{Due Giri a ritroso}

Avete presente le vecchie musicassette? Io avevo un mangianastri un pò difettoso, il tasto REW spesso si incastrava quindi, se dopo aver ascoltato un brano desideravo risentirlo. dovevo solo procurarmi una penna oppure potevo usare un dito: il mignolo. Lo infilavo in uno dei due buchi, quello a sinistra, e riavvolgevo il nastro di qualche giro. Forse, se ero fortunata gia’ al primo tentativo beccavo il punto giusto. Era come infilare una chiave in una toppa magica. Due giri a ritroso e l’incantesimo era pronto: la mia canzone preferita si riproponeva di nuovo.

[Un giro a ritroso]

(e’ il giorno in cui riparto dall’Italia) Sospiro con un groppo i gola che sa di feroce nostalgia. Scendo dall’aereo. I miei genitori mi salutano per l’ultima volta. Mi assare il senso di colpa. Mia madre ha le lacrime agli occhi. Ora prendiamo la valigia e la mettiamo nel baule. Ora la macchina va verso a casa e siamo tutti silenziosi perche’ sappiamo che passera’ un anno prima di vederci di nuovo. Ora siamo a casa. Io apro la valigia e spargo le mie cose in giro per la mia vecchia camera. Sono spaventata ed eccitata per la partenza, come ogni volta. Ora e’ mattina ed io mi metto a dormire. Mi sveglio che e’ sera, la sera prima della partenza, e’ l’ultima con loro prima che io riparta.

[Due giri a ritroso]

(e’ il giorno in cui riparto da te) Sono in stazione le gambe sono pesanti, il pavimento sembra fatto di sabbie mobili in cui sento affondare i piedi ad ogni passo. So che ormai non posso piu’ tornare indietro. Mi sento come se mi avessero strappato un pezzo di cuore. Salgo sul treno. Mi addormento e quando mi sveglio mi calmo. Gli occhi iniziano a smettere di lacrimarmi. Mi sento in imbarazzo e spero che nessuno degli passeggeri mi noti mentre vedo il treno avvicinarsi alla stazione ed io la osservo l’ultima volta. Tu sei la’ sulla banchina e diventi sembre piu’ dettagliato man mano che il treno procede a ritroso verso di te. Ora il treno e’ fermo ed e’ l’istante prima della partenza. Io e te ci guardiamo dal vetro, tu sei la’ a mezzo metro da me ed io non posso toccarti. Ora sto scendendo dal treno e mi lascio avvolgere dalle tue braccia, e’ l’ultimo momento con te prima che io riparta.

{Un giro a ritroso.

Due giri a ritroso. 

E l’incantesimo e’ pronto}

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116 pensieri su “{Due Giri a ritroso}

    • Il tempo dell’attesa mentre il nastro si riavvolgeva dovevi giadagnartelo il trovare il punto giusto del nastro e quando accadeva te lo gustavi di più. Oggi basta premere un bottone.. e tutto è scontato.

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  1. Ho vissuto per anni una storia distanza, quindi capisco bene le sensazioni strazianti della partenza. Ogni volta gli dicevo: “vorrei tornare indietro al giorno che sei arrivato”. E lui mi rispondeva: “cosa cambierebbe? Tanto questo momento sarebbe arrivato comunque”. Allora tornavo a guardare al presente e poi avanti, al prossimo incontro.

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  2. Mi è sembrato di esser lì su quel treno. Quanti viaggi, sono così simili e vicini, prossimi a tutti gli esseri umani… mamma le musicassette, quante memorie che riaccendono… anche se, talvolta mi facevano impazzire, la pellicola che si avvolgeva su se stessa e …arghhhh… quante ne ho mandate… 🙂
    Ciao Judith!

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    • Ciao Ben alla fine anche il “mondo delle emozioni” è piccoli piccolo… cambiano le storie, le situazioni ma solo solo contingenze di cose che nella loro essenza si assomigliano e la storia di uno diventa la storia di tanti di noi.. a me piacevano moltissimo le musicassette anche se sì in effetti talvolta facevano impazzire però sono passata ai cd solo quando non ho più potuto fare altrimenti… mettono tanta nostalgia in ogni caso perchè sì pensate alle musicassette davvero riempie la testa di ricordi. Buona serata a te Ben 😀

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  3. Piaciuto, sista.
    In genere si pensa al rewind come un riavvolgere il nastro per operare una scelta diversa, cambiare il corso di un’esperienza. Tu torni indietro, fotogramma per fotogramma, traccia dopo traccia, e rendi ancora più densa un’emozione, un momento fondamentale della tua esistenza. La vividezza dei ricordi che non sbiadisce, anche se la musica continua.

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  4. Vorrei farlo con molte il riavvolgere ma poi starei peggio.
    Occorre godersi sempre appieno ogni momento.
    Siamo fatti anche per sentire nostalgie, poco da fare J 😀

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      • Eh lo so. E’ bello vivere l’attimo ma al presente. Guardare al passato, a conti fatti, serve a poco.
        Mica si parla di politica e rivoluzioni 😀

        L’amore, l’affetto e tutto quel genere di sentimenti vanno vissuti sul momento e mandati avanti senza voltarsi indietro. Tutta quella gente, almeno secondo me, che vive schiava dei ricordi è un po’ autolesionista 😀
        Le occasioni migliori capitano sempre, basta saper guardare 🙂

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      • esatto…se passi il tempo a guardare indietro non vedi la strada che hai davanti e tutte le occasioni che stai perdendo che ti stanno passando dritte dritte sotto al naso

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      • Oggi vanno di moda i deboli e gli sfigati, dunque è più facile essere schiavi del passato piuttosto che andare avanti.

        Aspetto responso alla mail 😀

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