{Appunti sparsi e cronache di una neo-biciclettara} pt2

Allora, facciamo un attimo il punto della situazione: la prima volta che sono uscita in bici ho bucato entrambe le ruote, la seconda stavo per investire una signora che placida vagava sulla macchinina elettrica (e per non andarle addosso mi son fatta un livido sul polpaccio grosso come una melanzana grossa), la terza volta un cespuglio mi ha graffiata sul braccio facendomi uno squarcio di 10 cm (era un cespuglio molto aggresssivo, probabilmente parente del platano picchiatote di Harry Potter), la quarta volta tutto okè (che io sappia)… oggi…beh… oggi pedalavo tranquilla e mi è finito un piccione in faccia.

{Diciamo che se per caso dovessi improvvisamente smettere di scrivere sapete perchè…}

{TaxySun & Io}

[Appunti sparsi & cronache di una (neo)biciclettara]

  • I vantaggi di andare in giro con una bicicletta gialla: tutti ti sorridono
  • Gli svantaggi di andare in giro con una bicicletta gialla: (anche se le hai girate…)tutti continuano a sorriderti.

(Edopounpò basta però eh..)

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I miei colleghi, in barba al dignitoso nome che ho affibbiato alla mia bicicletta gialla, hanno preso (senza indugio alcuno) a chiamarla BananaBike. (Dovevo aspettarmelo che sarebbe finita così)

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Ho finalmente accettato, nonostante la sensazione alla “mi sento deficiente”, l’uso del caschetto eleggendolo come mio personale e fedelissimo REGGIFRANGIA (toh che pro che t’ ho trovato!)

[E qui mi tocca fare un piccolo excursus: dovete sapere che io e la mia frangia siamo in una relazione complicata. Io sono nata con la la frangia – e morirò con la frangia (o pelata). La visione della mia fronte è riservata solo a persone di ESTREMA fiducia. Invero gli altri dicono io abbia una fronte normale ma penso che sia solo perchè non gliela ho mostrata bene perchè a me pare che ci si potrebbero parcheggiare gli aerei (infatti, già, quando da piccola mamma, imboccandomi, mi diceva facendo fare le evoluzioni al cucchiaino” arriva l’aereoooo, apri l’hangar” …io non aprivo la bocca: sollevavo la frangia). In una relazione amorosa un partner vede di me la fronte come ultimaultimissima parte del mio corpo (se il mio partner mi dicesse “mandami una foto sconcia” il picco dell’osè, per me, sarebbe un selfie mentre tengo la frangia sollevata). Difatti per me la scoperchiatura della fronte è un gesto sacro che mi costringe ad accantonare il pudore! Nonchè atto d’ estremo affidamento e attestazione di stima -vieppiù che solo in 2 han ricevuto st’onoreficenza!-)].

Insomma il casco mi tiene la frangia ben ancorata in testa, è un rimedio contro il vento che c’è qui a Perth (che qui siamo in una delle città piu ventose al mondo) (e contro la mia folle velcità di cui parlerò nel prossimo capoverso) (e se c’è caldo mi fa sudare in modo che si appicchi per bene e non la si scolla più). MERAVIGLIOSO!

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Oggi ero là con il mio rapporto basso, in salita (persino le formiche mi sorpassavano) e facevo una fatica atroce. Ansimavo, boccheggiavo, traballavo, (avevo le allucinazioni, sentivo le voci..meditavo di convertirmi al culto del principe Filippo* o di entrare a far parte della chiesa maradoniana**) e pensavo mazza quanto è tosta sta salitaaa… poi, ad un tratto, un signore sugli 80 anche lui in bici, tranquillo, tranquillo mi sorpassa senza mostrare il benchè minimo segno di stanchezza. Mi bypassa, mi umilia, e fugge via. Beh sarà un superuomo, unatantum può accadere che si incrontrino questi Spartan Granny…

Poi niente…poco dopo ero sul rettilineo, convinta di stare andando più veloce della luce. Ero cosi orgogliosa di me. Pensavo Superatemi ora! Provateci!!! MUAAHAHAHA….ed un altro signore (questo avrà avuto 100’anni) mi sfeccia accanto facendomi letteralmente mangiare la propria polvere. Cerco di accelelare per riprenderlo (e recuperare dignità) in preda ad un moto d’orgoglio, metto la Sesta, mi alzo in piedi per far più peso e poter godere dell’ abbrivio, ma mi esce uno sprint che sa di flop e niente, l’abbrivio è molto ab-breve e spero che nessuno mi abbia vista…

Okay non siete voi, sono io.


**Stando ad una leggenda tramandata dalla tribù Yaohnanen (popolo d’un piccolo arcipelago del Pacifico) il figlio di uno spirito intraprese un lungo viaggio via mare per raggiungere una lontana isola ed unirsi in matrimonio con una donna molto potente. Tutto bene… almeno sino a quando non si scoprì che la tribù avrebbe riconosciuto questo personaggio “mistico” in nientepopò ci meno che: nel Principe Filippo, Duca di Edimburgo e marito della regina Elisabetta (protagonista pure di diverse gaffe in giro per il mondo). Proprio da questi presupposti nacque, ormai 50’anni fa la religione che venera Filippo come una divinità. Filippo è al corrente dell’esistenza di questo movimento e porta avanti i contatti con isuoi fedeli (che soni oltre 5000!).

**Questa religione è nata il 30ottobre ’98 (giorno del trentottesimo compleanno di Diego Armando Maradona) quando due giornalisti argentini, per burla iniziarono a festeggiare il giorno della nascita di Maradona come fosse Natale. Il maradonianesimo è visto come un tipo di sincretismo, basato silla passione per il gioco del calcio di cui Maradona è simbolo consacrante. Ciò giustifica il fatto che la divinità in questione non sia immateriale ma, al contrario sia un essere umano tra gli uomini, fatto di ossa e carne. Un semplice mortale che gioca a calcio…ma in maniera divina! Ciò consente la coesistenza con il cristianesimo (religione ufficiale professata dalla maggior parte degli adepti al Maradonianesimo) con cui, questo culto, infatti, (a loro dire) non entra in conflitto. L’inizio dell’era Maradoniana viene fatta coincidere con l’anno 1960, anno della nascita di Maradona, considerato “anno zero”. Il 2018 è quindi considetato il 58 D.D. (Dopo Diego). ATTUALEMTE la chiesa conta 80mila seguaci in più di 60 paesi al mondo con una piccola cappella a Napoli. DIO creò Maradona e vide ch’era cosa giusta…. 

{Del fatto che non tutte le pompe siano uguali}

[Perchè un giorno scopri che ci sono pompe e pompe]

Allora, diciamo che questo mio rapporto con la bicicletta è così burrascoso ed altalenante che potrebbe ispirare una nuova stagione di Beautiful. Vista la sfiga colossale della mia prima uscita con TaxySun ho pensato bene che fosse il caso di procurarmi una pompa portatile da appiccicare da qualche parte (perchè è evidente che una pompa possa sempre servire). Nel supermercato economico c’era solo una pompona da $3 dollari senza i cosi per tenerla ancorata al telaio (e non c’erano aggeggi che servissero allo scopo che io mi stavo prefissando. Certo, a meno di tenerla, poco elegantemente, legata con degli elastici al portapacchi). Decido così di recarmi in un negozio specializzato, ma appena entro e mi avvicino al reparto pompe vengo aggredita dal commesso che, subodorando la polla, mi si avvinghia addosso come una faina e, puntanto alla mia giugulare, per potermi spolpare, mi domanda con l’occhio luccicante di che cosa io avessi bisogno. In quel momento ho un flash. Vedo la me stessa del futuro che esce dal negozio con 4 pompe, 3 biciclette nuove, 6 sellini, le manopole con i fiori, 5 borsoni portapacchi e altri oggetti di cui non conosce nemmeno lo scopo. Così Sfodero la mia espressione più convinta e, per evitar razzie e imbarazzi, gli dico ringraziandolo, che sono a posto, perchè ( gli faccio intendere) di pompe ne capisco (ne ho già una a casa!). Passo un buon quarto d’ora a guardare le pompe, credendo (ingenuamente) che la scelta fosse tra dimensione, colore e design…poi mi decido. Opto per una pompettina nera piccolina, carinissima. Costa $39.90 e per usare un francesismo: sticazzi! (ed è pure tra le più economiche!) Penso: “potrei agganciarla al cestino” mi pare comoda, elegante e discreta (manco fosse un assorbente..). La prendo! Così decisa mi reco alla cassa con fare consapevole. “Prendo questa pompa!”, pago e dignitosamente me ne vado pensando che il commesso dovesse aver pensato io fossi un’esperta di biciclette. Ovviamente arrivata a casa la prima cosa che faccio è agganciare la mia pompettina al cestello. Faccio un passo indietro, la guardo, và che meraviglia! Ma vogliamo vedere se funziona pure? Massì dai!

E nulla.. poi levo il tappino della ruota e faccio per infilare la pompetta nel buco e….mi rendo conto che pompina ha il beccuccio troppo piccolo (ed è pure un pò sfittica)… aaaah ecco cosa erano tutti quei numerini sulla confezione! Si ma non potete scrivere “pompa dal buco piccolo” “non adatta a buchi grandi”?

Morale: Oggi ho imparato che non è la lunghezza della pompa a contare ma le dimensioni del buco.

{TaxySun}

Sono mesi che mi guardo attorno, finalmente decisa a comprare una biciletta. Avevo preso l’abitudine di consultare giornalmente un sito di annunci online alla ricerca di qualche buon affare. La attendevo manifestarsi ad ogni caricamento della pagina.  Avrebbe dovuto possedere i seguenti requisiti: usata come nuova, che mi colpisse in design ed inserita in un giusto rapporto qualita’/prezzo ( chiedevo forsetroppo?). Ma il tempo passava e Lei non appariva, cosi’ ho deciso che l’avrei comprata nuova. Le alternative parevano essere due: andare da un rivenditore di biciclette e pagarla $600-$800 o andare da Target e comprarla a $180. Ovviamente non ho dovuto rifletterci molto: Target tutta la vita. Vado nel negozio e la vedo: gialla! Bella come il sole. Cestino, porta pacchi, campanello, 6 marce….tutto meraviglioso… peccato che te la vendessero da assemblare. Comunque ormai avevo deciso che sarebbe dovuta essere lei e cascasse il mondo me la sarei portata a casa. Quindi okey spendiamo questi 180dollari piu’ 3 giorni della mia esistenza e tutte le mie energie mentali per assemblare la bici nuova. Ne varra’ la pena.

 

Massi’, leviamo pure gli adesivi con su scritto Cyclope ( che nome orribile per una marca) sostituiamoli con adesivi piu’ adatti – perche’ e’ una cosa fondamentale che tu mia cara sia anche bella-. Scelgo 3 cactus e qualche altro arzigogolo qua e la’ giusto per personalizzarla un po’. Okey sono soddisfatta, ora non mi resta che trovarle un nome: gialla come…come…..come un taxi! La chiamo Taxy…. TaxySun. Andata. img-20180319-wa0001-012046555633.jpeg

Compro anche un caschetto ( perche’ qui e’ obbligatorio). Mi sento un po’ una mongoloide ma..in teoria dovrebbero indossarlo tutti. Mio padre mi guarda e per farmi coraggio mi dice: ” con quel coso in testa sembri un po’ ritardata”. Grazie Papy, ora mi sento meglio. Dopo tanta attesa e tutte queste tribolazioni finalmente poi sono pronta per il mio primo giorno di lavoro… in bici! Ciao ciao Autobus. Per me inizia una nuova vita! Comoda, economica, fit, ecologica e…giallo sole. Indosso il mio caschetto da ritardata e monto in sella a TaxySun. Sento gia’ che siamo un duo invincibile. Prode cavaliere da strada e fido giallo destriero. Passo tra la gente e mi rendo conto che con il mio mezzo color canarino attiro l’attenzione dei passanti. Ma non hanno mai visto una bicicletta gialla? Un paio di ragazzi mi urlano ” ehi miss on the bikeee”, un signore mi incrocia e mi fa un sorriso a 23 denti ( alcuni gli mancavano ma apprezzo lo sforso), altri due signori mi urlano “ehila’ SunGirl”. Non so se sentirmi imbarazzata o cosa…opto per l’ ” o cosa”, brobabilmente io e la mia bicicletta emaniamo radiosa luce questa mattina. Massi’, che guardino! Oggi sorridero’ al mondo! Illuminero’ la mattinata di qualcuno sorridendogli perche’ oggi e’ una giornata meravigliosa ed io amo il giallo sole! Felice giorno a te! Felice giorno anche a te! Che poi non e’ troppo male indossare il caschetto. Mi sento una motociclista. COsi’…libera e felice, con il veno tra i capelli sorrido e sorrido…mentre veloce sfreccio sulla strada e faccio slalom tra macchine e passanti. Felice giorno a te, Felice giorno anche a te! Immagino di lasciarmi alle spalle una scia dorata, come un’aura felice che si appiccica ai passanti, come un piccolo dono d’energia positiva. Il sole tiepido del mattino che mi accarezza le guance ed io mi sento in pace come non mi succedeva da un bel po’…Felice giorno a te! Felic….

MA ( perche’ c’e’ sempre un ma…)

ma…. ad un tratto mi accorgo che la pedalata si fa lenta, che succede? Sono cosi’ fuori forma da non riuscire piu’ a resistere per 30 minuti di biciletta? Non capisco. Le falcate diventano sempre piu’ dure. Scalo la marcia per lenire la fatica. Eppure non mi pare di essere in salita..macheccazz… possibile che …? Ma no dai. Scendo tasto la ruota un po’ sgonfina ma e’ okey. Saro’ in salita e non me ne rendo conto, riproviamo. Le gambe sfozano e premono sui pedali mentre le ruote, come fossero incollate a terra non scorrono piu’ agili e scattanti. La ruota saltella. No, qualcosa non va. So gia’ quale e’ il problema ma non voglio crederci. Mi fermo…palpo la ruota e, come mi aspettavo, la trovo totalmente a terra. Intanto il sole si e’ alzato e mi batte sulla faccia. Le labbra mi si sono seccate. La bicicletta prima rapido mezzo diventa un peso da trascinarmi dietro. Le gambe mi si fanno pesanti e la strada davanti a me e’ lunghissima e lentissima. Ad ogni passo sento il mio idillio svanire e il mio sorriso tramutarsi in un arcigno broncio. Incrocio i passanti che mi fissano, domandandosi perche’ vado a piedi ed io ricambio ringhiando. E con questo caschetto calcato in testa schifoso giorno a te! Schifoso giorno anche a te! No, nn me lo levo per punizione. Lo tengo in testa lo stesso solo perche’ mi va. Anche se fa caldo e mi sta sudando la fronte sotto la frangia che mi si arriccia. Massi’ guardatemi, mentre percorro la via della vergogna, con il mio caschetto da ritardata. Schifoso giorno a te! E la mia scia oro e’ diventata nera mentre io sono ancora a meta’ strada, non posso prendere l’autobus con la bici e non posso lasciarla in mezzo alla strada.  Schifo giorno a te. Cosa tiguardi? Cosi’, sotto gli ormai 34 gradi di quel sole gia’ battente, in ritardo, vestita di nero, con la borsa del pc che mi affonda nella spalla, sindonata, trascino la mia croce: TaxySun su per la strada. In salita. Schifoso giorno a te. E anche a te. Ho pure dimenticato di mettere il deodorante.

TaxySun, ti dico gia’ che non e’ stato un buon inizio. Shifoso giorno a noi TaxySun.