Un Testo scritto e’ uno Zoo di Signicati. {Ma tu non ti sei mai sentito in difetto nel metterli in gabbia?}

[Il cambio della guardia avviene di notte. Quando i pensieri di ieri lasciano il turno a quelli del giorno successivo]

Non e’ mica semplice raccontarsi. Le immagini che prendono forma nella mente restano, sino a che non provi a comunicarle ad altri, nuvole impalpabili e cangianti. Stanno la’… confinate, fluttuanti, vagabonde indecise, tra conscio ed inconscio erranti.  Poi butti giu’ lettere e parole e frasi. L’ermeneutica del pensiero e’ costruzione. Chi scrive, forse come me, ogni tanto, si sente un po’ artigiano.  Cogli e strappi le immagini dal mondo delle idee che hai in testa; dai loro consistenza, solidita’; le assembli e le limi sino a che non sei soddisfatto. Pero’ a volte ho l’impressione che le parole significanti incatenino le immagini della mente; che questa “costrUzione” divenga “costrIzione”. Ho l’impressione che la semantica cristallizzi qualcosa che dovrebbe restare fluido e cangiante. Inizio a pensare che, forse, vi siano delle cose che e’ blasfemo scrivere. Penso che a volte tradurre l’immagine mentale in un pensiero scritto significhi tradirlo, imprigionarlo, costringerlo ad un significato laddove nella mente esso era un simbolo svincolato da qualsiasi limitazione e per questo infinitamente significante… Come un animale, nato libero e fiero, costretto alla coercizione di una gabbia in uno Zoo.

[Tutto questo perche’…]

 Ieri mi sono accorta che non si capiace nulla. Avrei voluto scrivere una piccola presentazione al blog: ” Chi sono?” “Che genere di cose scrivo?”, “Perche’ sono qui?”, “Cosa cerco?”…Ma… Anche se io sono la materia sulla quale ho avuto modo di prepararmi per 28 anni….La verita’ e’ che, al pensiero di cimentarmi in qualcosa del genere, sono stata assalita da quella tipica sensazione di vuoto  di quando a scuola mi trovavo a foronteggiare, in una prova scritta, una domanda di cui assolutamente ignoravo la rispota. Come e’ possibile autodefinirsi? Come fate a dire con tanta sicurezza ” io sono questo”. “Io sono fatta cosi”. Io ho l’impressione di essere tutto e contemporaneamente il suo contrario. Come fare a dire con tanta sicurezza “Io voglio questo”? Io ho l’imprssione di volere tutto e contemporaneamente il suo contrario. Sono sempre stata errabonda. Quando gli altri non sapevano dove volessero arrivare, io non sapevo nemmeno da dove dovessi partire. Mi sono sempre sentita in difetto su questo genere di cose. E dire che io non posso di certo affermare di essere “una che non medita su se stessa”, anzi. Eppure tutta questa introspezione mi ha paradossalmente portata ad ottenere risultati opposti a quelli che mi ero preposta: mi ha spesso e volentieri indotta ad ottenere come risposta…altre domande. Se ho raggiunto una, una sola piccola consapevolezza e’ proprio di questo: che la mia anima e’ ondivaga, ha scarso senso d’orientamento ed e’ incapace di vivere per obiettivi prestabili nonche’ totalmente inatta ad autodefinirsi.

Se ho raggiunto un piccolo obiettivo e’ che tutto questo…quasi,quasi sto anche imparando ad accettarlo.

 

{ ora, comunque, aspetto il cambio della guardia}

 

55 pensieri su “Un Testo scritto e’ uno Zoo di Signicati. {Ma tu non ti sei mai sentito in difetto nel metterli in gabbia?}

  1. autodefinirsi in uno schema ben definito è molto difficile… lo prendo anch’io…
    il cambiamento è dietro l’angolo, oggi sei qualcuno (o pensi di esserlo) e domani chissà… 😉
    soprattutto se vivi alla giornata… 😊

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    • Eppure.. e’ pieno di persone che da sempre vivono avendo bene in mente il percorso che vorrebbero fare. Si dice che tu non potrai mai fare centro se prima non fissi il bersaglio…ma io.. non ho DAVVERO mai capito come facciano a decidere quale bersaglio preferiscono. Pero’ si’ alla fine anche, comehai detto tu ” vivere alla giornata” ha i suoi pro, tendenzialmente ci si annoia meno perche’ hai la mente piena di mille cose…( anche se molti sono dubbi) 😀

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      • io poterlo x esperienza personale, ho qualche anno più di te (giusto qualcuno eh 😉) e da ragazza avevo i miei obiettivi ben chiari in mente… alle medie avevo già stabilito il mio percorso di studi, il mio obiettivo lavorativo…
        beh, niente di tutto ciò che ho programmato si è realizzato, perché non sempre dipende solo da noi.
        sono in provincia, hai miei tempi i genitori sceglievano x te, quindi niente liceo a Roma, niente Ingegneria (troppo da ‘uomo’, soprattutto edile), niente architettura (sede troppo lontana e troppo in fermento politico (anni delle pantere nere))… quindi biologia di ripiego.
        sono arrivata a preparare la tesi, manca qualche esame, ma non mi sono mai laureata perché nel frattempo ho iniziato a lavorare x pagare gli studi e poi messo su famiglia…
        tutto non proprio come programmato, quindi non preoccuparti se non riesci a definirti e rinchiuderti in una categoria ben precisa… sarai più libera e aperta ai cambiamenti che la vita riserverà…
        adesso, alla mia età, quando potrei benissimo ‘definirmi’ perché ‘sono’ a tutti gli effetti parte di categorie (moglie, madre, ecc.) preferisco pensarmi uno spirito libero… molto più di quando ero ragazza… ed inseguo sogni…

        scusa la filippica… capisco che a quest’ora non è il massimo…😁😁
        🤗😘

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      • No, no che scuse…anzi..Ho letto tutto attentamente.. E penso tu abbia scritto cose davvero bellissime. A tratti mi ci rispecchio e penso che le tue parole siano piene di ragione. Siamo tropo cangianti per poter essere definiti… Hai usato la parola “liberta”…. Forse e’ che e’ facile confondere liberta’ con qualcosa che ha quasi a che fare con lo smarrimento… e alla fine se ci penso bene non e’ nemmeno cosi’ tanto un “contro” sentirsi un “tutto e niente”… Del resto anche essere “tutto e niente” e’ di per se qualcosa…. e per di piu’ qualcosa che ho appena definito.

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  2. La pagina Info è il terrore di molti 😄 Nemmeno io ho mai saputo cosa scriverci mentre altre persone ci hanno messo di tutto e di più ahahaha

    È che descriverci in poche o molte righe non renderebbe lo stesso l’idea a chi dovesse leggerle.

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  3. Non credo di avere le info.
    Anzi credo di non aver proprio nulla nel mio blog.
    Io sono così.Se vuoi sapere qualcosa di me chiedi pure.
    Perche’ come hai osservato anche tu siamo tutto e il contrario di tutto. Buonagiornata 😊

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    • per me dipende dall’argomento. Cose “tecniche” mi piace cristallizzarle: piccole teorie antropologiche che mi piace inventarmi, vecchie nozioni rispolverate e riassemblate etc.. metterle per iscritto gli da parvenza di “nuovo ordine” e soprattutto mi fa illudere di non farle cadere nell’oblio… altre invece mi pare piu’ innaturale “tirarle fuori” e metterle nero su bianco…e quindi mi crea un (travirgolette) disagio

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      • alludi alle emozioni e alle questioni personali? allora mettiamola in altri termini: è come quando mangi, digerisci, assimili e produci le conseguenti deiezioni. gran soddisfazione, fino a quando non ti trovi a far la cacca in pubblico. ecco, io il disagio posso provarlo lì.

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      • si’ alludevo al raccontare-raccontarsi. Comunque okey credo di aver capito che intendi. Non e’ lo scrivere di per se’ ma e’ lo scrivere consapevole che altri ti leggano, che ti puo’ fare percepire il disagio ( a quel punto non nello scrivere, ma dell’aver scritto)[giusto?]. Per me il disagio (talvolta, solo per alcune cose e nemmeno troppo spesso) sta a monte di questo. A prescindere dallo scrivere di me per un eventuale pubblico la difficolta’ sta proprio nell’incastrare cio’ che in testa in parole e le parole in discorsi.

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      • Ho capito cosa tu credi io abbia inteso . Ma non è asattamente lo sforzo creativo ciò a cui io faccio riferimento. Più che altro io sto parlando di sforzo creativo legato all’ ineffabilità… in quando alcune cose tradotte in parole, vengono tradite.

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  4. Ritengo la scrittura, quando non è mero esibizionismo, un modo per sperimentarsi, per gettare lo scandaglio dentro di sè.
    Se si è fortunati e scaltri ( a 62 anni spero proprio di essere diventata accorta almeno) si scelgono le frequentazioni nella blogsfera che aiutano non il narcisismo, ma la crescita.
    Essere fluidi o ondivaghi non è affatto male.. 🙂

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    • Non me ne lamento in realta’ semplicemente questo ho l’impressione che talvolta mi getti un po’ in confusione. Piuttosto credo di ricadere in un brutto vizio: il confronto. Mi dimentico troppo spesso che ognuno e’ come e’ ed ognuno ha un proprio percorso. Pero’ si’ per il resto hai assolutamente ragione Marzia. Ed e’ un piacere fare la tua conoscenza 😀

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    • Esatto..! Puoi caprmi allora…anche io sono giunta a questa conclusione. La bacheca sara’ il visuale colpo d’occhio e poi mi dovranno scartare come un cipolla e leggere tra le righe ..semmai!

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  5. Penso di comprendere perché penso di sentirmi simile.. la vivo serenamente però da quando ho assunto la convinzione che durante la nostra vita in realtà noi “moriamo” diverse volte, è come se di quelli che eravamo non rimanesse che qualche parte per lasciar spazio alla rimanenza di nuovi noi stessi, spesso simili in qualche o molti aspetti ma allo stesso tempo diversi. Me ne sono reso conto guardando le foto, ricordando pensieri, sogni, ambizioni, desideri legate ad esse o a quel periodo. Siamo esseri in evoluzione, dunque vivi, possiamo autodefinirci, auto descriverci, ma questa definizione sarà sempre a tempo è come tale dovremmo considerarla…

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    • Ahaha è buffo leggere quelle parole perchè io penso qualcosa di molto simile. Io parlo sempre si me in chiave trittica: la me del passato, la me presente e la me futura.. e considero la me passata e futura come altre da me. Quindi talvolta se anticipo un dovere e mi trovo un passo avanti nel programma che mi ero preposta.. nella mia mente ringrazio “la me del passato”… (anche se più spesso la maledico… ) è un discorso un pò da psyco forse.. possibile ma tant’è .. scusa se ti ho inquietato. 😀

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  6. Credo che il non avere risposte e piuttosto porsi di continuo altre domande abbia molto a che fare con il desiderio di scrivere e di condividere qualcosa di sé in un salotto virtuale. Luogo ondivago e fluido quant’altri mai 🙂

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    • Credo che ci sia una grossa porzione di ragione in quel che dici. Sono convinta che la scrittura abbia un forte potere catartico. Anche semplicemente se considerato come esercizio di stile fine a se stesso, atto a strizzarsi il cervello, anche se resta convinato entro i margini d’una pura e personale masturbazione mentale. Peò… mostrarsi ad altri può rivelarsi un ben più utile specchio. Infatti credo che le condivisioni che un pò tutti noi facciamo qui, sono per ognuno di noi, sempre e comunque una, più o meno conscia, ricerca di definizione di se. La difficoltà sta solo nello scollarsi di dosso il pudore.

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  7. Si impara a conoscersi, è un percorso, per esperienza posso dire questo e siamo fatt@ anche di contraddizioni perché no, contraddizioni che non necessariamente devono confliggere, è l’incasellamento a fare male non le contraddizioni di loro. Buona giornata.

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    • Buon giorno sciamana. È un piacere leggerti. Si sono completamente d’accordo con te… spesso dobbiamo passare per alcune fasi prima di conoscere e comprendere certe cose, talvolta la comprensione assoluta, in ogni caso non è possibile. Altre volte crediamo che qualcosa deve necessariamente avere una forma fissa per essere accettato ma al contrario alcune cose hanno natura fluida e non sono mai pienamente afferrabili… a volte forse basta capire questo… ma per certi contenuti che ci appartengono queste sono verità difficili da accettare… e come hai detto tu: ci vuole del tempo 😀 buona giornata a te, a rileggerti presto

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