Il Ciclo della vita { di una matassa di vestiti}

Chiamatelo pure disordine io preferisco il termine “entropia”.

{Se il cosmo tende al disordine chi sono io per ostacolarlo?}

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59 pensieri su “Il Ciclo della vita { di una matassa di vestiti}

  1. Guarda la biologia: le cellule si allineano bene in ordine solo quando l’organismo MUORE. Finché l’organismo è vivo, le cellule sono in uno stato caotico. ORDINE=MORTE, CAOS=VITA.
    Guarda il nazismo: il pilastro portante è l’ORDINE. Da imporre come? Seminando morte. ORDINE=MORTE, CAOS=VITA.
    Io non sono incapace di essere ordinata: mi rifiuto di esserlo. Io il disordine lo amo, lo adoro, lo venero, lo curo, lo vezzeggio, lo coccolo, se sono in vena gli do anche i bacini. Quando entro in una di quelle case in cui non c’è un cucchiaino fuori posto, con la prima scusa che riesco a trovare me la do a gambe: mi dà un tale disagio, guarda, che proprio non ce la faccio a reggere, sento freddo alla schiena.
    Che poi comunque, come sa chi ha fatto il militare, non si chiama disordine: si chiama ordine sparso.

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    • Concordo pienamente! Da qualche parte avevo letto questa frase: “il caos è solo ordine che aspetta di essere decifrato”. Anche a me, inoltre, gli ambienti troppo ordinatini e perfettini mettono un poco a disagio. Sanno di luoghi un pò austeri, dalle regole rigide, dalla disciplina impeccabile… ed io in una casa così avrei persino paura di sedermi sul divano paventando l’idea di poter far formare delle grinze!

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      • Più che altro è che sono case abitate ma non vissute, non c’è vita lì dentro. Poi io, come quasi tutte le persone disordinate, trovo sempre tutto in pochissimi secondi. Una volta che c’erano i miei a casa mia, un pomeriggio sono andata a fare una passeggiata. Torno a casa, vado in camera e mi fermo paralizzata: “Cosa è successo qua dentro?!” “Abbiamo approfittato che non c’eri per fare finalmente un po’ di ordine”. Erano le quattro del pomeriggio, ho lavorato fino all’una di notte per riuscire a scovare fuori il pacco di compiti in classe corretti che dovevo riconsegnare la mattina dopo. Da sottoporre a castrazione cruenta senza anestesia.

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      • Ahahahahahah, fantastica! Sì capisco benissimo. Chi non è disordinato non può comprendere che anche il caos possiede un proprio filo logico, ha una chiave di lettura unica, solo tua. Io ad esempio ho purtroppo anche una scrittura molto disordinata (riflette senza dubbio il mio animo). Ricordo, ai tempi della scuola, che prendevo sempre appunti in maniera molto scrupolosa e dettagliata però, però…ogni volta che qualcuno me li chiedeva poi si ritraeva orripilato dopo aver gettato un occhio al mio quaderno pieno di “scarabocchi”. Tra freccine, pallini, quadratini.. cose scritte qua e là, in mille colori ed in tutti versi e direzioni, quella visione li buttava in confusione… eppure per me quel modo di scrivere aveva un senso specifico e preciso. Era disordine per gli altri laddove per me era logica dotata della sua propria necessità, il mio personale “ordine” (disordinato perchè incompreso).

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      • Secondo me – in base all’osservazione, non per pre-giudizio – le persone maniache dell’ordine hanno bisogno dell’ordine più rigoroso e innaturale, maniacale appunto, per contrastare e arginare il caos che hanno dentro, nella mente, nelle emozioni, in tutto. Noi non ne abbiamo bisogno perché anche dentro di noi, come nelle nostre cose, sappiamo dove e come mettere le mani. Non che dentro di noi sia tutto in ordine, ma ne conserviamo, almeno fino a un certo punto, il controllo.

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      • si’ vero, potrebbe essere un modo per somatizzare una difficolta’ e contrastare la confusione interna, si spera che l’ordine esterno possa divenir interno vivendo nella consapevolesicurezza che ogni cosa (almeno nella propria casa fisica) sia esattamente dove dovrebbe essere

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    • Ahahha bellissima questa frase! Hai pienamente ragione, siamo noi che soccombiamo a lui.. non di certo il contrario. Il disordine sa bene come regnare sovrano!

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      • io perdo sempre tutto…ma non tanto perche’ sono disordinata ma perche’ faccio (spesso) le cose sovrappensiero… Per questo ritrovo gli ogggetti nei posti piu’ impensabili. Diciamo che un pochino mi sono rassegnata…Pero’ capisco che intendi. Sarebbe bello pensare “prendo quella cosa” apri il cassetto e la trovi esattamente dove l’hai lasciata…ma e ‘ piu’ forte di me, non ci riesco! XD

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      • Io solo..mmm…diciamo una volta ogni tot settimane quando il disordine diventa dirompente, mi scoccio e quindi faccio un giorno intero dedicato al mettere in ordine. ( e talvolta un giorno intero non basta…e peccato che poi un giorno intero non duri! ) eheheh

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      • 😀 è difficile allora che imparerai ad esserlo… A meno che non impari l’arte del tuo ordine personale: nel tuo disordine riuscire a sapere esattamente dove trovare ciò che cerchi.

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      • mi dicevano ” quando andrai a vivere da sola, imparerai l’arte dell’ordine” ( ma non e’ mai successo..anzi…) pero’ ecco devo dire che sino a che non ho “una crisi di disordine ( che mi spinge ad ordinare), nel mio disordine ci sto anche bene. XD Buona giornata 😀

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    • Ahahahahahah fantastica questa, un aforisma magnifico (e veritiero). Io credo di abbisognare di due maggiordomi… perchè mentre il primo prende la pila di vestiti e fa ordine è necessario un secondo maggiordomo che supervisioni e segua la crescita della seconda pila a cui io starei dando corpo, mentre il primo maggiordono sarebbe ancora impegnato con la prima. Credo di avere un talento innato per la creazione di caos ma soprattutto sono maledettamente rapida, quindi per equilibrare la situazionr ci vorrebbe minimominimo un 2 vs 1 (a voler essere ottimisti). Vedi perchè poi uno necessita di un piatto di polpette rinvigorenti almeno ogni 2h? Ci vogliono un sacco di energie anche per mettere tutto in disordine.. da sola faccio il lavoro di 2 persone!

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  2. Ahah bellissimo! xD Io ho “il panchetto”, che uso solo per i vestiti, sporchi da una parte e ancora buoni dall’altro, o il pigiama, ecc, e quando vedo che straborda è il momento in cui capisco che devo fare una lavatrice xD

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    • ahahahah sei troppo forte! Effettivamente e’ la soluzione piu’ logica. Ci illudiamo che la sedia attribuisca maggior dignita’ alla pila-di-panni…ma in realta’ questa struttura e’ gia’ dotata di una propria dignita’ innata ed insopprimibile che non sesserebbe (di certo) di essere tale se fosse sul pavimento…

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