Il maniaco (delle rose)

Oggi c’era un uomo alla fermata del bus. Stringeva tra le mani un mazzo di rose. Così stretto che sembrava le stesse strozzando. Chissà che aveva in mente…Chissà per chi erano. Un compleanno? Un anniversario? Scuse? Una proposta?

Poi ho deciso. Poichè sono convinta che il mondo sia frutto delle mie rappresentazioni. Ho deciso che io conoscevo perfettamente la storia di quell’uomo: egli doveva sicuramente essere un feticista di fiori. Sapevo che aveva appena acquistato quel bouquet per appagare la sua strana perversione.  Avrebbe certamente passato quel pomeriggio a strappare tutti i petali di quelle rose. Poi i petali li avrebbe buttati via tutti. Prima di spogliarle con meticolosità si sarebbe premurato di staccare una ad una le spine. Le avrebbe riposte in un barattolo. E il barattolo, lo avrebbe etichettato con la data di oggi e messo su di uno scaffale dove c’erano tutte le spine mummificate di tutte le rose acquistate da questa mattina a ritroso dal ’93. Anno in cui nella sua testa scattò quel qualcosa che, per chi non si fosse laureato in “scienza e fenomenologia di quell’uomo che strozzava le rose”, sarebbe da considerarai del tutto inspiegabile. Ma se si seguisse a ritroso dal’93 sino alla sua nascita il percorso logico che il suo inconscio aveva fatto, sono certa che si potrebbe capire quanto coerenti e valide fossero state le motivazioni che lo portaro a maturare la convinzione che la sua vita sarebbe stata di certo migliore se avesse iniziato a collezionare spine e fusti di rosa. Comunque…dicevo che io sapevo che una volta a casa quell’uomo avrebbe staccato i petali e li avrebbe buttati via tutti. E alla fine sarebbero restati solo steli spogli e spine in barattolo. “Che peccato” Penserete voi. Penserete che avrebbe paasato il pomeriggio a rovinare quelle splendide rose. Chi butta via la corolla? Non è forse la parte più bella? Che uomo crudele! Che uomo incapace di cogliere la bellezza! Eppure credetemi a guardar bene si vede dell’altro. La verità, secondo me, è che è troppo semplice apprezzare una rosa guardando il colore dei petali. Ma non sono i petali i primi a scolorire, cadere, marcire? E poi che resta di una rosa? Steli e spine rinsecchite. Allora forse il feticista dei fiori che strozzava le rose alla fermata del bus ha solo paura di vedere le rose sfiorire. Non sono del resto quelle rose ormai dei cadaveri? Non è forse il destino consueto di una rosa recisa quello di appassire, sfiorire, imputridire? Ed Allora quell’uomo le spogliava del superfluo, della vanità dei petali, lasciando quel che resta, l’essenziale: il ricordo delle spine e il fusto con attaccati i semi.

{Se guardi attentamente l’uomo che strozzava le rose, che buttava via i petali lasciando quel che resta: ha un magnifico roseto dietro casa. Se guardi attentamente quell’uomo non violava le rose, le salvava}

 

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13 pensieri su “Il maniaco (delle rose)

  1. Bisogna avere la capacità di cambiare punto di vista per comprendere anche le ragioni altrui, quando ci appaiono così lontane dalla nostra logica… però a volte si ha a che fare semplicemente con dei matti. Bel racconto, complimenti.

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