…e se Mariangela non si innamora di Eustachio che fa? Trova un altro piu’ bello…

Buon giorno esimi colleghi, nonche’ carissimi compagni di (s)venture! Che voi siate Appassionati della vita o semplici Cittadini di questa (talvolta nebulosa) esistenza…oggi vorrei presentare un piccolo excursus per approfondire meglio (mi auspico, se sara’ possibile, con il vostro aiuto) uno degli argomenti che ho tirato in ballo (ve lo concedo…un po’ di sfuggita) nel post in cui ho presentato il triplice dialogo tra me e me{&me}.

Se ben ricordate, mollemente adagiate sui comodi divanetti della sala(-mentale) dei “pensieri schizofrenici”, in quel post, io e le mie altre 2 Me abbiamo disquisito di: amicizia. Ritengo, pero’, decisamente interessante l’annosa questione che s’e’ sollevata in alcuni dei commenti che son seguiti. Faccio riferimento alla faccenda:

PUO’ ESISTE… REALMENTE l’amicizia tra un uomo ed una donna?

[N.B. Ho sentito l’esigenza di mettere quel REALMENTE in caps perche’ non posso celare l’unico punto di vista che mi e’ sinceramente concesso d’avere: il mio. Percio’ ammetto d’aver gia’ nascosto l’ombra d’un giudizio nello stesso modo in cui ho posto domanda].

Invero, lo ammetto, si tratta generalmente di una questione un pò spinosa, sulla quale è assai facile discordare. Talvolta se ne parla, quasi come se fosse una specie di leggenda metropolitana: “Il cugino di un mio amico, ha un’amica che gli ha detto di avere un migliore amico“. In tutta onesta’, io stessa l’avrei direttamente relegata nel novero della becera diceria se non avessi personalmente conosciuto individui non di dubbia attendibilita’ che hanno testimoniato in favore della sua esistenza (croce sul cuore) e che l’hanno  “direttamente sperimentata”. Io ho sempre ascoltato con spregiudicata passione tutti quei racconti e, da buona democratica quale sono, ho sempre accettato di buon grado l’opinione degli altri. ( Purtroppo pero’ ho accettaro senza mai comprendere del tutto. Infatti penso che alcune cose per essere tangibilmente afferrate vadano personalmente esperite… e il punto e’ che a me l’esperienza ha sempre dimostrato che sotto quella che si definisce “amicizia” v’e’ sempre, da qualche parte, un certo fondo, piu’ o meno velato e/o incoscio di interesse)

Secondo me, per capire sino in fondo la questione dobbiamo porci le seguenti domande:

Cosa rende una relazione d’amore differente da una relazione d’ amicizia? E cosa, invece le  accomuna?

[premettendo che con il termine Amicizia io presuppongo una relazione d’unicita’, profonda tra due persone in cui si verifichino sinceri scambi, reciproca apertura, sostenuta da puro affetto. Non amicizie-conoscenze-ingannatempo o amicizie-di-comodo]

Se dovessimo rispondere in semplici parole alla seconda domanda probabilmente diremmo: (a) sentimenti di affetto e (b) la volonta’ e piacere di donarsi reciprocamente del tempo.

Cosa rende differente amore da amicizia invece e’ che amore, oltre a dover rispettare i parametri “a” e “b” ne possiede altri 2: il considerare l’altro di nell’aspetto/attrazione fisica (c) che sfociano in volonta’ di consumare un rapporto sessuale(d).

Orbene prendiamo 4 attori:

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Mariangela

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Eustachio

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Casimira

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Astolfo

caso1) Astolfo e Casimira, si incontrano. Si piacciono fisicamente, iniziano a passare del tempo insieme e lo ritengono piacevole… ed in sostanza entrambi sperimentano i punti a,b,c,d. Cosa vieta loro di mettersi insieme? Nulla! infatti lo fanno!

Congratulazioni Astolfo e Casimira! Siete una coppia! Andate e moltiplicatevi ( il meno possibile)

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Caso2) Mariangela ed Eustachio si incontrano. Fisicamente si piacciono o non avrebbero iniziato a girarsi attorno. I due passano del tempo insieme, ma nonostante tutto non diventano una coppia, in compenso dicono fieramente: siamo diventati amici! Cosa puo’ essere successo?

Se hanno deciso di restare Amici, considerato che gli amici condividono i punti a) e b) ( ossia tempo e affetto)…non possiamo di certo pensare che abbiano deciso di non diventare una coppia perche’ non stavano bene insieme, o non sarebbero diventati amici, vi pare? Quindi Sono amici perche’ trascorrono del tempo di qualita’. Ma se c’era attrazione fisica tra i due e trascorrono insieme del tempo che etrambi ritengo di qualita’, considerato che mica e’ semplice trovare una persona con la quale aprirti e riuscire a passare tempo di reale qualita’…cosa gli impedisce di essere coppia?

1-cause esterne ( es: uno dei due o entrambi sono impegnati con altre persone). [I due sono segretemanete ed inconsciamente interessati l’uno all’altra ma hanno cuore e mente gia’ impegnati. SI chiamano amici ma in realta’ “sottosotto” si tengono buoni, e quindi: non e’ reale amicizia, ma segreto interesse]

2- volonta’ di non volersi impegnare in una relazione in assoluto. [‘significa ” in questo momento non ho la testa ma ti tengo buono qui da parte perche’ mi potresti interessare: non e’ reale amicizia, ma “Astip Ca’ truov” (dal napoletano =conserva che trovi)]

3- volonta’ di UNO dei due di non volersi impegnare in una relazione con quella persona particolare. Qui e’ quando uno dei due viene Frienzonato ( e la frienzoned non e’ sempre dichiata, talvolta e’ solo implicita). In questo caso e’ solitamente uno dei due che portera’ avanti l’amicizia con piu’ entusiasmo e cerchera’ di coinvolgere l’altro perche’ sotto-sotto spera di sedurlo…e l’altro accettera’ di buon grado questa “amicizia” perche’ subodora il tentativo di seduzione e si ritiene lusingato ( o nei casi peggiori se ne serve per i propri scopi). (quindi questo vuol dire che almeno uno dei due mente dichiarando di passare “tempo di qualita’”, perche’ se cosi’ realmente fosse inizierebbe a provare interesse. Infatti se abbiamo detto che inizialmente si sono dichiarati attratti l’uno dall’altra e hanno deciso di coltivare il rapporto d’amicizia perche’ passano tempo di qualita’ cosa gli impedisce di essere coppia se non il fatto che uno dei due non sia realmente convinto dell’atro? ). [Quindi uno dei due e’ interessato all’altro e allora non e’ reale amicizia]

4- forse il problema potrebbe essere alla base, i due potrebbero non essere diventati coppia perche’ nonostante siano entrambi BELLISSIMI, magari non vi era comunque attrazione fisica ma questo non impedisce loro di passare reale tempo di qualita’. Ma a questo punto mi domando nel momento in cui stai realmente bene a relazionarti con una persona, non accade di solito che quella persona inizi magicamente a diventare attraente? Solitamente, di fatti, accade che a quelle condizioni, dopo un po’ alcuni diventino capaci di andare oltre l’aspetto fisico ( o meglio, quella persona inizia a diventare piacevole alla vista esattamente cosi’ com’e’ laddove prima non la avremmo mai considerata tale). Ed allora da amici si diviene coppia perche’ entrano in ballo i punti c e d ( attrazione e volonta’ di consumare un rapporto sessuale) [quindi era in realta’ un tentativo inconsapevole di reciproco studio, che termina a buon fine. E quindi non era reale amicizia]

5- ammettiamo pero’ che questo non accada, che non e’ vero che non era “reale amicizia”, che non c’era sotto nessun reciproco studio. Quel che resta e’ che ci troviamo in uno dei due dei seguenti casi:

A) nel caso in cui non vi sia assolutamente attrazione fisica tra i due e impossibilita’ assoluta che questa si possa creare. oppure…

B) Amettiamo che costoro pur ritenendosi reciprocamente di bell’aspetto e pur ritenendo entrambi di trascorrere insieme all’altro del tempo di qualita’ semplicemente, ambodue abbiano compreso di non possedere i presupposti caratteriali per essere una coppia…Del resto voi mi direte che non siamo mica animali che ci relazioniamo con l’altro sesso solo in virtu’ dell’incosncio desiderio di accoppiarci (ahahahah… scusate mi e’ scappato ehm dicevo… non abbiamo desiderio incosncio di accoppiarci…) giusto?

Okey…ammettiamo pure che, noi non siamo animali, che siamo totalmente evoluti e razionali e che non siamo sospinti da ataviche pulsioni di cui ignoriamo l’esistenza.  Prndiamo Esutachio e Mariangela ed ammettiamo pure che, la comunione del loro spirito sia cosi’ forte che i due decidano di restare “amici” per pura e semplice solidarieta’ esattamente come accade tra persone dello stesso sesso…

{Facciamo un esempio PER NIENTE autobiografico, ma ispirato alla sola immaginazione}

…che accade se inseriamo un nuovo elemento?

(…)

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Vidigulfo

[Ve lo anticipo io “Ciao, Ciao Eustachio!” in tempo -1]

Arriva il prode Vidigulfo, e la nostra bella Mariangela perde totalmente la testa per lui, dimenticandosi del povero Eustachio…

Ordunque l'”amicizia” che han portato avanti sino a quel momento altro non era che un mezzo per lenire la solitudine. Pero’ voi potrete obiattare: ma anche l’amicizia tra con persone dello stesso sesso e’ un mezzo per passare tempo di qualita’ che ci fa sentire meno soli, e oltre a questo anche tra amici dello stesso sesso capita che ci si frequenti meno allorquando ci si “accoppia”… Peccato che vi sia un differenza abissale in quanto l’amico dell’altro sesso verra’ sempre guardato con sospetto e percepito come un “potenziale pericolo”. E proprio qui scopriremo insieme che la cosa del ” non siamo animali, ci si puo’ relazionare con un altro anche solo per condivisione di spirito” e’ una cosa che vale sino a che non ci troviamo in una situaizone che ci riguarda.

Infatti proseguiamo con il nostro esperimento

Mariangela e Vidigulfo sono in fase “conoscitiva”. Conversano amabilmente del piu’ e del meno. Tutto va come deve andare. Lui pensa che lei sia bellissima ed oltretutto lei dice esattamente le cose che lui sperava dicesse. Nella testa di lui testa c’e’ persino una signora con i boccoli dorati che, in sottofondo, suona una meravigliosa melodia muovendo le dita cicciottelle sulle corde di un’arpa luccicosa. Poi. D’un tratto. Il fulmine a ciel sereno. Una delle corde salta. L’arpa fa un gracidio stonato e la musica cessa subitanea non appena lei pronuncia la fatidica frase:

-“Ah! Ma lo sai che….HO UN MIGLIORE AMICooo??? “

TU-TU-TU-TUUUUUUM.

E Vidigulfo dentro di se e’ piu’ o meno cosi’:

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Pero’ raccoglie tutte le energie che ha in corpo poiche’ e’ meglio non mostrarsi immediatamente tiranni e cerca di sorriderle mentre risponde:

“ah… che…bello…”

(ma la sua faccia e’ piu’ o meno questa)guy2.jpg

{ Mettetevi una mano sul cuore e ditemi che voi, al posto di Vidigulfo, avreste fatto una faccia -interna- differente, vi prego}

Per quanto la storia di lei sembrasse del tutto convincente. Per quanto Vidigulfo potesse appurare che non c’era ( in quel momento presente) reale possibilita’ di coinvolgimento sentimentale…lui ha assimilato quella notizia come un boccone amaro e sicuramente man mano che la loro storia andra’ avanti Eustachio diventera’ spesso motivo di lite tra i due.(Ma come non avevamo detto che “non siamo mica animali che ci relazioniamo con l’altro sesso solo in virtu’ dell’incosncio desiderio di accoppiarci ma che se ci relazioniamo in amicizia con altri del sesso opposto talvolta e’ solo per una comunione dello spirito”? E allora perche’ se il nostro partner ci dice di avere un “migliore amico del sesso oposto la cosa di mette in allarme e non riusciamo a non concepirlo come una minaccia? Non e’ forse perche’ in fondo, in fondo, temiamo che sia piu’ probabile che poiche’ vi e’ comunione di spirito possa esserci anche inconscia attrazione? Non e’ che vediamo negli altri cio’ che riusciamo a sub-odorare anche in noi stessi? Ossia che noi stessi sappiamo che all’interesse nel trascorrere tempo di qualita’ puo’ essere legata un’attrazione fisica o che un’attrazione fisica possa essere alla base della volonta’ – magari inconscia- di passare tempo di qualita’, o che ancora seppure attrazione fisica non vi sia potrebbe nascere, perche’ sappiamo bene che devolvere tanto tempo ed energie ad una persona del sesso opposto inconsciamente ha quasi sempre un fine?)

Infatti cosa accade per il 99% delle volte in questi casi? L’amicizia termina o naturalmente perche’ l’accoppiato non ha piu’ interesse a donare tempo all’ex amico. O termina perche’ in un modo o nell’altro il partner, minacciato, la ostacola, ed ovviamente laddove la relazione e’ solida, vince sempre il partner.

Ma qualora io mi sbagliassi su tutto… e qualora questa amicizia, per quel che e’ durata prima che subentrasse Vidigulfo… ( perche’ se non e’ Vidigulfo, prima o poi uno dei due si sarebbe accoppiato con qualcuno) Quindi se pure fosse stata per quel breve istante reale…Succede che non puo’ durare, e quindi anche se per un istnate v’e’ stata REALMENTE: NON PUO’ ESISTERE( …se non per un certo lasso di tempo). Perche’ nonappena si crea una finestra d’occasione con un parter tutto-tondo ovviamente si preferisce dare priorita’ a lui. (Il che relega l’ex amico a bambolotto emotivo, germoglio di relazione abortito in partenza). Mentre diventa meno difficoltoso continuare a coltivare le amicizie con persone dello stesso sesso perche’ in quel caso l’unico ostacolo che si frappone tra te e loro. E’ il tempo.

Quindi, detto cio’…Per tornare alla domanda di partenza: PUO’ ESISTERE…REALE amicizia tra uomo e donna?

La mia argomentazione mi porta a rispondere: Puo’ esistere, senza essere REALE O se ( ammesso sempre se- ed io ne sono scettica-) se e’ REALE non puo’ esistere…che per breve tempo per colpa della natura delle cose. Quindi se e’ REALE e’ assai improbabile che esista.

E questo cari miei e’ piu’ o meno l’esempio della casistica in cui mi e’ capitato di imbattermi, negli anni…Ora, ammesso che qualcuno sia arrivato a leggere sin qui, attendo con impazienza le vostre teorie, ed opinioni a riguardo…

 

 

Dialogo tra me, me {&me}. Le Confessioni di Judith La Ladra

(Judith1) Non avevo piu’ pensato a lei.

(Judith2) Forse… solo in qualche rarissima occasione.

(Judith3)No, non e’ vero, l’ho fatto.

(Judith1) Eppure, davvero non so proprio spiegarmi che complessi giri abbia fatto il mio inconscio  questa notte per arrivare a plasmare nella mia mente certe insolite visualizzazioni oniriche. Quel mondo, ormai, non e’ forse distante da me anni luce? Oltretutto ultimamente la mia testa e’ cosi’ ingombra di pensieri e di inquietudini, e non so.. un sogno cosi’ non me lo sarei mai aspettata. Fatto sta che mi sono svegliata con una forte sensazione di nostalgia dal retrogusto amaro. Malinconia. Ma dolce.  E anche ricordo, brinato. Velato da un lieve substrato di senso di colpa. Del resto, lo so, sono sempre stata una frana con le amicizie. Ed ora che ci penso, forse, e’ stata piu’ colpa mia. Ma le cose sono andate cosi’…e questo e’ un fatto.

(Judith2)Un altro fatto e’ che ho sentito di doverla contattare. Cosi’, in un momento libero sono uscita dal mio loculo e le ho mandato un messaggio vocale. Di 1 minuto e 12, per la precisione. “Ciao S…non so nemmeno se tu abbia il mio numero australiano, chissa’ se riconoscerai la mia voce… No, tranquilla, non ho bisogno di nulla. So che quando non ci si sente per anni e poi d’improvviso si sbuca fuori cosi’ in questo modo come sto facendo io ora… di solito… e’ quasi sempre e solo per chiedere favori… Ma non e’ cosi’. Spero che il mio messaggio ti trovi bene, non e’ da me esternare. Lo sai che non sono una persona affettuosa, pero’ il punto e’ che questa notte ho fatto un sogno bellissimo. C’eri tu…ed io… ho sentito la necessita’ di contattarti. Sai, ci incontravamo sul treno per Porta Genova. Accadeva per caso. Non c’era imbarazzo. Iniziavamo a parlare con la stessa scioltezza di quando eravamo gomito a gomito a scuola. Non c’erano forzature ne’ barriere. O muri insormontabili a differenza di ora. Poi d’improvviso tu tacevi… e con il capo mi facevi segno di abbassare lo sguardo. Guardando quel che guardavi tu, notavo un tondo pancione che sbucava sotto la tua mise anni ’20: eri incinta. E sembravi cosi’ felice e radiosa. Ed io, in quel momento, scoppiavo di gioia con te… [attimo di silenzio] …Insomma, tutto qui. Ti auguro una buona giornata“.  Premettendo che l’ho fatto nella totale consapevolezza che S. sia il tipo di persona che avrebbe potuto accogliere con immensa gioia un racconto del genere. Perche’ si sa, non tutte siamo nate per essere madri. Ma lei si’. Altre mie conoscenti, avrebbero riscoperto l’insito misticismo della fede per un istante e sarebbero corse in chiesa ad accendere un cero alla Madonna “ti prego, fa che non sia premonitore“. Ma lei no.

(Judith3)…

(Judith1) La vera verita’ e’ che avrei voluto dirle molte altre (belle) cose. Eppure, quando ho visto il mio messaggio comparire, inviato, sulla schermata…la pagina di quella conversazione bianca, inutilizzata per anni, mi e’ sembrata d’improvviso cosi’ vuota. Mi e’ piombato addosso il silenzio che ci ha separate per tutto quel tempo. Ed io mi sono sentita una stupida. Una stupida totale.

(Judith2)E la vera verita’ e’ che piu’ d’ogni altra cosa…avrei voluto non averlo inviato mai. Ma era troppo tardi. Ma perche’…?

(judith3)E va bene…Parlero’! La vera verita’ e’ che ho sempre avuto una relazione insolita con le amicizie. Colpa della mia natura. In generale, raramente tollero (realmente e a pieno) il genere femminile. Se cio’ non bastasse non credo minimanente nell’amicizia uomo-donna.  Del resto, nel corso degli anni, ho raggiunto una chiara e precisa consapevolezza: sono inadatta a coltivare profondi rapporti di amicizia con chicchessia. (Tollero solo i miei gatti). Questo ha spesso fatto di me una specie d’eremita emotiva. Paradossalmente mi e’ sempre andata meglio con Amore.  Per me Amore e’ semplice, netto, immediatamente potente e per questo facilmente comprensibile. Non da’ adito a dubbi, e’ fluido e cristallino. Perche’ ho imparato a capire che se l’amore ha dubbi non e’ amore. All’amore so chiaramente che posto dare. Riesco agilmente a definire ambiti, competenze e confini di una coppia. Averne chiari in mente ruoli, diritti e doveri. Coltivare aspettative, disegnare progetti. Pensare cose del tipo “io e te, contro il mondo”.  Amicizia non ti consente di pensare tutte queste cose. E’ un semi-amore dagli ambti e dalle competenze sfumate, aleatorie, evanescenti. Ma soprattutto dell’amore ho sempre accettato il potere taumaturgo. Ho sempre accolto l’idea di farmi guarire o di mostrarmi debole da Amore. Ma ad Amicizia no, questo non l’ho mai concesso. Il che e’ paradossale perche’ forse per molti altri e’ il contrario. Molti altri sperimentano questa rigidita’ in amore e vivono l’amicizia in scioltezza ma io no.

(Judith1)Chiamami anche alle 4 di notte ed io ti aiutero’…tranquilla andra’ bene! Seppelliremo insieme il cadavere del tuo ex e il tuo segreto morira’ con me!“. E cosi’ realmente facevo. Pero’ io ho sempre pianto da sola…

(Judith2)Oh, no….No, non e’ successo perche’ io abbia avuto amiche infami, incuranti o dichiaratamente egoiste. Anzi…Piuttosto…ero io… Agivo cosi’ perche’ non volevo dare fastidio…Come se provassi quella sensazione “di non sentirmi pienamente a casa mia”, di “non avere pieno diritto di stare la”, una sensazion di insatibilita’.

(Judith3)Ma c’e’ dell’altro… La vera verita’ e’ che, forse, mi sono sempre relazionata ad Amicizia con una leggera base di sospetto.  Forse ho sempre pensato che le amicizie fossero nel loro nocciolo, pure e semplici relazioni di comodo ammantate di carinerie; sostegno psicologico a fine terapeutico. Ho sempre pensato che Amicizia, con la sua presenza servisse a garantire una specie di substrato necessario, atto a fornire quel rispecchiamento adeguato all’elaborazione di una più chiara definizione del se o addirittura volto ad alimentare la propria personale vanita’. Sono arrivata a pensare che spesso e volentieri Amicizia sia una relazione-ingannatempo, stretta con un (finto) doppio nodo, il cui unico scopo sia lenire il sentimento di solitudine esistenziale. Che sia quel rapporto che ci sentiamo di dover stringere con altri quando necessitiamo di un appoggio psicologico-emotivo causato da carenze affettive. In definitiva non ho potuto mai pensare ad Amicizia in termini differenti da questo: amicizia e’ una bambola gonfiabile in plastica alla quale ci stringiamo alla ricerca di calore quando abbiamo freddo e non abbiamo altre (migliori) alternative. Germoglio sterile, blando surrogato dell’amore. Questa mia convinzione si e’ sempre sommata, per di piu’, al mio innato-irrefrenabile moto d’orgoglio: “Io non negherei mai il mio aiuto se tu me lo domandassi ….MA… ( se le cose stanno come le ho descritte) IO non ho bisogno di chiedere aiuto a chi si serve di me”. Ma stanno davvero sempre cosi’ le cose?

(Judith1)Il mio solito approccio da crocerossina… 

(Judith2)…era per mascherare la verita’. 

(Judith3) E’ piu’ facile dedicarsi agli altri. Fare in modo di spostare tutta l’attenzione su di loro. E la verita’ e’ che io, in amicizia, non sono mai stata onesta. Mi sono spesso omessa, tirata indietro,dischiusa a meta’. [(S-)comunicata]. Sono sempre stata un’amica anaffettiva. Sono un’amica che ha ingannato. Perche’ non ho mai dato una reale chance ad Amicizia. E ho finto. Dietro molti sorrisi ho finto, e fingendo sono diventata truffatrice. Perche’ ho sempre preso parti di loro, dandomi poco. Molto poco. Io non sono il personaggio positivo: sono una ladra scorretta.

[Volete Sapere come e’ finita questa storia?]

(Judith1)S. ha ascoltato il mio messaggio dopo 2 minuti dalla sua ricezione. 4 Minuti dopo io ascoltavo il suo vocale con la risposta. Un vocale di quasi 3 minuti, per essere precisa. 

Il tuo buongiorno e’ stato uno dei piu’ belli degli ultimi tempi (…) tu lo sai che anche se non ci sentiamo mai sei una parte del mio cuore

(Judith2)Ho ascoltato quel vocale 4 volte decisamente commossa.

(Judith3)…

(Judith1)Pero’ non ho risposto, nulla.

(Judith2)Avrei… dovuto aprirmi anche io. Avrei dovuto dire cose altrettanto belle. Avrei dovuto. Volevo…pero’ non ho risposto, nulla.

(Judith3) Volevo pero’ non ho risposto, nulla. Mi vergogno a dire le parole affettuose che penso. E quindi non le diro’…Del resto una Ladra e’ una ladra.

Cosi’ continuo a stagnare nelle mie contraddizioni, anche quando penso che l’amicizia non sia per sempre e i fatti mi smentiscono ( ed io stessa, con quel che penso di lei ora, pur tacendoglielo, mi autosmentisco)

{pero’ non so cambiare condotta e da buona ladra quale sono, taccio}

CONCLUSIONI POSTUME:

{1) A ben rifletterci. Anche Amore e’ un mezzo per lenire la solitudine esistenziale, solo che e’ piu’ caldo.

2)Ognuno di noi e’ per necessita’ ego-riferito. E questo si riflette sia sui rapporti d’amore che sui rapporti di amicizia

3) Agire alla luce di questa consapevolezza ti disponde a  mette in atto strategie difensive che ti riparano da molte delusioni.

4)Pero’…allo stesso tempo ti mette al riparo anche da tutto il resto…}