Il Villaggio delle volpi basse. {Ed un indizio per imparare a crescere}

 

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“Se la volpe non arriva all’uva…dice che e’ acerba”
[Esopo]

 

{(In)felici & (in)completi}

Ho notato che tutti vogliono qualcosa, il punto e’: lottiamo realmente sino in fondo per ottenerla? L’ impressione e’ che sovente, al contrario, inventiamo scuse, tergiversiamo, scandagliamo tutti i contro… sino a che, ad un certo punto, fingiamo di esserci convinti di non averne realmente bisogno. Cosi’ creiamo un vita a meta’. Una vita fatta di ” non cambio canale, il telecomando e’ troppo lontano”, “la amo ma dovrei fare 2h di viaggio e non ho tempo”, “prendiamo la vecchia strada perche’ quella nuova chissa’ com’e’, poi ci perdiamo” e di situazioni alla ” eh ma si’, fa nulla! Tanto non era cosi’ importante!”.

In quanti si tirano realmente su le maniche per cambiare la propria situazione? (Per cambiar-si)? In quanti hanno realmente il coraggio di smuovere le acque? Il punto e’ che la via battuta e’ la piu’ comoda, sicura, quella che comporta minor dispendio energetico. Il punto e’ che il rischio comporta un sacrificio (che non sempre siamo disposti a compiere). Il punto e’ che l’acqua smossa diventa torbida e se non si vede il fondo anche una pozzanghera puo’ far “paura”. E cosi’ e’ ad ogni livello della nostra vita. Cosi’ e’ per le decisioni piccole, medie e grandi. Si inizia cosi’, quando non ti alzi dal divano per prendere il telecomando e cambiare canale, quando non fai quel viaggio, quando non ammetti che quel “qualcosa” era davvero importante. E finisce che vissero tutti (in)felici e (in)completi.

{Come allungare le gambe prendendo atto della dissonanza cognitiva}

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[Ora lasciatemi condire il tutto con un pizzico “sistematizzante”]

Il mio approccio ai problemi e’: “se li conosci li eviti”… pertanto ora, se avete pazienza di leggermi un altro pochetto, seguitemi e vi portero’ in viaggio verso alcuni dei i nostri processi cognitivi parlandovi dei “bias” causati dai ragionamenti euristici.

In termini umani: la premessa di questa “verita” e’ che noi esseri umani, siamo solo “piu’ o meno” razionali. (O Meglio) Siamo meno razionali di quando crediamo. Mi spiego: per prendere decisioni credete che ci serviamo di sofisticati processi razionali, giusto?

No! Sbagliato! Quando dobbiamo effettuare una scelta, quando dobbiamo risolvere un problema, (inconsciamente) ci serviamo quasi sempre di “scorciatoie mentali”, ossia strategie “abbastanza soddisfacenti” per risolvere compiti complessi, e queste scorciatoie sono dette: “euristiche”. Ebbene si’, noi risolviamo i problemi in maniera “arronzata ed abbozzata”; siamo portatori NON di una “razionalita’ assoluta”, bensi’ di una razionalita’ che, al contrario e’  “limitata”. Essa si serve di pregiudizi che inclinano (talvolta) ingiustamente le nostre opinioni e rendono i nostri giudizi parziali. Infatti, seppure queste strategie risolutive “pigre”, “stereotipate” e “pregiurizievoli” si rivelano efficaci nella maggior parte dei casi, seppur quindi solitamente ci forniscono risposte  (“approssimativamente”) corrette, talvolta ci fanno incorrere in errori, in veri e propri tunnel mentali: i “bias”. Questi errori, spesso prevedibili, distorcono le nostre valutazioni e sicuramente possono far cambiare direzione ( se non addirittura verso) alle nostre decisioni facendoci fare talvolta scelte sbagliate. Per tornare al discorso di partenza: vorrei dirvi che la tendenza di cui parlo in questo post, “tipicamente umana”, e’ scatenata da una serie di concause da rintracciarsi proprio in questo nostro “pensiero euristico” che puo’ farci inciampare. Prima di tutto: spesso incorriamo in un vero e proprio errore mentale identificato come  “Bias del costo”( o della negativita’). E’ stato, infatti, osservato che, in fase valutativa le persone diventano inclini a sovrastimare le perdite che potrebbero subire, diventando di conseguenza (troppo) pavide nelle loro strategie di “problem solving”. In questo modo, accade che il valore degli eventuali costi viene sovrastimato ed il giudizio relativamente ai fatti subisce una distorsione. Il pensiero delle eventuali perdite, quindi, pesa piu’ della considerazione d’ottenere eventuali guadagni e, percependo il fattore rischio come sovrastimato, siamo portati il piu’ delle volte a decidere di non fare nulla piuttosto che “provarci”. Ma questa avversione dei costi non e’ una stima reale, bensi’ e’ iperbolica, esagerata e se ci fermassimo a riflettere con piu’ accuratezza potremmo scoprire che, in realta’, in alcune decisioni che abbiamo scartato (perche’ ci spaventano) vi sono piu’ pro’ di quanto credessimo [Per questo mai rischiamo, mai cambiamo strada]. Inoltre incorriamo in un altro Bias, quello dello status quo. Cioe’: poiche’ il cambiamento spaventa tendiamo sempre a protendere per quelle decisioni che, tra le altre, piu’ ci consentiranno di mantenere invariata la situazione in cui ci troviamo e mantenere quindi il nostro “status” cosi’ com’e’. Cosi’ questa convinzione, unitamente al bias di causa che ci porta a credere che tutto sara’ sempre peggio di quanto in realta’ poi non potrebbe rilevarsi, ci porta ad un’altra tendenza: quella di ancorarci ( euristica di ancoraggio) a quei soli elementi che confermano le nostre convinzioni, prendendo come validi e veri solo quei dati che ci confermano le nostra credenze, mentre indossiamo i paraocchi per tutto il resto ( anche laddove il resto -clamorosamete- ci smentirebbe). A seguito di questo processo di “ancoraggio” poi, nella nostra mente, si attiva anche un processo “giustificativo” che ci porta a focalizzarci ( talvolta solo) sui contro dell’oggetto che desideriamo, ma che non abbiamo potuto ottenere; e questo accade “proprio perche” non lo abbiamo potuto ottenere. Intatti, solo autoconvincendoci che “non era poi granche”, “che non era cosi’ importante” che e’ possibile sopportare quella “sofferenza” emotiva causata da quel nostro desiderio che e’ stato frustrato. Per questo, talvolta, incorriamo in processi di vera e propria “demonizzazione” dell’oggetto/soggetto di desiderio che ci e’ stato – o che ci siamo- negati. La nostra Volpe quindi vede l’uva acerba perche’ la sua razionalita’ limitata distorce il giudizio, e mal giudicando prendera’ la scelta sbagliata o errera’ nelle sue considerazioni. Quindi il messaggio e’: sappi che potresti stare distorcendo il tuo giudizio, perche’ la tua mente lavora in un dato modo. Stai attento alle impressioni che credi di avere e rivaluta, scandaglia meglio il problema e te stesso; e serviti dell’analisi, piuttosto che della sintesi, perche’ quelli che credi essere “processi razionali”, sono meno razionali di cio’ che credi e la tua razioalita’ puo’ portarti ad incorrere in errori “sciocchi e grossolani” (come la sovrastima, la sottostima o la demonizzazione).

Ora ne sappiamo uno zic in piu’ relativaente a “dove sbagliamo” e “perche'”? Forse. Sappiamo che e’ una cosa che accade a tutti e sappiamo che e’ normale che accada e direi che e’ un primo grande passo perche’ “per risolvere un problema bisogna prima iniziare a prenderlo in considerazione”. Quel che e’ certo e’ che non esistono soluzioni preconfezionate, applicabili a priori a qualunque problema, cosi’ come non esiste nulla che non necessiti prima di tutto di un atto di “pura volonta’”.  Queste informazioni non risolveranno a prescindere il problema dei nostri momenti di “decadimento”, “inazione”, “sovrastima delle perdite”, ne risolveranno la nostra tendenza alla “demonizazzione” di cio’ che avremmo voluto, ma ora che sapete cosa accade, ora che sapete perche’ accade, potete tenere in considerazione che nella vostra mente accade, senza che ve ne accorgiate, un vero e proprio processo di distorsione delle stime…e questo puo’ essere  un elemento in piu’ per puntare a far accadere cio’ che volete che vi accada anziche’ lamentarvi che nulla mai accada. Forse e’ la volta buona che capiremo come incamminarci verso quella strada che ci aiuti a fare scelte che ci rendano (un po’ piu’) “felici e completi” ( senza in- ).

 

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66 pensieri su “Il Villaggio delle volpi basse. {Ed un indizio per imparare a crescere}

  1. Non si fa così…. Non puoi far fermarr la gente a riflettere di prima mattina😂ti ho letta e poi riletta con attenzione…. Purtroppo è tutto vero e mi sono rivista… Ora mi toccherà pensare e anche tanto alle tue parole…..grazie, mi sarà utile davvero. Un abbraccio

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    • Buongiorno Ale! Quando le mia parole toccano qualcuno o smuovono anche solo di mezzo millimetri il loro animo per me è una soddisfazione immensa perchè non credo vi sia cosa più bella dello scrivere sapendo di averlo fatto per qualcuno. Grazie mille a te 😀

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  2. nel mio caso tutto si traduce in ”pigrizia”, perchè ottimista come sono mi imbatterei anche in strade impervie e ignote senza pormi troppo il problema dei contro, difatti quando faccio progetti li vivo non tenendo conto che qualcosa potrebbe andar storto, ciò mi porta a sottovalutare la cosa e a risultar sin troppo euforico (poi ci sei tu che ogni volta mi ridimensioni :> )

    Il problema però spesso e volentieri non si pone in quanto benchè viva la vita con assoluto ottimismo, questo si scontra con la mia pigrizia…quindi spesso e volentieri non mi butto semplicemente perchè ”mado’ mo mi devo attivare…. lo faccio domani………credo”

    e penso sia il mio peggior limite :<

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  3. Come ti quoto, sista!
    L’ignoto spaventa, e si sceglie la comodità di ciò che si conosce, anche se non è detto che sia un vestito comodo.
    La paura frega. Per questo si preferisce non prendersi responsabilità e seguire l’omologazione (e tutto parte dal modo di pensare: ci si crede liberi, ma la libertà è la scelta più misteriosa e la meno perseguita, anche se tutti crediamo il contrario).
    In realtà, non desideriamo davvero quello che, alla fine, non scegliamo.
    Il vero desiderio è spinto da pura passione, istinto, direi, e la passione non la ferma anybody.
    Purtroppo, una cosa che ho imparato, che possiamo comprendere razionalmente qualcosa, ma questo non significa che muoveremo un passo per uscire dalla nostra gabbia.

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    • Assolutamente concordo su tutto. Specialmente mi trovi sensibilissima alla tua ultima frase: “possiamo comprendere razionalmente qualcosa, ma questo non significa che muoveremo un passo per uscire dalla nostra gabbia”. Perchè personalmente so quasi sempre sia cosa succede, sia come dovrei reagire eppure so anche che questo non garantisce nulla di effettivo (anzi è persino un’ aggravante per la tua condotta nel momento in cui, pur coltivando consapevolezza di cosa dovresti fare, non fai nulla o vai in tutt’altra direzione… quasi che al punto, in quel caso, quasi sarebbe meglio non sapere o non capire). Il passo dalla conoscenza razionale alla volontà d’azione è davvero difficilissimo. Ricordo quando facevo da consulente ad una mia amica (lei è come me, molto introspettiva) si era incastrata in un tunnel da “timore della vita/timore della morte” e si era bloccata là. Sapeva benissimo cosa avrebbe dovuto fare, ma non voleva realmente. Nulla mi ha fatta mai sentire tanto impotente e frustrata quanto la consapevolezza di vedere così tanta consapevolezza della soluzione annegare nella totale mancanza di volontà. Forse, talvolta, diviene quasi una questione di pura e semplice pigrizia autocommiserante, una fase in cui in certe fasi della vita sentiamo la necessità di stagnare, magari per prenderci il nostro tempo ai nostri tempi. ( sempre a patto che questa norma di condotta sia un’eccezione e non una regola)

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      • Il vittimismo è un modo per sentirsi colpiti dal destino avverso. In genere è stagnante, e non porta a nessuna ricerca di soluzione.
        Spesso ruota attorno alla fuffa. L’ennui. Le mal de vivre. Poi si vive il vero dolore, e o si combatte o si muore. E non si ha tempo per il lamento.

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    • BUONGIORNO 😀 perdonami per il giramento di testa 😂 so che ho la tendenza a scriver contorto (ma ci sto lavorando). È una bella virtù il non essere mentalmente pigri perchè garantisce la possibilità di annoiarsi poco e fare e conoscere molto. Anche io non penso di potermi ritenere pigra ma ho notato che analizzo sempre tutto, faccio stime di bilancio etc… e poi alla fine butto tutti i miei piani a rotoli e mi butto di pancia a far cappellate ( è quasi un dono…)

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  4. io ho sempre lottato, sin da bambina. a volte mi dico sono stanca…poi mi tiro su e seguito nel mio cammino. a volte è il cuore che si sente stanco ma finchè avrò vita, mi alzerò e andrò…con i miei pinkrabbits ti abbraccio

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  5. Credo di avere il problema opposto: dopo essere uscita dalla mia prigionia infantiladolescenziale ho sviluppato un istinto ribelle che mi ha portato a cambiare continuamente la mia vita. Sicché sto ancora cercando di stabilizzare almeno il mio passo sulle colline.

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    • Buongiorno! 😀 secondo me è bello riuscire ad essere onesti con se stessi ed assecondarsi senza troppi timori, penso sia proprio questo il senso di “essere liberi”. L’effetto collaterale di cambiare continuamente il proprio baricentro è ovviamente che devi trovare ogni volta un nuovo equilibrio e questo è vero… però di contro al non farlo io penso che anche chi non agisce mai per paura, chi non cambia mai strada si ritrova in un certo modo ad affrontare problematiche analoghe.. perchè anche se non fanno in modo che le cose al di fuori cambiano, comunque o pensieri nella testa, come fiumi scorrono lo stesso e quindi alla fine in disequilibrio ci si ritrovano lo stesso (solo che magari sopprimono e reprimono il sentimento). Quindi squilibrio per squilibrio allora non vale la pena davvero di fare come fai tu e buttarsi?

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      • Sì, è vero vivo secondo istinto e natura mi suggeriscono, credo che non riuscirei a fare diversamente. Benché difficile navigare dentro, sono così e cerco di vivermi rispettando il prossimo.

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      • io penso che questo equilibrio che hai raggiunto con te stessa sia meraviglioso… c’è gente che lo insegue tutta una vita senza capire che la soluzione sarebbe così semplice: ascoltarsi e fare ciò che viene in mente di fare. Molti invece passano la loro esistenza in catene

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  6. Quando vado con mia moglie in uno sterminato negozio di scarpe e dopo tempo ne usciamo senza un paio e mi chiedo come tra migliaia di modelli non ne abbia trovato uno…so che dietro ci sono”alcune” dinamiche da te descritte 😃

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  7. Dopo questo stupendo articolo presumo sia arrivata alla consapevolezza che una bella tv da 100 pollici dal valore di 10 mila euro faccia al caso nostro per poter dire di aver “osato” e buttati di pancia senza valutarne gli aspetti negativi :> yeeeee

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  8. Il punto e’ che l’acqua smossa diventa torbida e se non si vede il fondo anche una pozzanghera puo’ far “paura”.

    ecco…è così, chi non ha il coraggio di smuovere l’acqua dello stagno è destinato a vivere nella paura e nella mediocrità… buondì J.

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  9. Molto interessante! Bisogna fare attenzione perché a volte agitarsi troppo fa il gioco del nemico. Io il telecomando ad esempio lo tengo sul divano, appena più in la della fossetta che vi ha scavato il mio sedere. I problemi li lascio decantare come il vino buono. Se dopo due, tre mesi hanno perso di tappo li affronto, se no li do ai pigmei.

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  10. Consapevole dei miei limiti mi fermo e non mi rimbocco le maniche per evitare l’approccio euristico!
    In realtà non è vero, però tendo a pensare molto prima di rimboccarmi le maniche, provo a convincermi perché penso molto prima di fare qualcosa ma probabilmente è solo pigrizia.

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  11. Per prima cosa devo dirti che non mi arrivano gli avvisi dei tuoi posi. Questo l’ho trovato facendo un giretto dalle tue parti.
    Dunque : il tuo post è interessantissimo
    La teoria della scelta razionale presuppone che le persone riflettano prima di agire, e che siano sempre intente a massimizzare i benefici e minimizzare i costi in ogni situazione. A seconda delle circostanze esistenti, e date sufficienti informazioni, le persone pertanto sceglieranno sempre l’opzione che è nel loro migliore interesse. I critici della teoria della scelta razionale, tuttavia, hanno fatto notare che non sempre l’essere umano agisce nel proprio migliore interesse, anche quando sa quale sia. Di qui i numerosi casi in cui le persone agiscono in maniera generosa o altruista piuttosto che sulla base del mero interesse. Anche la psicoanalisi ha dimostrato che le persone spesso si comportano in modi che non ne massimizzano il piacere o ne minimizzano il dolore, e che talvolta provano perfino un piacere particolare ad agire contro il proprio benessere. Quand’anche ritengano di avere tutte le informazioni necessarie per compiere la migliore scelta possibile, le loro decisioni subiranno il peso non trascurabile di fattori esterni, come l’influsso di altre persone, o interni, come pulsioni e desideri inconsci.

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    • Ciao Laura! Non sei la prima a dirmelo ed è una cosa che ho riscontrato anche io con alcuni blog che seguo che non ho capito come mai non mi compaiono nel lettore.. mi sa che o è qualche bug di WP o seguirà un algoritmo particolare per cui ti fa vedere solo i post di alcuni ma non di tutti…chissà. la teoria di cui io parlo io è quella delle odierne scienze cognitive che in realtà critica quella della scelta razionale postulando la necessitaa di fare appello as una ragione limitata. Infatti si chiama teoria della razionalità limitata perchè scardina la precedente rendendosi conto che siamo meno razionali di quanto crediamo

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  12. […] **si parla di “dissonanza cognitiva” quando un individio sperimenta un disagio psicologico nel momento in cui nella sua mente percepisce due rappresentazioni mentali come  contraddittorie tra loro( siano essere idee, giudizi, pensieri, emozioni, visioni del mondo). QUindi tendiamo incosnciamente ad arginare la dissonanza cognitiva mettendo in atto varie strategie. Un esempio e’ quello della “volpe e l’uva” di cui avevo parlato in un altro articolo (qui) […]

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