“{Vorrei}…

{Sentirti}

{Sbocciare}

{Nella mia mente}

Non idea ideale. Non sogno in potenza.

Consistenza d’atti

{fatti}

di carne in passione

(Ma se passerai?).”

***

“Che sia fugace, effimera o mordace che importa?

Anche io lo sono!

Tra simili ci capiremo!

Magari impareremo, insieme, a passare

(Oltre)

le stagioni

(appassire)

[Chissà]

Quindi {FATTI}

…COGLIERE.

E vedrai Sarà così lieto

{che ti accorgerai di essere stata recisa

quando ormai sarà troppo tardi}”.

La storia dell’artHe a modo mio: quando Venere venne Ingannata

Oggi vorrei parlarvi di uno tra i piu’ celebri dipindi mai dipinti. Chiunque, persino i piu’ caproni in storia dell’arte, lo avranno visto almeno una volta nella vita (anche solo per sbaglio). Sto parlando della “Nascita di Venere”, dipinto olio su tela, di Sandro Botticelli.

Si tratta senza dubbio di una delle icone della cultura Italiana universalmente conosciute. Proprio a tal proposito, giusto per dirvene una, vorrei ricordare che il volto della Venere e’ stato utilizzato come immagine-emblema per i 10 centesimi di euro.images (3)

[Voi ve ne eravate mai accorti? Io no…prima che lo leggessi su Wikipedia. La verita’ e’ che ho sempre odiato e bistrattato i centesimi, quindi non mi sono mai soffermata ad esaminarli.  Solitamente me li danno di resto ed io li accumolo ed accumulo, ritrovandomi il portafogli pieno di diversi quintali di monete che, se solo mi prendessi la briga di contare, probabilmente scoprirei essere un ammontare sufficiente per l’acquisto di (quantomeno) un’autovettura usata ed in pessime condizioni. Comuqnue, tornando a noi…].

A proposito della faccia della Venere stampata sulle monetine, mi domando se Sandro avrebbe potuto esserne felice ed orgoglioso. Mi domando se, nell’irrealistico-fantascientifico scenario in cui, a causa di una qualche genere di anomalia temporale, avesse avuto la possibilita’ di venire a conoscenza di che cosa sarebbe stato della sea produzione in futuro, se avrebbe mai potuto percepire la cosa come una nobile ed onorevole conquista oppure se, al contrario, indignato, avrebbe sbattuto i piedi ed urlato “Ma come, solo 10 centesimi vale la mia bellissima Venere?”. E a quel punto, magari, avrebbe pensato che tantovalevalapena dismettere i pennelli e darsi alle bische clandestine. (E per fortuna che i Gift Shop, nel Rinascimento non esistevano ancora o, al povero Sandro, e di questo ne sono quasi certa, sarebbe senza dubbio venuto un infarto nel vedere il faccino della Venere, ridotto a senz’anima e stampato su tazzine, penne, carta igienica, etc…)

 Sta di fatto, che la Venere, negli anni, e’ senza dubbio divenuta un’icona Pop e, di certo, non solo per merito dei 10 centesimi. Oggigiorno, infatti, e’ assai comune incappare in numerosissimi esempi di sapiente reinterpretazione dell’opera. Si tratta senza dubbio di colorite rielaborazioni in grado di guidarci con accurata perizia verso differenti ed inusitate chiavi di lettura. Palese e’ l’intento di questi contemporanei artisti che si cimentano in questa impresa. Artisti le cui produzioni spesso puntano e sono in grado d’eguagliare ( e in alcuni casi, addirittura SU-PE-RA-RE!) l’opera primigenia.  Cosi’ assistiamo alla nascita di opere ispirate alla Venere che sono cosi’ pregne di contenuti e simbolismi che vale la pena considerarle come esempi artistici rappresnetanti l’odierna cultura a tutto tondo. Ad esempio se osserviamo il fenomeno da un punto di vista filosofico-sociologico, possiamo considerare  questi processi emulativi  come ad una vera propria cartina tornasole, indicatore abbastanza attendibile ( ossia basata sul pressapoco) in grado di consentirci di poter effetturare una stima ( in spanne) del livello di spessore morale della nosra epoca.

[Caso mai sentiste di in cuor vostro di non avere idea di che cosa io stia parlando, allego alcuni esempi delle produzioni artistiche a cui faccio riferimento; cosicche’ possiate, anche voi con i vostri propri occhi, constatare che il livello di “spessore morale” a cui faccio riferimento e’ ovviamente di grado da altro a MOLTO ALTO]

 

 

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Ritenuta per secoli la rappresentante della perfezione estetica per eccellenza, oggi sicuramente, nonostante la chiara avvenenza, non potrebbe mai vincere il titolo di “Miss Universo”. E, diciamoci la verita’, non arriverebbe nemmeno ai regionali; ma verrebbe sicuramente ed irrimediabilmente scartata gia’ alle selezioni di qualsiavoglia paesello sperduto di provincia, perche’ ritenuta “troppo in carne”. Del resto, di questa precisa tendenza alla venerazione della ragazza “dall’aspetto affamato” ne riportano chiaro esempio tutti i piu’ e meno famosi marchi di riviste di moda o gossip. Giornaletti d’alto spessore culturale che, seguono senza dubbio una loro-proria (rivisitata) idea di coerenza. Sono, infatti, soliti alternare articoli a tema “esaltazione della fiera bellezza del curvy” e”La vera bellezza e’ quella interiore” o ” Magnifica e Naturale”, ad immagini di modelle, supertruccate e superitoccate ( che per riconoscerle dal vivo ci vorrebbe il calco dentale) e che sicuramente seguono la dieta del dottor Nowzaradan ( di cui allego immagine). download (2)[Ma chi siamo noi per giudicare? Il nostro compito e’ solo tacere, essere giudicate, obbedire e misurarci i cm di girocoscia, sperando si riuscire a vincere le importantissime sfide della vita come: la 30 Day Thigh Slimming Challenge. Comunque tornando a noi (x2)]

Nonostante i suoi circa 535 anni la Venere si conserva sulla sua tela  172×278 cm piuttosto bene. (La tipa racconta in giro che sia “tutta natura” e che sia merito delle creme antirughe effetto lifting, ma… si vocifera che qualche ritocchino se lo sia fatto fare). Ha preso casa a Firenze nella Galleria degli Uffici., posto centrale, vista piazza, spese condominiali assenti… insomma, fa la vita da gran signora.

Si pensa che il dipinto venne commissionato da alcuni espondenti della Famiglia Medici, per la precisione  da Giovanni e da un certo Lorenzo

[…e se ve lo stavate domandando( perche’ sono certa che stavate per domandarvelo!) no… non si trattava di Lorenzo Il Magnifico.  Piuttosto uno dei suoi cuginetti sfigghy, detto “il Popolano” . Narra la leggenda ( da me inventata) che i due Lorenzo fossero in continua competizione. Tanto che spesso alle cene  che la famiglia de’Medici era solita organizzare in corrispondenza delle festivita’ comandate,  accadeva che i due si pigliassero a capelli per stabilire chi fosse il piu’ Magnifico (ma che fosse una lotta del tutto impari e che realmente “Magnifico” fosse il Lorenzo che poi divenne famoso con questo epiteto era chiaro gia’ a tutti e sin da principio). Tanto e’ vero che talvolta accadeva che Lorenzo il Popolano, preso dalla sua smania di competizione divenisse vittima di imbarazzanti episodi che portavano la famiglia a chiudersi nel silenzio pur di non deludere le sue aspettative. Preferivano omettere la verita’, piuttosto che ammetterla. Ad esempio negli annali si ricorda di quella volta in cui, durante una cena per la celebrazione del solstizio d’estate, qualcuno dall’altro lato della tavolata abbia urlato “Lorenzo passami il sale per favore” e che Lorenzo il Popolano si sia alzato ed abbia sbottato qualcosa del tipo” Ma io ti ho detto che mi devi chiamare Lorenzo il Grandioso o Lorenzo il SuperBigPiu’SUperDiMagnifico”. E a quel punto e’ calato un velo di imbarazzo sui commensali e Lorenzo (il vero Magnifico) si e’ infilato con la testa sotto al tavolo a ridacchiare.]

Un aspetto curioso e’ che il titolo dell’opera e’ ” La Nascita di Venere” quando la realta’ dei fatti e’ ben diversa: Venere, infatti, non e’ un mitile che nasce da una conghilia, e’ una grande gnocca che nasce dalla spuma del mare; e Sandro ha, in realta’, rappresentato lo sbarco della Venere a Cipro. Si tratterebbe quindi di una scena che s’ispira ad un episodio tratto dal De Rerum Natura di Lucrezio ( ma ne parlarno successivamente anche i signori Esidio, Ovidio e Polizioni…ma in realta’ anchechissenefrega..).

Partendo dalla solida base della conoscenza rivelatami da Wikipedia, ho deciso che  mi sarei fermata a leggere non piu’ in la’ delle specifiche tecniche dell’opera ( parafrasando mi esco scocciata di andare avanti a leggere) e che avrei interpretato il quadro dal punto di vista delle mie uniche, sole, (scarse) conoscenze. {Come avevo scritto nei commenti sotto un altro post, io durante l’ora dell’arte a scuola “evadevo” letteralmente dall’aula ( o con il corpo o, qualora non mi fosse possibile, con la mente. Allora conobbi i “viaggi astrali”)}

QUindi segue l(a mia) interpretazione dell’opera:

Al centro dell’opera si erge, candida e ancora ignara dell’inganno in cui e’ stata tratta, la bionda Venere. Dopo aver visto Rapunzel della Disney ha deciso, anni prima che per assomigliarle non avrebbe mai piu’ tagliato i capelli. Infatti come potete notare, ormai, le arrivano a meta’ tibia ( ma conta di farli crescere ulteriormente nonostante talvolta le risulti un po’ scomodo andare in bagno). Non essendo del tutto abituata alle nudita’, in quel frangente, e’ piu’ che mai felice di questa sua decisione e quindi ogni altro eventuale inconveniente passa in secondo piano. Essendo per necessita’ costretta a star senza vesti, infatti, la possiamo osservare servirsi delle proprie chiome per coprirsi (un pochino anche se non del tutto) le pudenda ( e diciamo che, visto che e’ palese che sia quello il suo intento, avrebbe pure potuto impegnarsi un po’ di piu’…). Sappiamo che Venere si e’ imbarcata sulla conchigliobile delle 17.24 diretta a Cipro. È partita senza vesti perche’ quella sciagurata di Diana le aveva assicurato che sarebbe approdata in una spiaggia nudisti. Diana le aveva addirittura detto che non solo i vestiti non erano necessari ma erano pergiunta sconsigliati. “Sai che culo che ti faranno se osi presentarti con la tunica?” (  e Diana non intendeva di certo “un culo” metaforico, cosi’ Venere si e’ “presa paura” e per questo ha lasciato tutti i vestiti a casa!). [Comunque poi Diana se l’e’ risa tantissimo quando ha scoperto’ che quella poverella di Venere le aveva creduto. St’infame.]

{La morale e’: Mai fidarsi. “Amici, amici  e poi t’inculano la bici”}

Sulla destra possiamo vedere gli amanti Clori e Zefiro. Sulle prime si dichiarano scandalizzati dalle nudita’ di Venere, nonostante i due siano coperti soltanto di due modeste “pezzelle”. Comunque per amor di completezza ho deciso di riportare un piccolo estratto del dialogo tra i due:download (1)

“Zefiro, Zefiro! Guarda quella senza vestiti.. che dici ti pare bella?” Esclama Clori

“Beh Clori mia Adorata, è certamente un’impudente, pero’ che posso dire…E’ senza dubbio un bel vedere… ora che me lo fai notare”

“MA come ti permetti, vile sciagurato! Lusingare un’altra!!! Ma cose da matti!!!! Dovresti avere occhi solo per me…!”

“Ma… veramente… io… volevo darti ragione…”

“La risposta corretta sarebbe dovuta essere”ma chi quella là ?! Pensavo fosse un uomo!”

Così Clori, inizia a tirat su’ una filippica infinita e Zefiro per non sentirla più le dice “sai che c’è? Mo la soffio via così questa smette di rompere!” Ed inizia a soffiare. Soffia soffia distrugge pure tutte le aiuole.  Cosi’ tutti i fiorellini che erano appena sbocciati tra i cespugli, volano via sospinti dal soffio di Zefiro.

Clori vedendo Venere resa ancora piu’ bella dal vento tra i capelli ( aveva iniziato anche a muoversi a rallentatore come Pamela Anderson in Baywatch) ed omaggiata persino dalla presenza dei fiori che le svolazzavano attorno, ormai in preda ad ira ed invidia, urla e sbotta: “MA Zefiro! Cosa fai ora? Le lanci pure i fiori?”

Zefiro nel frattempo ripercorre nelle vie della memoria, le gioie di quando era latin lover e single. E sospirando tra se e se pensa “ma chi  me lo ha fatto fare di accollarmi questa cozza?”

{La morale ha declinazione al maschile ed e’: Cari uomini considerato che ad una donna non andra’ mai bene nulla se mai costei dovesse chiedervi il parere su di un’altra, sappiate che si tratta di una trappola. Pertanto, nel dubbio, fingetevi morti}

images (2)In ogni caso, fortuna arriva La buon Ora, la migliore tra tutte le Ore: Primavera che era appena uscita da Desigual  “coprite bella de zia che pij freddo” Le dice vedendo la poverella di Venere senza vestiti. Cosi’  le butta sulle spalle una trapunta rosa con le pannoocchie disegnate ed è così che il finale è lieto.

{La morale e’: la primavera arriva sempre provvidenziale per aiutarci a nascondere il nostro sepolcrale pallore nonche’ a salvarci dalla morte per assideramento Infatti da li’ a poco sarebbe calata la sera}

Fine.