Dialogo tra me, me {&me}. Le Confessioni di Judith La Ladra

(Judith1) Non avevo piu’ pensato a lei.

(Judith2) Forse… solo in qualche rarissima occasione.

(Judith3)No, non e’ vero, l’ho fatto.

(Judith1) Eppure, davvero non so proprio spiegarmi che complessi giri abbia fatto il mio inconscio  questa notte per arrivare a plasmare nella mia mente certe insolite visualizzazioni oniriche. Quel mondo, ormai, non e’ forse distante da me anni luce? Oltretutto ultimamente la mia testa e’ cosi’ ingombra di pensieri e di inquietudini, e non so.. un sogno cosi’ non me lo sarei mai aspettata. Fatto sta che mi sono svegliata con una forte sensazione di nostalgia dal retrogusto amaro. Malinconia. Ma dolce.  E anche ricordo, brinato. Velato da un lieve substrato di senso di colpa. Del resto, lo so, sono sempre stata una frana con le amicizie. Ed ora che ci penso, forse, e’ stata piu’ colpa mia. Ma le cose sono andate cosi’…e questo e’ un fatto.

(Judith2)Un altro fatto e’ che ho sentito di doverla contattare. Cosi’, in un momento libero sono uscita dal mio loculo e le ho mandato un messaggio vocale. Di 1 minuto e 12, per la precisione. “Ciao S…non so nemmeno se tu abbia il mio numero australiano, chissa’ se riconoscerai la mia voce… No, tranquilla, non ho bisogno di nulla. So che quando non ci si sente per anni e poi d’improvviso si sbuca fuori cosi’ in questo modo come sto facendo io ora… di solito… e’ quasi sempre e solo per chiedere favori… Ma non e’ cosi’. Spero che il mio messaggio ti trovi bene, non e’ da me esternare. Lo sai che non sono una persona affettuosa, pero’ il punto e’ che questa notte ho fatto un sogno bellissimo. C’eri tu…ed io… ho sentito la necessita’ di contattarti. Sai, ci incontravamo sul treno per Porta Genova. Accadeva per caso. Non c’era imbarazzo. Iniziavamo a parlare con la stessa scioltezza di quando eravamo gomito a gomito a scuola. Non c’erano forzature ne’ barriere. O muri insormontabili a differenza di ora. Poi d’improvviso tu tacevi… e con il capo mi facevi segno di abbassare lo sguardo. Guardando quel che guardavi tu, notavo un tondo pancione che sbucava sotto la tua mise anni ’20: eri incinta. E sembravi cosi’ felice e radiosa. Ed io, in quel momento, scoppiavo di gioia con te… [attimo di silenzio] …Insomma, tutto qui. Ti auguro una buona giornata“.  Premettendo che l’ho fatto nella totale consapevolezza che S. sia il tipo di persona che avrebbe potuto accogliere con immensa gioia un racconto del genere. Perche’ si sa, non tutte siamo nate per essere madri. Ma lei si’. Altre mie conoscenti, avrebbero riscoperto l’insito misticismo della fede per un istante e sarebbero corse in chiesa ad accendere un cero alla Madonna “ti prego, fa che non sia premonitore“. Ma lei no.

(Judith3)…

(Judith1) La vera verita’ e’ che avrei voluto dirle molte altre (belle) cose. Eppure, quando ho visto il mio messaggio comparire, inviato, sulla schermata…la pagina di quella conversazione bianca, inutilizzata per anni, mi e’ sembrata d’improvviso cosi’ vuota. Mi e’ piombato addosso il silenzio che ci ha separate per tutto quel tempo. Ed io mi sono sentita una stupida. Una stupida totale.

(Judith2)E la vera verita’ e’ che piu’ d’ogni altra cosa…avrei voluto non averlo inviato mai. Ma era troppo tardi. Ma perche’…?

(judith3)E va bene…Parlero’! La vera verita’ e’ che ho sempre avuto una relazione insolita con le amicizie. Colpa della mia natura. In generale, raramente tollero (realmente e a pieno) il genere femminile. Se cio’ non bastasse non credo minimanente nell’amicizia uomo-donna.  Del resto, nel corso degli anni, ho raggiunto una chiara e precisa consapevolezza: sono inadatta a coltivare profondi rapporti di amicizia con chicchessia. (Tollero solo i miei gatti). Questo ha spesso fatto di me una specie d’eremita emotiva. Paradossalmente mi e’ sempre andata meglio con Amore.  Per me Amore e’ semplice, netto, immediatamente potente e per questo facilmente comprensibile. Non da’ adito a dubbi, e’ fluido e cristallino. Perche’ ho imparato a capire che se l’amore ha dubbi non e’ amore. All’amore so chiaramente che posto dare. Riesco agilmente a definire ambiti, competenze e confini di una coppia. Averne chiari in mente ruoli, diritti e doveri. Coltivare aspettative, disegnare progetti. Pensare cose del tipo “io e te, contro il mondo”.  Amicizia non ti consente di pensare tutte queste cose. E’ un semi-amore dagli ambti e dalle competenze sfumate, aleatorie, evanescenti. Ma soprattutto dell’amore ho sempre accettato il potere taumaturgo. Ho sempre accolto l’idea di farmi guarire o di mostrarmi debole da Amore. Ma ad Amicizia no, questo non l’ho mai concesso. Il che e’ paradossale perche’ forse per molti altri e’ il contrario. Molti altri sperimentano questa rigidita’ in amore e vivono l’amicizia in scioltezza ma io no.

(Judith1)Chiamami anche alle 4 di notte ed io ti aiutero’…tranquilla andra’ bene! Seppelliremo insieme il cadavere del tuo ex e il tuo segreto morira’ con me!“. E cosi’ realmente facevo. Pero’ io ho sempre pianto da sola…

(Judith2)Oh, no….No, non e’ successo perche’ io abbia avuto amiche infami, incuranti o dichiaratamente egoiste. Anzi…Piuttosto…ero io… Agivo cosi’ perche’ non volevo dare fastidio…Come se provassi quella sensazione “di non sentirmi pienamente a casa mia”, di “non avere pieno diritto di stare la”, una sensazion di insatibilita’.

(Judith3)Ma c’e’ dell’altro… La vera verita’ e’ che, forse, mi sono sempre relazionata ad Amicizia con una leggera base di sospetto.  Forse ho sempre pensato che le amicizie fossero nel loro nocciolo, pure e semplici relazioni di comodo ammantate di carinerie; sostegno psicologico a fine terapeutico. Ho sempre pensato che Amicizia, con la sua presenza servisse a garantire una specie di substrato necessario, atto a fornire quel rispecchiamento adeguato all’elaborazione di una più chiara definizione del se o addirittura volto ad alimentare la propria personale vanita’. Sono arrivata a pensare che spesso e volentieri Amicizia sia una relazione-ingannatempo, stretta con un (finto) doppio nodo, il cui unico scopo sia lenire il sentimento di solitudine esistenziale. Che sia quel rapporto che ci sentiamo di dover stringere con altri quando necessitiamo di un appoggio psicologico-emotivo causato da carenze affettive. In definitiva non ho potuto mai pensare ad Amicizia in termini differenti da questo: amicizia e’ una bambola gonfiabile in plastica alla quale ci stringiamo alla ricerca di calore quando abbiamo freddo e non abbiamo altre (migliori) alternative. Germoglio sterile, blando surrogato dell’amore. Questa mia convinzione si e’ sempre sommata, per di piu’, al mio innato-irrefrenabile moto d’orgoglio: “Io non negherei mai il mio aiuto se tu me lo domandassi ….MA… ( se le cose stanno come le ho descritte) IO non ho bisogno di chiedere aiuto a chi si serve di me”. Ma stanno davvero sempre cosi’ le cose?

(Judith1)Il mio solito approccio da crocerossina… 

(Judith2)…era per mascherare la verita’. 

(Judith3) E’ piu’ facile dedicarsi agli altri. Fare in modo di spostare tutta l’attenzione su di loro. E la verita’ e’ che io, in amicizia, non sono mai stata onesta. Mi sono spesso omessa, tirata indietro,dischiusa a meta’. [(S-)comunicata]. Sono sempre stata un’amica anaffettiva. Sono un’amica che ha ingannato. Perche’ non ho mai dato una reale chance ad Amicizia. E ho finto. Dietro molti sorrisi ho finto, e fingendo sono diventata truffatrice. Perche’ ho sempre preso parti di loro, dandomi poco. Molto poco. Io non sono il personaggio positivo: sono una ladra scorretta.

[Volete Sapere come e’ finita questa storia?]

(Judith1)S. ha ascoltato il mio messaggio dopo 2 minuti dalla sua ricezione. 4 Minuti dopo io ascoltavo il suo vocale con la risposta. Un vocale di quasi 3 minuti, per essere precisa. 

Il tuo buongiorno e’ stato uno dei piu’ belli degli ultimi tempi (…) tu lo sai che anche se non ci sentiamo mai sei una parte del mio cuore

(Judith2)Ho ascoltato quel vocale 4 volte decisamente commossa.

(Judith3)…

(Judith1)Pero’ non ho risposto, nulla.

(Judith2)Avrei… dovuto aprirmi anche io. Avrei dovuto dire cose altrettanto belle. Avrei dovuto. Volevo…pero’ non ho risposto, nulla.

(Judith3) Volevo pero’ non ho risposto, nulla. Mi vergogno a dire le parole affettuose che penso. E quindi non le diro’…Del resto una Ladra e’ una ladra.

Cosi’ continuo a stagnare nelle mie contraddizioni, anche quando penso che l’amicizia non sia per sempre e i fatti mi smentiscono ( ed io stessa, con quel che penso di lei ora, pur tacendoglielo, mi autosmentisco)

{pero’ non so cambiare condotta e da buona ladra quale sono, taccio}

CONCLUSIONI POSTUME:

{1) A ben rifletterci. Anche Amore e’ un mezzo per lenire la solitudine esistenziale, solo che e’ piu’ caldo.

2)Ognuno di noi e’ per necessita’ ego-riferito. E questo si riflette sia sui rapporti d’amore che sui rapporti di amicizia

3) Agire alla luce di questa consapevolezza ti disponde a  mette in atto strategie difensive che ti riparano da molte delusioni.

4)Pero’…allo stesso tempo ti mette al riparo anche da tutto il resto…}

 

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79 pensieri su “Dialogo tra me, me {&me}. Le Confessioni di Judith La Ladra

  1. Oh cielo, e adesso a chi rispondo? A Judith 1, 2 o 3? Nina, Pinta o Santa Maria? 🤔

    Qui solo un’altra donna saprebbe rispondere meglio di me (a dire il vero chiunque saprebbe rispondere meglio di me), ma mi viene in mente un detto: “Le persone vanno e vengono ma le vere amicizie restano”, ed è quello che è successo con la tua amica. Tu hai sentito il bisogno di mandarle un messaggio e lei ti ha risposto quando molti altri, al suo posto, avrebbero reagito diversamente.

    Del resto se ci pensi bene, l’amicizia altro non è che una più “semplice” forma d’amore verso altre persone, e come tutte le cose ha i suoi pro e contro.

    E poi scapparne e rifiutarlo non aiuta a superare le proprie paure ma solo a rimandarle ad un altro momento.

    Ad ogni modo, questo commento inutile e assolutamente non richiesto innanzitutto costa 10 pesos indo-giamaicani a parola + 4 banane sulla fiducia, e poi vorresti diventare mia amica? 😜😁

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  2. Su questo argomento, già lo sai, ci troviamo abbastanza d’accordo.
    Aggiungo: l’amicizia, a differenza dell’amore, è un tipo d’interazione molto più sbiadito, moderato, quasi infantile, proprio perché non ha “pretese”; all’amore, invece, puoi donare mente e corpo senza controllarti, anzi: più coinvolgimento c’è e meglio è.

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    • Nel purtroppo mi trovo a darti ragione. E purtroppo non perche’ concordiamo ( per una volta) ma quanto perche’ una parte di me non puo’ fare altrimenti che pensare all’amicizia in termini differenti da questi… Il che ovviamente non mi fa del tutto piacere perche’ preferirei, al contrario, essere libera di abbandonarmici in quanto amicizia ed amore sono ( o quantomeno dovrebbero essere) tra le gioie della vita..E mi dispiace assai l’idea di auto-privarmi di una di queste gioie.

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      • Il punto è: perché te ne privi?
        E perché ti dispiace?
        Se la privazione nasce da dentro di te, per coerenza dovresti essere soddisfatta del tuo atteggiamento chiuso.
        Se non lo sei allora non è una scelta, ma un’imposizione.

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      • Si’ capisco che intendi. Ma tu non ti senti mai scisso tra due atteggiamenti totalmente opposti? Una parte di te VORREBBE qualcosa. La restante parte sarebbe piu’ propensa a fare altro. Seppure lo vuoi, senti che la tua natura e’ differente. Cosi’ continui ad anelare qualcosa che percepisci come una meta irraggiungibile, perche’ vedi che gli altri ci riescono eppure, noti che a te quel genere di “gioia” e’ preclusa. Ma forse molto di quel che vedi di quella che gioia che credi a te preclusa in realta’ e’ apparenza. Perche’ magar in realta’ e’ davvero vero’ che l’amicizia e’ di per se qualcosa di sbiadito. E non e’ che io la percepisco in questo modo perche’ io sono fatta cosi’. Forse credo di vedere quel che vorrei, cio’ che mi piacerebbe che fosse. Ma la realta’ dei fatti e’ differente… Mi son persa…e non rileggero’ quel che ho scritto ( spero abbia un senso per te)

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      • Io so perfettamente cosa voglio e cosa non voglio: voglio l’amore, mentre riservo all’amicizia lo stretto necessario per poter condividere le mie passioni (scrittura e lettura) con altre persone; di sicuro preferisco la solitarietà a una compagnia “forzata”.
        Ci sono persone (anche a due passi da me) che ogni tanto vedo e che posso considerare amiche, ma ci incontriamo mediamente una volta al mese e non di più, perché quel tipo d’interazione non può darmi quello che desidero maggiormente (per sintetizzare: l’intensità emotiva dell’amore).
        Per il resto del tempo sto benissimo da solo: ho i miei tempi, le mie abitudini, non mi devo adattare, non devo discutere; tramite Internet posso preventivamente capire chi è fatto per me e chi no.
        Quindi… quello che non m’interessa lo evito a prescindere (come l’amicizia tanto per dire che ho degli amici) e non mi sento assolutamente in colpa per questo mio essere così diverso dalla maggior parte delle persone.
        Vorrei invece avere qualcosa che potrebbe rendermi felice (l’amore, non l’amicizia) ma che non può cadere di certo dal cielo: questo sì che mi pesa.

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      • Diciamo che questa e’ una descrizione a tratti molto simile a quella che io potrei fare di me stessa. Ad eccezione della parte in cui parli d’amore. Perche’ a me manca ma in modo diverso. Diciamo che cel’ho e allo stesso tempo mi manca ( per il momento).

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  3. ok, io mi rivolgo a Judith(3)…
    non sei una ladra e le parole affettuose non mordono… cmq se non ti senti di risponderle non preoccuparti, lei è una amica vera che sa già come sei (conosce tutte le Judith)… e non ci resterà male…

    magari non aspettare il prossimo sogno x mandarle un msg, anche se passerà molto tempo 😉🤗😘

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    • Buongiorno Elish 😀
      E’ molto dolce questo tuo commento. Si’ un amico vero ti conosce ( con tutti i tuoi pro e i tuoi contro). E forse lei si aspettava che dopo quello slancio di passione mi sarei spenta. Forse capira’ anche perche’ ( cononoscendomi ). Piu’ che altro spero davvero di riuscire ad impormi di diventare piu’ presente. Pero’ ecco vedi, a volte penso che sia questo il problema. Talvolta penso che non sia normale L’auto-imporsi di farsi sentire. L’amicizia va coltivata e curata… ed io, purtroppo, non ci sono mai riuscita granche’. Nonostante abbia nutrito ( ed in realta’ io nutra tutt’ora, praticamente invariati) certi sentimenti d’affetto per alcune persone che non fanno piu’ parte della mia quotidianita’… mi scontro con QUESTOMIOCARATTEREDAORSO. Pero’ si’, spero vivamnte di farmi sentire, di trovare voglia ( e coraggio anche) di farlo pur senza pretesti, pur senza “sogni premonitori” di mezzo. Grazie del tuo bel commento. 😀

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      • fallo se ne senti il bisogno, non devi importelo come una scadenza… io ho un amico (il mio migliore amico dai tempi dell’adolescenza) che sento molto raramente e incontro ancora meno, ma lo considero ancora tale e lui lo stesso, perché quando ci sentiamo (anche fossero anni) tra noi è tutto come se ci fossimo appena sentiti… certo abbiamo bisogno di qualche ragguaglio sulla vita quotidiana, ma alla fine quello che conta è che se ho bisogno di un consiglio lui c’è e mi conosce più di ogni altra persona al mondo.
        da quello che ho capito dal post, dai tuoi pensieri 3D, è che anche x te e Stefy è così… pensaci su…
        buona giornata cara, alla prossima 🤗😘

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  4. beh alla fine.. poteva mandartelo anche lei un mex anzichè aspettare te.. ciò conferma la teoria co-condivisa di judith che cioè, l’uomo fondamentalmente è nato per esser solo e utilizza i rapporti interpersonali per darsi un ruolo nella società e ”avanzare di grado”.
    E’ tutta questione di comodo, di esigenze momentanee, di appoggio.. non per questo atteggiamenti ”falsi” ma circoscritti in un determinato periodo della vita.
    L’amore è tutt’altra storia (quello serio)

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    • Pero’ il fatto stesso che io abbia nutrito un modo d’affetto ( disinteressato) per lei. E le sue parole che mi han trasmetto modo d’affetto ( disisnteressanto) non ti fa pensare a tua volta che potrebbe anche non essere cosi’?

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  5. una sensazione che si chiama nostalgia, che presto verrà nuovamente sostituita dall’egoismo personale (giustificato) che porterà entrambe a riprender la propria strada dimenticandosi l’un dell’altro.. ma non perchè una delle due sia cattiva, semplicemente son dell’idea che L’amicizia a differenza dell’amore, non dona tutta se stessa, i corpi degli individui rimangono a se stanti e non si miscelano come un mix esplosivo che scioglie il sale nel mare fondendolo in un unica cosa, come l’amore riesce a fare.. due individui a se stanti posson percorrer un tratto della propria vita parallelamente l’un all’altro.. ma alla prima divergenza, imboccare vie diverse, idee diverse, esigenze diverse. L’amore è donarsi, l’amicizia è prestarsi

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    • come sei saggio. Ecco forse mi hai fornito l’elemento chiave che mi serviva nominandomi la “nostalgia”.. Quindi amicizia e’ qualcosa che ha slancio, puo’ essere sincero ma non ha lo stesso slancio e la stessa apertura che invece ti garantisce l’amore. Pero’ alla fine io penso che l’egoismo personale ci sia a prescindere e che sia insita nell’essere umano in generale, indipendentemente dal genere di relazione che stringe. Forse nell’amore e’ un po’ meno.

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  6. Per quanto il sale possa fondersi con l’acqua, rimangon comunque due elementi per natura separati, che decidon di sposare insieme lo stesso percorso di vita, ma le prerogative di ciascun elemento, si influenzano a vicenda ma mantengono le proprie proprietà. L’egoismo é un altro elemento naturale quindi inmutabile a prescindere dal rapporto che si crea, ma con l’amore esso trova nuovi compromessi perche il sentimento porta sacrificio, un rapporto di amicizia no. Questa non è una verità assoluta, ma la mia verità

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    • d’accordissimo con cio’ che hai detto. Io penso che anche l’amicizia contenga la sua dose di sacrificio ( e’ solo che forse non sono disposta a sopportarlo). Per il resto concorco con quel che hai detto

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  7. Judith, da thief a thief… ma chi sei, me???
    Ho una lista infinita di “amici” che usa il mio divano come confessionale audio, e quando aggiungo la voce, se non è per dar loro ragione in tutto e per tutto, sbarrano gli occhi e tornano a remare a vuoto. Per poi tornare, la volta successiva, sullo stesso divano a esternare i medesimi lamenti che non vogliono soluzioni.
    Ho due amiche. Da tanto. A loro posso dire. Stanno venendo da me proprio ora. E io, tipo principessa sul pisello (non metaforico) le aspetto sul trono. E le ascolterò e di me dirò lo stretto necessario.
    L’ammmmore è l’ammmore. Fuggevole perché intenso.
    E cosa vogliamo nella via se non la passione intensa?

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    • Nella vita temo che non si possa desiderare altro quella. E che sia una passione lunga (ma non lunghissima…o ci da noia). Riguardo alle lamentele a significato circolare, penso di aver ben chiara la sensazione alla “eterno ritorno dell’identico” o alla “ho parlato 3h per nulla” che si prova a relazionarsi con individui-amici dolcemnte complicati, sempre più emozionati, delicati ( e sfacciatamente recidivi).. per poi ritrovarseli ancora qui, nelle sere tempestose (ma senza rose). Anche io dopo anni a sperimentare quel brivido caldo che solo Maria de Filippi alla prima edizione del Grande Fratello durante i confessionali.. ho finalmente imparato a “levare l’audio” riaccendere il cervello solo in brevi istanti (di follia). Ovviamente con risultati più che pessimi. Ma alla perfezione, sto ancora lavorando. Lieta di rileggerla carissima MissisWhite compagna di sventure. 😀

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  8. Ogni amore ed ogni amicizia nascono e si fondano su attrazioni che in parte sono comuni : condivisione, aspettative, solidarietà, mistero, dolcezza, rispetto, stima, interessi , sensazioni dalle mille sfumature (e queste sono attrazioni “spirituali”), e per un verso sono differenti cioè nel sesso.
    Quando amiamo vogliamo sapere tutto dell’altro, del suo passato, del suo vissuto precedente, della sua parte d’esistenza in cui non c’eravamo ancora.
    Vogliamo essere cioè in ogni sua “fibra”, in ogni suo “tempo”. in ogni suo “spazio”. Pretendiamo l’esclusività, non vogliamo pretendenti né rivali.
    Questo invece non accade per tutte le altre forme di amore-affetto. Un amico può essere amico nostro o di altre persone, ma tutto ciò non ci inquieta, non ci infastidisce, non ne siamo gelosi, come col partner, come in amore.
    Per cui non è difficile capire se abbiamo a che fare con un amico/a o con un amore.
    Questo fa sì che , verificate queste condizioni, sia possibile stabilire con il sesso opposto una forma di amicizia-amore che trascende l’atto sessuale.
    Io credo che un’amicizia profonda tra un uomo ed una donna possa confluire in un sentimento più pieno e “corposo” (passami il termine), come, viceversa, da un rapporto di appagamento sessuale,vissuto in piena armonia, possa poi scaturire, passata l’attrazione fisica, una vera amicizia.
    Insomma, tutto dipende dalle circostanze, dalle persone, dai loro caratteri, dalla sfera emotiva e soprattutto dalla sensibilità.
    Personalmente ho delle amicizie maschili che non hanno mai oltrepassato il limite e che mi gratificano molto.
    Forse sono stata un po’ confusionaria, cocludo perciò il mio ragionamento affermando che credo possa esistere l’amicizia tra un uomo ed una donna, ma che è un dono raro!
    Managgia, mi sono un po’ incartata! 🙂 Scusami! 🙂

    Molto originale il tuo post per l’esposizione.
    Ciao , Laura

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    • Buon giorno Laura, bellissimo commento. Ti dirò stavo giusto pensando un giorno o l’altro di scrivere 2 righe su ciò che concerne l’amicizia tra un uomo ed una donna. Proprio per cercare un confronto. Invero si tratta di una questione un pò spinosa sulla quale è assai facile discordare. Ho conosciuto diverse persone che hanno riportato testimonianze della sua esistenza o che affermano di averla direttamente sperimentata. Io ho sempre ascoltato tutti quei racconti.. ma in verità accettato l’opinione degli altri.. senza condividere… O meglio, “senza condividere” non è esatto. Dovrei dire senza CAPIRE del tutto…Perchè penso che alcune cose per essere afferrate vadano esperite. Solo dopo averle provate sulla tua stessa pelle puoi davvero dire “sì effettivamente è così, capisco che intendi l’ho provato”. Io purtroppo sono un pò come San Tommaso. E negli anni non ho mai avuto modo di sperimentare questo genere di rapporto “amicizia pura” (scevra d”interesse sessuale da a entrambe le parti e basata solo su affetto, riassumiamo così anche se ho in mente un discorso ben più lungo). Al contrario ho sempre avuto esperienze che mi hanno dimostrato il contrario. Quindi una parte di me pensa sempre “almeno uno dei due è interessato (forse anche inconsciamente). Poi ovvio che ogni situazione, è una situazione a se. E la verità di uno, non è mai la verità di un altro… come ti ho detto Io non riesco a crederci, perchè non l’ho mai provata e quindi è come un concetto che non riesco a capire… però sono sempre pronta a smentirmi a ritrovarmi un giorno illuminata e pensante “ah.. così è!”

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  9. Che ne dici dell’amicizia tra uomo e donna , DOPO che una relazione tra loro è’ terminata? (Senza astio , ovviamente)
    Per esperienza funziona. Ci si capisce senza aggiunta di fronzoli, ognuno conosce i “risvolti ” dell’altro , ci si vede una volta ogni tanto ma è’ come rispolverare un pezzetto di esistenza , un legame che ci ha tenuti in vita per un po’…
    È’ cosi’ , ci si incontra , si cammina insieme per un pezzo di strada , poi si intravvedono altre vie da percorrere singolarmente… E si ricomincia…

    Conoscersi , è’ il vero problema…
    Per sapere cosa si vuole e dove si vuole andare…

    Magari ci si mette tutta una vita è intanto si tampona ……

    Cinica , vero?
    Ma se si è’ veramente liberi non si può prescindere da pensieri e cammini simili…..

    Queste verità io le ho capite tardissimo , dopo un pezzo di vita trascorsa nel modo più convenzionale…

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    • Buongiorno! beh questa e’ un’altra particolare realta’. IN verita’ e’ una delle poche condizioni in cui posso dire ” e’ possibile” ( a determinate condizioni). Perche’ l’amore si e’ gia’ consumat o e gia’ si sa come e’ l’altro da ogni punto di vista. Pertanto non c’e’ quel gusto della scoperta e quella sensazione di desiderio “chissa’ come potrebbe essere” Perche’ abbiao gia’ provato e sappiamo gia’ che epilogo avra’ la cosa. Pero’ ci credo sempre con riserva. Ossia che comunque penso sia sempre piu’ o meno consciamente una relazione che si tiene in piedi per non sperimentare del tutto “la solitudine esistenziale”..come se il nostro inconscio volesse tenere aperto un piccolo spiraglio di possibilita’… che si sa mai…se tra 20’anni io e te ci ritroveremo ancora single e single…quantomeno ci potremo fare compagnia. ( a sensazione mia…) Pero’ non so…penso tu lo sappia meglio di me…Forse e’ quella in cui posso credere di piu’…

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  10. Forse un po’ ci somigliamo, Judith… anch’io non sono brava ad esprimere fino in fondo i miei sentimenti.
    Riguardo l’amore e l’amicizia, sono d’accordo con qualche commento prima del mio, in cui appunto diceva che per l’amore ci si sente più responsabili… per l’amicizia più liberi.
    Eppure io pensavo anche un’altra cosa, dove c’è l’amore, non c’è anche l’amicizia? Cioè convivono insieme. Invece, per chi si prova solo amicizia, è chiaro che non c’è posto per l’amore.

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  11. Wow schizofrenica, un pelo bipolare con problemi a relazionarsi in amicizie con lo stesso sesso, facile rapportarsi con l’altro sesso anche se non si crede che sia possibile un’amicizia. Siamo veramente simili. Non fartene una colpa, all’inizio della mia adolescenza avevo molto, e molti amici, avendo meno le amicizie sono venute meno. Per questo adoro i gatti, sono veri, ti conquisti il loro affetto e la loro fiducia giorno per giorno, sono come le persone, i cani ti danno affetto sempre e riempiono un poco la barra del tuo ego. Per questo mi sembra di barare. Voglio rapporto sinceri, e sia amicizie che amore riempiono l’ego, per un uomo una donna, riempie la barra assai più velocemente di un’amicizia, posso solo commentare che sono pensieri assolutamente sensati, e che cadono nella filosofia della vita. Fantastico.

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    • (Vero anche io adoro i gatti. Quando un gatto ti rivolge le sue attenzioni ti senti “un eletto” ) per tornare al discorso dell’amicizia e dell’amore io purtroppo in generale non riesco a dare enorme peso alle amicizie. Forse perchè avendole sempre vissute con quel “sospetto” di fondo non mi sono mai abbandonata e ho imparato ad essere totalmente autosufficiente e bastante a me stessa sul piano della risoluzione dei miei drammi esistenziali (cosa che non posso dire dell’amore perchè quello ritengo sia l’unica cosa che sinceramente ti riempia). Del resto come è ovvio ognuno ha la propria genesi e da essa ognuno ha sviluppato il proprio modo di intendere amore ad amicizia. Talvolta mi spiace pensare di privarmi seriamente di Amicizia sino a che non mi ricordo che fare confronti con altri sia insensato perchè ognuno è come è e per essere altrimenti ci si dovrebbe forzare e ci allontaneremmo da ciò che siamo (e probabilmente da ciò di cui abbiamo realmente bisogno)

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      • Il mio Io addirittura fatica a pensare alle amicizie, non c’è alcuno sforzo per incentivare le conversazioni e via dicendo. Le “amicizie” che ho sono conoscenze superficiali, o mancate storie. Quelle vere di una voltA me le sono giocate nei modi più disparati. Quel sospetto rimane sempre, e si può anche crederci e attuare un piano, a patto di fare i conti con la solitudine…

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      • Più so va in là con l’età più diventa difficile stringere rapporti di amicizia perchè diventa parecchio più difficile aprirsi ad altrui, perchè si diventa più esigenti ma anche semplicemente per questioni logistiche. L’amicizia i primi tempi soprattutto va costantemente alimentata e talvolta manca proprio il tempo materiale o la testa per dedicarcisi e quindi non si prende mai abbastanza rincorda per salite sulla rampa di lancio e decollare. Infatti si dice (a ragione) che gli amici della scuola sono quelli che è più probabile ti restino per sempre proprip perchè la scuola permette di trascorrere così tanto tempo insieme che chiunque finisce per aprirsi con qualcuno a furia di passare 8h per 7 giorni a settimana gomito a gomito… e così facendo si stabiliscono quei legami che sfidano il tempo con persone che magari puoi non sentire per mesi o anche anni e che qiando le rivedi è come se non fosse passato un giorno. In età adulta per arrivare alla medesima intimità ci vorrebbe il doppio del tempo (che non abbiamo).

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      • Per il resto comprendo la cosa del “faticare ad inventivare le amocizie e le conversazioni” io sono molto molto simile a te e lo sono sempre stata.. dovevo sempre essere smossa…

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  12. Jud, perdonami se la metto in questi termini … oltre a possedere una sensualità innata ((che tra l’altro si manifesta anche quando sei assonnata e assente), tu, secondo me, ma non soltanto secondo me,sei una bonazza(sia a tutto tondo sia a tutto spiano). Eppure di questo post ho letto appena le prime tre righe (un incipit ripetuto, recalcitrante come come una cavalla allo stato brado e una mitragliatrice che rincula)ma sono le prime tre righe che ripetono il nome(il tuo)per ben tre volte e tutte ripetendo Judith(tra parentesi): beh, per me questa è una grandezza … che dice tutto di questa prismatica Judith.

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    • Salve Transit, anche qualora vi fosse stato qualcosa per la quale io avessi dovuto perdonarti, direi, che avresti potuto comunque considerarti più che assolto. Ma il problema non si pone perchè hai fatto solo considerazioni, a mio avviso, liete e che mi han fatta sorridere, quindi Grazie.

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      • Il senso era proprio quello: farti sorridere perché anch’io mentre scrivevo mi univo al tuo sorriso (con l’innocenza) che un essere umano può elevare alla luna. E che tu mi abbia assolto senza condizione è bellissimissimo(con buona pace del superlativo.) Lieto di augurati Buon pomeriggio.

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    • Hai ragione Massimo. Diciamo che in cuor mio avreo voluto far di più.. ma mi è stato quasi impossibile. Dal momento che mi conosce, spero e suppongo abboa comunque capito:)

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  13. Caspita, era da tanto che non leggevo un simile pezzo di autoanalisi. Chissà se qualcuna delle mie vecchie amicizie, che per un certo tempo hanno preso a volontà ciò che avevo da offrire e poi sono sparite nel silenzio, si è mai posta simili questioni. Se anche l’avesse fatto, nessun messaggio vocale o di altra natura mi è mai giunto. Comunque sia, ti dirò, la solitudine esistenziale non è poi un brutto posto da abitare. E’ un luogo intimo e ci si sta bene. A patto di essere buoni amici di se stessi 🙂

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    • Io l’ho combattuta a lungo, per rendermi conto infinite che combattevo l’idea della solitudine nel momento in cui confrontavo la mia esistenza con quella di altri. Poi un giorno ho capito che non ci si può forzare alla compagnia…o sorge da un’esigenza profondamente spontanea o non vi sono norme o obblighi (nemmeno morali) che sanciscano che si debba essere “pieni di amici” per forza. C’è chi lenisce la solitudine nella miltitudine chi, nella moltitudine sprofonda nella solitudine e si sente più a casa durante una passeggiata solitaria… quando vieni a patto con questo e smetti di confrontarti prendendo ad esempio modi d’essere differenti dal tuo hai risolto il problema.

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