La {TE}-eria: una passeggiata in compagnia della Solitudine

[ Vi porto a fare una passeggiata con me per le strade di Perth]

Musica: “Second Star to the right” dal film d’animazione Peter Pan, arrangiamento al piano di Sam Yung

Ambientazioni: Barrak Square, Fritzgerald St, Hay Street Mall

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Pensavo… che Sono davvero parecchie le cose che mi donano pace e che ho infiniti motivi per essere felice. Certo, so anche di barare. Perchè so di essere nata con una grossa-immensa fortuna sottopelle, quella di saper vedere bellezza ovunque (ed è mica è cosa da poco!). Talvolta mi sento come una bambina che apre un pacco regalo e scopre il mondo per La prima volta (anche se magari è la decimillesima “prima volta”). Sarà per questo che adoro passeggiare da sola, sedermi in qualche luogo affollato e osservare tutto ciò che mi circonda nel dettaglio. Perchè solo nella solitudine posso stare perfettamente entro il mio tempo, occupando esattamente lo spazio di cui ho bisogno. A quel punto ogni cosa mi sembra un miracolo e mi sento infusa d’un senso di grata beatitudine che mi fa apprezzare oltre misura ogni respiro. È Così che allora il ruvido del muretto sul quale sono seduta per me diventa un miracolo. Il profumo dell’asfalto umido: un miracolo. La foglia che si stacca dal ramo e danza verso il suolo: un miracolo. Il cielo di zucchero filato alla liquirizia: un miracolo. La Formica bodybuilder che solleva una briciola che è dieci volte il suo peso (Senza nemmeno farsi un selfie): un miracolo. Vabbè insomma (lo avevo detto) vedo miracoli ovunque (pur non avendo io Nessuno straccio di fede)… ma oggi cercavo di ricordarmi quando tutto questo mio amore per la solitudine è iniziato e, sebbene io non sappia con assoluta esattezza quale, so per certo che è successo una Domenica pomeriggio.

La Domenica pomeriggio era un tempo indolente e lento quando ero bambina. I miei genitori si ritiravano in camera da letto dopo pranzo e la casa sprofondava nel silenzio. Allora io presto ho iniziato a dare appuntamento sul tappeto della mia cameretta dalle pareti azzurro scuro a quelle che poi sono diventate due care amiche (o per meglio dire: “sono diventate ancora meglio delle sorelle che non ho mai avuto”). Parlo di Solitudine e Immaginazione. Ho scoperto presto che Con Solitudine ed Immaginazione puoi fare tutto ciò che vuoi. Immaginazione ti regala pennarelli colorati. Solitudine fogli bianchi da riempire. Immaginazione fa volare il tempo e ti consente di andare oltre lo spazio. Solitudine sta ai tuoi tempi e rispetta i tuoi spazi. Lei sta là, in ossequioso silenzio, si siede accanto a te e ti ascolta pensare; e, sempre in silenzio, Solitudine sa anche essere un’ottima consigliera. Sa parlarti, suggerirti, indirizzarti. Molti, a dire il vero, ne sono spaventati ma io, proprio non ne riesco a ravvisare il motivo. Quasi tutti sono disposti ad abbracciare Immaginazione, ma Solitudine è considerata come quell’amica un pò reietta che spesso si deve imporre e che raramente viene cercata. In molti la paventano, la scacciano o addirittuta rifuggono chi abbraccia la solitudine come fosse contagioso. Eppure se Immaginazione è un ponte di infinite (ed inDEfinite) possibilità connettive tra te e tutto il resto, Solitudine altro non è che il tuo Ponte…con te stesso, un incontro di te-eria. Immaginazione sa affollare una stanza, solitudine sa donarti compagnia senza folla e le basta anche solo un pizzico di Te. Solitudine sei tu con te stesso e tu.. come e perchè dovresti avere paura di restare solo con te? Non Sei forse la persona che meglio conosci al mondo? Quella su cui sai per certo di poter contate? Ma anche ammesso che tu abbia paura di rimanere in silenzio con te stesso, mi spieghi come allora puoi al tempo stesso avere tanta smania di darti in pasto alle solitudini altrui se non hai nemmeno il coraggio di stare da solo con la tua di Solitudine?

Ciascuno dovrebbe Aprire Una Te-Eria dentro di se.

Il senso {della farina}

Io penso che ci sia qualcosa di magico nel mettere le mani in pasta, quando assembli tutti gli ingredienti e puoi sentire la consistenza della materia che cambia sotto i polpastrelli. La percepisci mutare, diventare compatta. Si altera e… *puff* improvvisamente prende vita. Il cambiamento è graduale ed impercettibile. È difficile stabilire l’esatto momento in cui l’impasto è cambiato ma d’un tratto realizzi che è così, la metamorfosi è avvenuta. I singoli ingredienti sono diventati parte di un tutto ma al contempo vanno oltre il tutto stesso. Impastare ha qualcosa a che fare con la creazione, è come un miracolo in grado di animare la materia, un prodigio capace di darle un senso. A che servirebbe una manciata di farina di per se stessa? Chi mangerebbe mai sale a cucchiaiate? Chi mai si sfamerebbe di sola acqua? Ma insieme… oh insieme! Mescolali insieme ed avrai qualcosa di {stra}ordinario: la pasta.

Nuvole di farina e quintali di pasta

Pasta tricolore {uovo, barbabietola e spinaci}

Pasta D’unicorno

Coperte {di} rovescio.

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[Immagina: Rovesci temporaleschi fuori dalla finestra della camera da letto e un letto sfatto con coperte messe al rovescio]

Come fulminea esplosione

Il (tempo)rale

(Ci culla)

e così

camminano piano le ore

(Tra le) Coperte

Nuvole

di pioggia

(camminano piano anche

le tue dita)

Ed in un attimo

(Sotto la coperta) {Al rovescio}

S’accende

La tempesta.

{La casa ideale}

Vorrei una

vita

vista mare

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Occhi

che diano sul mondo

per vedute ampie

e Pensieri spaziosi.

Mi basta solo un parcheggio

(piccolo piccolo)

per l’ansia..

In compenso, però, mi piacerebbe avere un grande giardino

di ricordi

(ma pieno di boccioli).

Ecco, questa sarebbe la casa ideale

{per la mia mente}