volonta’ di consumare un rapporto sessuale) [quindi era in realta’ un tentativo inconsapevole di reciproco studio, che termina a buon fine. E quindi non era reale amicizia]

5- ammettiamo pero’ che questo non accada, che non e’ vero che non era “reale amicizia”, che non c’era sotto nessun reciproco studio. Quel che resta e’ che ci troviamo in uno dei due dei seguenti casi:

A) nel caso in cui non vi sia assolutamente attrazione fisica tra i due e impossibilita’ assoluta che questa si possa creare. oppure…

B) Amettiamo che costoro pur ritenendosi reciprocamente di bell’aspetto e pur ritenendo entrambi di trascorrere insieme all’altro del tempo di qualita’ semplicemente, ambodue abbiano compreso di non possedere i presupposti caratteriali per essere una coppia…Del resto voi mi direte che non siamo mica animali che ci relazioniamo con l’altro sesso solo in virtu’ dell’incosncio desiderio di accoppiarci (ahahahah… scusate mi e’ scappato ehm dicevo… non abbiamo desiderio incosncio di accoppiarci…) giusto?

Okey…ammettiamo pure che, noi non siamo animali, che siamo totalmente evoluti e razionali e che non siamo sospinti da ataviche pulsioni di cui ignoriamo l’esistenza.  Prndiamo Esutachio e Mariangela ed ammettiamo pure che, la comunione del loro spirito sia cosi’ forte che i due decidano di restare “amici” per pura e semplice solidarieta’ esattamente come accade tra persone dello stesso sesso…

{Facciamo un esempio PER NIENTE autobiografico, ma ispirato alla sola immaginazione}

…che accade se inseriamo un nuovo elemento?

(…)

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Vidigulfo

[Ve lo anticipo io “Ciao, Ciao Eustachio!” in tempo -1]

Arriva il prode Vidigulfo, e la nostra bella Mariangela perde totalmente la testa per lui, dimenticandosi del povero Eustachio…

Ordunque l'”amicizia” che han portato avanti sino a quel momento altro non era che un mezzo per lenire la solitudine. Pero’ voi potrete obiattare: ma anche l’amicizia tra con persone dello stesso sesso e’ un mezzo per passare tempo di qualita’ che ci fa sentire meno soli, e oltre a questo anche tra amici dello stesso sesso capita che ci si frequenti meno allorquando ci si “accoppia”… Peccato che vi sia un differenza abissale in quanto l’amico dell’altro sesso verra’ sempre guardato con sospetto e percepito come un “potenziale pericolo”. E proprio qui scopriremo insieme che la cosa del ” non siamo animali, ci si puo’ relazionare con un altro anche solo per condivisione di spirito” e’ una cosa che vale sino a che non ci troviamo in una situaizone che ci riguarda.

Infatti proseguiamo con il nostro esperimento

Mariangela e Vidigulfo sono in fase “conoscitiva”. Conversano amabilmente del piu’ e del meno. Tutto va come deve andare. Lui pensa che lei sia bellissima ed oltretutto lei dice esattamente le cose che lui sperava dicesse. Nella testa di lui testa c’e’ persino una signora con i boccoli dorati che, in sottofondo, suona una meravigliosa melodia muovendo le dita cicciottelle sulle corde di un’arpa luccicosa. Poi. D’un tratto. Il fulmine a ciel sereno. Una delle corde salta. L’arpa fa un gracidio stonato e la musica cessa subitanea non appena lei pronuncia la fatidica frase:

-“Ah! Ma lo sai che….HO UN MIGLIORE AMICooo??? “

TU-TU-TU-TUUUUUUM.

E Vidigulfo dentro di se e’ piu’ o meno cosi’:

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Pero’ raccoglie tutte le energie che ha in corpo poiche’ e’ meglio non mostrarsi immediatamente tiranni e cerca di sorriderle mentre risponde:

“ah… che…bello…”

(ma la sua faccia e’ piu’ o meno questa)guy2.jpg

{ Mettetevi una mano sul cuore e ditemi che voi, al posto di Vidigulfo, avreste fatto una faccia -interna- differente, vi prego}

Per quanto la storia di lei sembrasse del tutto convincente. Per quanto Vidigulfo potesse appurare che non c’era ( in quel momento presente) reale possibilita’ di coinvolgimento sentimentale…lui ha assimilato quella notizia come un boccone amaro e sicuramente man mano che la loro storia andra’ avanti Eustachio diventera’ spesso motivo di lite tra i due.(Ma come non avevamo detto che “non siamo mica animali che ci relazioniamo con l’altro sesso solo in virtu’ dell’incosncio desiderio di accoppiarci ma che se ci relazioniamo in amicizia con altri del sesso opposto talvolta e’ solo per una comunione dello spirito”? E allora perche’ se il nostro partner ci dice di avere un “migliore amico del sesso oposto la cosa di mette in allarme e non riusciamo a non concepirlo come una minaccia? Non e’ forse perche’ in fondo, in fondo, temiamo che sia piu’ probabile che poiche’ vi e’ comunione di spirito possa esserci anche inconscia attrazione? Non e’ che vediamo negli altri cio’ che riusciamo a sub-odorare anche in noi stessi? Ossia che noi stessi sappiamo che all’interesse nel trascorrere tempo di qualita’ puo’ essere legata un’attrazione fisica o che un’attrazione fisica possa essere alla base della volonta’ – magari inconscia- di passare tempo di qualita’, o che ancora seppure attrazione fisica non vi sia potrebbe nascere, perche’ sappiamo bene che devolvere tanto tempo ed energie ad una persona del sesso opposto inconsciamente ha quasi sempre un fine?)

Infatti cosa accade per il 99% delle volte in questi casi? L’amicizia termina o naturalmente perche’ l’accoppiato non ha piu’ interesse a donare tempo all’ex amico. O termina perche’ in un modo o nell’altro il partner, minacciato, la ostacola, ed ovviamente laddove la relazione e’ solida, vince sempre il partner.

Ma qualora io mi sbagliassi su tutto… e qualora questa amicizia, per quel che e’ durata prima che subentrasse Vidigulfo… ( perche’ se non e’ Vidigulfo, prima o poi uno dei due si sarebbe accoppiato con qualcuno) Quindi se pure fosse stata per quel breve istante reale…Succede che non puo’ durare, e quindi anche se per un istnate v’e’ stata REALMENTE: NON PUO’ ESISTERE( …se non per un certo lasso di tempo). Perche’ nonappena si crea una finestra d’occasione con un parter tutto-tondo ovviamente si preferisce dare priorita’ a lui. (Il che relega l’ex amico a bambolotto emotivo, germoglio di relazione abortito in partenza). Mentre diventa meno difficoltoso continuare a coltivare le amicizie con persone dello stesso sesso perche’ in quel caso l’unico ostacolo che si frappone tra te e loro. E’ il tempo.

Quindi, detto cio’…Per tornare alla domanda di partenza: PUO’ ESISTERE…REALE amicizia tra uomo e donna?

La mia argomentazione mi porta a rispondere: Puo’ esistere, senza essere REALE O se ( ammesso sempre se- ed io ne sono scettica-) se e’ REALE non puo’ esistere…che per breve tempo per colpa della natura delle cose. Quindi se e’ REALE e’ assai improbabile che esista.

E questo cari miei e’ piu’ o meno l’esempio della casistica in cui mi e’ capitato di imbattermi, negli anni…Ora, ammesso che qualcuno sia arrivato a leggere sin qui, attendo con impazienza le vostre teorie, ed opinioni a riguardo…

 

 

(D)istanti Attaccati. Io dichiaro guerra.

 [Preghiera a me stessa]

Dicono sia pericoloso esprimere un desiderio lasciandolo nelle mani d’un altro perche’ potresti correre il rischio che s’avveri…e, con larga probabilita’, non lo fara’ nel modo in cui tu avresti voluto.

(Ogni volta mi stupisco di quanta ragione vi sia nelle parole che “dicono”…)

Ricordo il giorno in cui chiesi al fato «ti prego, fammi vivere una vita fatta D’istanti». Fu perche’ non avevo mai chiesto nulla che lui mi esaudi’? Non saprei. Quel che e’ certo e’ che si confuse. ( O, forse, fu per sadico arbitrio).

(Non avrei mai pensato che in un piccolo grafema si potesse dischiudere una cosi’ elevata potenza d’azione).

Sapete cosa accadde? Il fato non ci mise l’apostrofo; attacco’ una parola… e stacco’ noi. Da allora fummo distanti. Ed io lo ringrazio…inverno, non senza ironia. (Pur sapendo che, del resto, prima di ogn’altra cosa chieder grazia furono un mio errore e debolezza).  Ma ora… ora ho capito. L’unica a cui voglio esser grata sono io! Per questo io (mi) prego, e rendo grazia. Rendo grazia (indietro). Ed ora sono IO che, caro fato, attacco. Attacco te, ti dichiaro guerra! E sara’ sangue. Se mi ostacolerai: sara’ il tuo

{o, forse, il mio}

…lo sai che non mi importa?