E allora voglio esser cafona…

Questa estate mi sono ritrovata a trascorrere poco più di una settimana nella splendida Puglia, terra madre del mio Lui. Uno dei primi giorni, affamati, ci infiliamo in un ristorante a caso e, come si confà alla foga di tutti coloro i quali si presentano in un luogo che promette cibo a modici prezzi, incorriamo nella clamorosa fallacia della “sovrastima del nostro appetito”. Non credo vi sia bisogno di dire che ordiniamo per 20 pur essendo solo in due. Persino Lui che ha il metabolismo accelerato ed è in grado di mangiare come un bove (incinto.. e sì, non c’è bisogno che mi diciate che è contronatura: nemmeto mette su un etto), dopo un pò inizia a vacillare. Da sotto le palpebre semicalate ci guardiamo boccheggianti, ebbri di cibo,  le forchette sospese a mezz’aria, i riflessi rallentati, i bottoni dei jeans segretamente slacciati sotto al tavolo per aumentare la capienza ed evitare il soffocamento e… i piatti ancora mezzi pieni.

“Chiamo la cameriera ci facciamo fare la doggy bag!?”

“Ma che sei pazza? Pare brutto, no,no..qui non si usa…!”

Onestamente io me ne sarei anche infischiata d’incorrere nell’eventualità di veder la cameriera storcere il naso a quella richiesta (sintanto che avessi avuto indietro metà del pranzo che di lì a poco avrei pagato e che sarebbe poi finito in pattumiera) ma… poichè sono rispettosa degli usi e dei costumi “alieni” e perchè “Suo il posto, sue le regole” (e perchè mi ha minacciata di disconoscermi nel caso in cui lo avessi fatto), desisto. Mando giù il boccone amaro e assisto alla scena, che nella mia mente s’accompagna a funereo sottofondo musicale, della cameriera che mi sfila il piatto sotto al naso diretta verso la spazzatura.

Collage realizzato con immagini prese da internet e sullo sfondo una foto scattata nella bella Vieste questa estate

[Simile scenario, differente nazionalità]

Siamo adesso in Australia nel piatto ho 2 patate avanzate (2 di numero), la cameriera prima di sparecchiare mi guarda e, sorridente, domanda se può mettermele in un contenitore per portarle via.

“Of course you can!” Rispondo io.

In Campania si parla di “muorz ra’ crianz” (ossia il boccone dell’educazione) per indicare l’atteggiamento “signorile” di chi, ospite a casa di qualcuno, o al ristorante lascia nel piatto parte del cibo servito. Questo starebbe ad indicare “non sono una persona che muore di fame, posso permettermi di avanzare il cibo”. Si tratta di un atteggiamento(ipocrita)diffusosi in tempi di miseria nel ceto medio borghese. Laddove la necessità del “non dare a vedere” di annaspare economicamente era persino più importante dello spreco del cibo. Il residuo di questo genere di mentalità (completamente Italiana) è vivo ed attivo ancora oggi. ( epoca in cui alcuni hanno difficoltà  economiche e quindi si trovano con il frigo vuoto…per questo vanno al ristorante)

Adesso quel che mi domando io:

Ma non è più cafone buttare via del cibo pagato (profumatamente) in nome di un’apparenza (che fa ridere i polli) piuttosto che chiedere una comoda, praticissima doggy bag che ti garantisce avanzi per il giorno dopo? Perchè sprecare cibo?  (Ma soprattutto perchè precludersi la possibilità di avere già pronto un pasto da infilare direttamente nel microonde all’occorrenza?)

{E vi prego non mi dite che: le cose scaldate non le mangio (quando poi vivete nel reparto gastronomia delle cose pronte dell’Esselunga) o che “è meno fresco” ( perchè credete che sia sempre tutto fresco quello che vi viene servito nel piatto che profumatamente pagate in un qualsiasi ristorante? Io ho visto cose che da cliente avrei prederito non immaginare Mai}

E allora sapete che dico: se è “cafone”  domandar la doggy bag, sarò cafona.

 

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113 pensieri su “E allora voglio esser cafona…

  1. Tesoro mio bello, in un all you can eat vi sono delle regole..”quello che ordini, mangi o paghi il prezzo di quel che hai lasciato”. Alla luce di ció, perchè a sto punto non ordinare 538483 piatti dei quali ne mangerai solo 1/538480 se poi tutto il resto posso portarlo tranquillamente a casa e sfamarmi per 1 anno? La prossima volta ci portiamo direttamente il carrello della spesa ❤

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  2. Hai ragione su tutto, ma io sto vedendo che c’è della vergogna a chiedere la “doggy bag” (che poi perché chiamarla così quando il cane o non c’è o non è palesemente per lui?) ma che piano piano sta diminuendo e sempre più gente la chiede.

    Dalle mie parti non è mai stato un problema in quanto da sempre chi avanza qualcosa al ristorante se la fa mettere da parte per portare a casa. Non posso dire da altre parti in quanto non lo so.

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    • Io sono nata a Milano e la si ritiene una pratica profondamentr sconveniente. In un ristorante in centro non ti verrebbe mai in mente di poterlo fare (e in provincia è impensabile!). Avendo origini merifionali comunque ho constatato che al Sud è pure peggio…

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  3. Secondo me dipende, in una pizzeria é uso comune chieder un cartone per portarsi la rimanente pizza, ma non ho mai visto nessuno chieder un contenitore per farsi mettere spaghetti, pesce avanzato e magari portarsi quel che resta del vino a casa..

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    • Qua te lo danno pure se hai avanzato mezza carota. L’ultima volta mi son portata a casa le patatine fritte avanzare e pure la foglia d’insalata decorativa… l’ho pagata….

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      • Secondo me il bello dell’andare fuori a mangiare è quello di entrare in un altro ambiente, un piccolo mondo che è bello solo perché circoscritto a quelle ore di frequentazione. Tutto quello che mangi li dentro, rimabe li dentri..perche non si mangia solo per sfamarsi ma per provare nuove esperienze di piatti tipici del locale..portar poi a casa spezzerebbe quella maggggia.. Un po come portarsi a casa le portate avanzate di un matrimonio.. (e qui in terronia é quasi impossibile finire tutto in quegli eventi). Ma non conta il cibo, ma l’esperienza li..

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  4. Da mia nonna lo chiamiamo “pigiatino” : quando cuciniamo per tanti e avanzano molte cose si prende un contenitore e ci si “pigia” qualcosa da portarsi l’indomami per il pranzo a lavoro. Dunque, per me non ha senso chiamare doggy bag una cosa che mi dà l’idea di scarto – cibo per animali. Diamo il via al “pigiatino” in tutti i posti e diciamo basta allo spreco del cibo profumatamente pagato. 😂
    Poi ovvio, vige la regola che si dovrebbe sempre ordinare ciò che siamo effettivamente disposti a mangiare! Ma a volte capita che ci si sopravvaluti… Ed è giusto evitare che tutto quel cibo finisca in pattumiera.

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      • Sì ovvio, se hai il cane è ok! Però perché nascondersi dietro la dicitura Doggy bag come se dovessimo rubare di nascosto il cibo. Diamogli un nome dignitoso e sicuramente migliorerà l’approccio alla pratica del portar via 🙂

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      • Sì diciamo che è nato come doggy bag e forse e rimasto questo nome un pò infausto.. si sa che si usa un pò come si usa la parola “hot dog” sai che non mangi un cane così come la doggy bag si chiede pur nella consapevolezza che per il cane non sia… però certamente questo termine ha una lieve connotazione di giudizio…

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      • Come dicevo su dalle mie parti è un termine entrato nel linguaggio comune come “modo di dire” per definire il cibo avanzato… È come dire hot dog, non mangi un cane caldo, così lo stesso per la doggy bag si sa che non e per il cane (a meno che non chiedi che ti infilino le ossa di una bistecca in un sacchetto ecco in quel caso è più facile supporre sua lui … )

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  5. Io son del tutto a favore della doggy bag soprattutto se il cibo che stai lasciando é particolarmente buono ( con la pizza non lo farei perché non mi piace il giorno dopo, poi lascio solo i bordi). Devo dire però che non mi capita spesso di chiederla ( forse perché mangio tutto ahah), oppure perché non torno subito a casa, ma trovo molto più cafone buttare il cibo.

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    • Io sono minuta di corporatura e mangio poco…con una porzione ci faccio 2 pasti, quindi ho imparato ad avere la faccia tosta di iniziare a chiesere il take away perchè ogni volta che vedevo portar via quel mezzo piatto intoccato… era un pezzo di cuore che si sgretolava! Per non parlare della comodità immensa, il giorno dopo di prendere infilare nel microonde ed avere già un pasto pronto ! 😀

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  6. Direi che buttare il cibo è sempre ingiusto, anche quello che avanza a casa. Io cerco di riciclarlo come posso e devo dire che i miei famigliari non fanno storie se mangiano degli avanzi, ovviamente ancora mangiabili, e questo mi rende fiera di loro.
    Raramente vado al ristorante, ma nonho alcuna vergogna a farmi impacchettare quello che , ancora buono, rimane nei piatti.
    Certamente non parlo di una forchettata di spaghetti.
    Non mi sento cafona proprio per niente.

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    • A me piange davvero il cuore vedere cibo sprecato o buttato. Specialmente perchè se ti concedi un pranzo o una cena fuori lo fai o per mangiate qualcosa che tu sapresti cucinare o comunque compiendo un sacrificio economico maggiore rispetto a che se avessi fatto tu la spesa e se avessi cucinato, questo unitamente al fatto che il cibo è cibo mi rende davvero insopportabile l’idea di saperlo buttato. Io solitamente non ordino troppo ma mangio poco quindi avanzo sempre un sacco di roba (con una porzionr co mangio 2 giorni).. quindi chiedo sempre da portar via. Però in Italia talvolta storcono il naso 😦

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  7. Sista, andiamo in un ristorante venticinque stelle michelin, di quelli che ti portano come porzione una scomposizione di cappelletto (nel senso che ti mettono sul piatto di un metro per un metro un cappelletto col ripieno artisticamente poggiato sotto. E la nota croccante). Non mangiamo nulla e chiediamo la doggy bag.

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  8. Vivo in Puglia, e qui si usa chiedere quello che resta e che comunque si paga. Non rubi nulla. E la cameriera non dovrebbe storcere il naso.
    Detto ciò io non lo faccio perché mi vergogno come un ladro, ma non è sbagliato.

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  9. Brava amica, concordo assolutamente su tutto. Questo è essere indietro. Per cosa!? Per apparenza. Odio assolutamente le convenzioni sociali italiane. E non le cambierò, me ne andrò come molti: già la vita è un casino, buttarsi in una mission impossible è da suicidi.

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    • Ma sono convinta che ci liberemo di questo genere di mentalità. E ci apriremo su molte cose. Il problema degli Italiani è che si concentrano più sulla forma che sul contenuto e non importa se il contenuto è vuoto. Altrove incece puoi avere la forma migliore che hai ma se non hai contenuto non importi a nessuno.

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  10. In un ristorante, il titolare mi ha guardato tra il perplesso e il timoroso e poi ha detto “sei il primo che riesce a finire il piatto dei formaggi :O adesso ho il timore che in cucina ci sia appesa la mia foto

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  11. assolutamente d’accordo, comunque il “doggy bag” si sta diffondendo rapidamente, almeno al nord, e quando capita non esito a chiederlo, primo perchè è davvero peccato sprecare del cibo, secondo per evitare che quel cibo “riciclato” finisca nel piatto di qualcun altro ( capita capita) e infine l’ho pagato e generalmente anche non poco, quindi…

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    • È esattamente lo stesso discorso che non posso non fare anche io.. io sono una pigra, tirchia che si batte contro lo spreco… quindi per me lasciare del cibo nel piatto e pensare finisca in pattumiera rappresenta l’apoteosi dello scarsamente tollerabile. (E poi sì in passato ho lavorato come cameriera e ho visto cose che preferirei non aver mai visto….)

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