{Self}esteem

Allora, oggi parleremo di una nota dolente ( almeno per me): l’autostima.

Io e la mia austostima, da che ho memoria siamo, senza ombra di dubbio, impegnate in un rapporto complicato ed altalentante. Diciamo che sono migliorata negli anni, anche parecchio oserei dire. Ho capito che, l’autostima, durante il corso della vita puo’ prendere differenti forme, spesso e volentieri puo’ subire grossi colpi e cascarci letteralmente sotto le scarpe ma sapete questo che significa? Che e’ duttile. Il rovescio della medaglia, ci deve portare a realizzare che allora…tanto quanto la si puo’ distruggere, la si puo’ anche ricostruire! ( Certo, si sa: distruggere e’ piu’ semplice che ricostruire ma essendo che le Fate Madrine che trasformano zucche in carrozze, ahinoi non esistono, ci tocca rimboccarci le maniche e lavorare su noi stessi). Per questo Autostima e’ un prodotto che, laddove carente, puo’ essere oggetto di un DIY (Do It By Yourself) indirizzato a riedificare laddove il mondo ha distrutto. Quindi che dire di questo bizzarro essere? Va maneggiato con cautela perchè è delicato. Poco non serve a granchè e “troppo stroppia”. Infatti, non sempre e’ quella cosa che, come cantava Dario Baldan Bembo ( ma per l’amicizia) “piu’ ce n’e’ meglio e'” ( che poi, a mio avviso questa frase non e’ verosimile ne’ rappresentativa nemmeno se siamo in tema amicizia…ma tant’e’…). Troppa austima, come è risaputo, causa “spocchia”, arroganza e superbia. Comportamenti d’overconfidence spesso scatenano atteggiamenti autoreferenziali, narcisistied ottusi, tipici di chi il bagno di umiltà lo ha trovato occupato Ma se troppa è troppo, un solo pizzico basta? Ecco che magari possiamo focalizzarci proprio su quel pizzico per edificare e rafforzare q.b., penso io.

Partendo dalle fondamenta del problema, credo che vi siano due step fondamentali per ri-costruire l’autostima di chi la ha a colabrodo (e ri-costruirsi). Prima di tutto:

  1. SMETTILA DI FARE CONFRONTI tra te e gli altri. Ognuno ha percorso la propria strada, assecondando i propri talenti, perseguendo i propri obiettivi personali in conseguenza ai quali ha operato delle precise scelte che lo hanno condotto esattamente dove e’. La verita’ e’ che anche l’altra persona ha rinunciato a qualcosa e percepisce delle carenze nella propria esistenza, ma questo e’ piu’ difficile da percepire in virtu’ dell’effetto ” erba del vicino” ( che e’ proverbialmente “semrpe piu’ verde).
  2. (A proposito di talenti) Una celebre citazione attribuita Albert Einstein recita:

    Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido.

    Pertando il secondo step consiste nell’ INDIVIDUARE IL TUO SPECIFICO TALENTO e COLTIVARLO. Ognuno di noi ne possiede uno, piu’ o meno nascosto. Non importa quanto “socialmente riconosciuto sia”. Vi sono talenti “inutili” per cio’ che socialmente viene riconosciuto utile. (Laddove all’interno della societa’ Utilita’ viene associata a: capacita’ di ricavare profitto – monetario). Ma un talento puo’ anche essere utile unicamente per noi, che importa se ” non ci ricaviamo un soldo”, ricavare del “benessere personale” influisce e influenza ogni altro aspetto della nostra esistenza, e di riflesso una persona che si relaziona in maniera pro-positiva al mondo, alle persone, al lavoro, raccoglie anche indirettamente, piu’ profitti di passivi atteggiamenti nichilistici, perche’ “se nulla fai, nulla ottieni” e se guardi il mondo attraverso lenti scure tutto ti sembrera’ piu’ buio per forza di cose. Quindi: cerca di focalizzarti su cio’ che ti riesce bene, su cio’ che ti piace fare, che questo sia: scrivere enciclopedie sulle banane, leggere elenchi telefonici senza sbadigliare, acchiappare farfalle con i lobi delle orecchie, contare le pecore recitando la tabellina del 7 al contrario, soffiare nelle canne di bambu’ mentre sei appeso al soffitto, insomma…QUALUNQUE COSA esso sia…ecco, quello e’ il tuo dono e non è inutile. Non è inutile, se non è inutile PER TE. Non è inutile sintanto che tu non ti convinci che sia così. Pertanti hai come dovere verso te stesso l’imparare a padroneggialo e farlo tuo. Perche’ e’ propio a partire dai nostri talenti che dobbiamo imparare ad edificare noi stessi. La nostra autostima nasce solo da noi.

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50 pensieri su “{Self}esteem

  1. Voglio provare a contare le pecore recitando la tabellina del 7 al contrario, chissà che mi addormenti prima la notte 😶🤔

    Per il resto concordo in tutto 😀

    Brava cara, anche questo aiuta l’autostima 😁😘😘😘😘😘🤗

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    • Sicuramente sì. Ognuno di noi necessita di un giusto codice di sblocco però penso che alcune cose possano essere considerate “piccole accortezze” non per risolvere del tutto.. magari per bloccare un pochino una situazione di stallo e porre le basi per lavorarci su

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  2. Dall’alto della mia umile condizione di infallibile ricercatore di me stesso non posso che concordare con quello che dici: che gli ultimi imparino che non sono tanto ultimi, senza però perdere l’umiltà che contraddistingue le persone che come me hanno scoperto di essere superiori, perché le persone come me valgono sempre, ma non lo sbandierano in giro il loro valore: umili si nasce ma si può imparare a fingere.

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  3. Il risultato a cui arrivi è molto ‘giapponese’: sono loro quelli del “faccio una roba di nicchia, ma devo essere il migliore in quello che faccio”.
    Il problema è che non mi ricordo tutte le implicazioni e le conseguenze di questa impostazione culturale: il mio talento è dimenticarmi le nozioni e ricordarmi solo le conclusioni dei ragionamenti – quando non mi dimentico anche quelli.

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  4. L’autostima è un meccanismo difficile da far funzionare.
    Ma quando scoviamo il modo di oliare bene gli ingranaggi, Sio mio, quanto si sta bene.
    È meraviglioso.
    Peccato che spesso, con nel mio caso, ci siano voluti quasi cinquant’anni.
    ☺️

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