{Ephemeroptera}

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La malinconica poesia della Natura delle cose

Lei vive sulla superficie di un corso d’acqua dolce e, talvolta, piuttosto che volare preferisce farsi trasportare dalle correnti.

 

Per fare un paragone possiamo dire che Lei assomigli ad una piccola libellula. Appartiene all’ordine degli Emimetaboli, ossia e’ di quegli insetti che, come le farfalle, subiscono un processo di lenta e graduale trasformazione  metamorfica in fase post-embrionale. E’  detta Neanide quando nasce (la prima volta). Dopo un primo primordiale sviluppo, dopo che tutto si e’ giustapposto confabulando misteri, celato al riparo di una piccola perla, accade, d’improvviso…il soffio di vita. Solo allora, premendo contro le pareti e dimenandosi con tutta la forza che scopre di possedere, frattura la barriera che la separa dal mondo e, creandosi un varco, si libera dell’involucro protettivo dell’uovo. Sileziosa, talvolta impietosa ma carica di speranze e’ questa prima fase: da larva si nutrira’ di alghe, respirera’ nell’acqua tramite tracheobranchie, e sospinta dal solo istinto cerchera’ di lottare per la propria sopravvivenza sognado di riuscire a diventare adulta. Nello stadio Ninfale, poi, si diporra’ per divenire l’essere che e’ in potenza. Da goffo animaletto sospeso tra acqua e terra, attendera’ paziente sino a che non sfarfallera’ abbandonando il vecchio incolucro, finalmente libera di librarsi in aria. Si mostrera’, pero’, al mondo dopo molti mesi da ninfa.  Solo quando il nuovo vestito sara’ pronto, e solo allora, con piu’ matura vitalita’ e rinnovata consapevolezza, di nuovo, come la prima volta, si dimenera’ e spingera’ contro quella stretta costrizione di un guscio divenuto ormai troppo piccolo sino a che, come un miracolo di seconda nascita non fratturera’ quell’ultima barriera che la separa dalla schiavitu’ di acqua e terra. La sua sola forza di volonta’ e il suo spirito di vita le doneranno finalmente le chiavi del cielo. Svincolatasi dell’esoscheletro che, come un secondo uovo, ma terza casa, l’ha protetta e cullata mentre cuciva le proprie ali in segreto ora, e solo ora, e’ finalmente libera di volare. Ma…non ha percorso tutta quella strada, ne’ fatto tutta quella fatica per arrivare a toccare il cielo, lei vuole arrivare oltre. Infatti la mattina in cui dispiega le ali per la prima volta scopre anche che volare non e’ il suo scopo. Le ali sono trasparenti e ricche di venature ma piccine. Vista la ridotta apertura alare sa da subito di essere un cattivo volatore; lo avverte dalla fatica che sperimenta quando  cerca di librarsi in aria per un tempo troppo prolungato. Sente che non puo’ compiere lunghe distanze e che, volando, non andra’ mai troppo lontano (ma a dire il vero, nemmeno le importa granche’).  Questo insetto infatti e’ l’unico caso nella sua categoria a fare una ulteriore muta dopo lo stadio alare. Anche con le ali Lei e’ solo sub-immagine ( questo e’ il termine tecnico) e i suoi colori sono ancora opachi. Dismesse le vesti da ninfa, le ci vogliono ore prima di raggiungere lo stadio definitivo per trasformarsi da sub-immagine ad immagine vera e propria di se stessa. Tutta la sua esistenza, tutti quegli anni di preparazione e metamorfosi sono finalizzati e protesi, infatti, al dispiegarsi di un unico obiettivo: piu’ in alto del cielo Lei punta all’amore. Pero’, dopo tanto tempo vissuto in stadi solo pre-immaginali quando, raggiunta la piena maturita’ sessuale, puo’ filnalmente dirsi pronta a fare l’unica cosa per la quale sente di essere nata,  accade che a quel punto giuga amara e triste una feroce consapevolezza: che il tempo a sua disposizione e’ assai breve.

L’apparato boccale in questo ultimo stadio e’, infatti, atrofico questo significa che una volta raggiuto l’ ultima fase essa e’ immediatamente la definitiva dal momento che gli esemplari adulti, a quel punto, non possono piu’ nutrirsi. Difatti questo insetto e’ stato chiamato, non a caso Effimera (Ephemetoptera); dal greco ephemeros che significa “vivere un giorno”. Un giorno: questo e’ il tempo massimo che, la natura, con la sua curda ironia, le ha concesso di stare in vita nel momento di piena maturita’.

Cosi’, dopo essersi predisposta una vita intera all’amore, l’Ephemeroptera quando finalmente e’ pronta a donarne e a riceverne in un giorno solo si consuma, forse consuma l’amore, ed infine muore. Una vita caduca, che la vede pronta ad essere tutto cio’ che si era preparata per essere, per un tempo talmente breve da poter sembrare illusorio. Una esistenza paradosso che la porta poi, nel momento immediato in cui diviene tutto cio’ che doveva essere a… smettere inevitabilmente d’essere.

{L’Ephemeroptera non (ri)nasce per volare, nasce per amare…e solo talvolta ci riesce}

  • immagine presa da internet

 

 

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47 pensieri su “{Ephemeroptera}

  1. e chi lo dice che vive in funzione di quell’unico giorno? solo perchè ha le ali? magari ha vissuto a pieno prima e quelle ali non sono altro che un segnale che sta giungendo nel pparadiso delle farfalle..

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  2. Che vitaccia e che melodramma quella della tua farfalla così come la vita delle altre.) E Madame Butterfly non c’entra niente con le e le altre? Ma c’è qualcuno, che ne so il rospo cattivo che se la magna solo perché deve nutrirsi e perpetrare la specie? Se non serve alle altre mandibole carnivore cosa ci sta a fare sulla faccia della terra stà povera criatura che poi è bell’assaie in volo e a risposo? Secondo me un certo Qualcuno di cui non faccio il nome(che all’inizio, dopo il caos primordiale, si è dato da fare con la propaganda per farsi conoscere e dopo sta lì … che vive di rendita e sugli allori)poteva anche contenere la sua propensione creativa … a discapito sia degli umani sia degli animali e degli insetti(senza tirare in ballo le zanzare.) Chi si nutre di zanzare poteva e potrebbe nutrirsi per esempio d’e scarrafune:’nzomma, ‘na mano aiuta chell’ata. E forse il pianeta offrirebbe ai suoi ospiti una migliore vivibilità. La vita umana è corta e ci che chiamiamo tempo(la galassia conosciuta) tiene almeno altri cinque miliardi di vita.

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  3. La farfalla è un animale simbolico per eccellenza, lo è sempre stato sin dai tempi più remoti.
    In modo particolare l’effimera-
    “La meraviglia per questo fenomeno che si origina e si sviluppa senza interventi esterni, conducendo l’animale dalla condizione di bruco a quella di larva ed infine di farfalla, colpisce profondamente gli uomini, che sono così spinti a riflettere sulla propria trasformazione spirituale.
    Si convincono in tal modo di essere in grado di abbandonare la loro natura corporea ed ascendere al cielo della luce eterna”.
    Nel simbolo è pertanto racchiuso uno sfondo metafisico che presuppone segrete affinità , quasi una mistica compenetrazione reciproca, tra il mondo visibile e l’invisibile, il punto d’incontro tra il tempo e l’eternità .
    La farfalla deve affrontare diverse fasi di crescita: da crisalide accede ad un livello di maturazione superiore fino all’ultimo stadio che le consente di librarsi in volo.
    La metamorfosi della farfalla è fondamentale per comprenderne il simbolismo: è sostanzialmente un segno di trasformazione e di rinascita, al pari della Fenice. Rappresenta l’anima che, uscita dal corpo, raggiunge un grado superiore di perfezione.
    In questo caso la crisalide rappresenta il corpo umano che contiene le potenzialità dell’essere e la farfalla che esce è, come detto, un simbolo di rinascita.
    La farfalla inizia la sua vita strisciando e, in seguito, attraverso un processo di trasformazione, impara a volare portando sulle sue ali i colori dell’arcobaleno.
    Essa ci insegna che ogni metamorfosi, sia pure la peggiore , come nel caso dell’effimera, possiede un suo ordine..

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    • Tu pensa che ho passato una decina d’anni a collezionar cose con le farfalle (ora per fortuna mi è passata questa fissa)… a questo racconto avrei far voluto seguire un’altra storia su di un amore che può durare solo un giorno alla fine però ho deciso che avrei preferito lasciarlo così.. un pò aperto in modo che ognuno potesse vedere per se stesso la parte più rilevante e potesse donargli il proprio personale accento. Infatti ad esempio c’è chi ha pensato “come reagirei io se avessi solo un giorno”, chi ha pensato alle conseguenze della storia, e chi si è concentrato sull’insita poesia della metamorfosi e del simbolismo…laddove se avessi scritto il secondo pezzo avrei già ancorato il significato. Alla fine la farfalla è un animale mistico la cui esistenza è tra le più poetiche in natura, sembra nata per esser simbolo: di mutamento, monito alla vita, morte e rinascita, richiamo all’attimo effimero… la sua storia non può che restare storia dal significato aperto

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