Il senso {della farina}

Io penso che ci sia qualcosa di magico nel mettere le mani in pasta, quando assembli tutti gli ingredienti e puoi sentire la consistenza della materia che cambia sotto i polpastrelli. La percepisci mutare, diventare compatta. Si altera e… *puff* improvvisamente prende vita. Il cambiamento è graduale ed impercettibile. È difficile stabilire l’esatto momento in cui l’impasto è cambiato ma d’un tratto realizzi che è così, la metamorfosi è avvenuta. I singoli ingredienti sono diventati parte di un tutto ma al contempo vanno oltre il tutto stesso. Impastare ha qualcosa a che fare con la creazione, è come un miracolo in grado di animare la materia, un prodigio capace di darle un senso. A che servirebbe una manciata di farina di per se stessa? Chi mangerebbe mai sale a cucchiaiate? Chi mai si sfamerebbe di sola acqua? Ma insieme… oh insieme! Mescolali insieme ed avrai qualcosa di {stra}ordinario: la pasta.

Nuvole di farina e quintali di pasta

Pasta tricolore {uovo, barbabietola e spinaci}

Pasta D’unicorno

Annunci

{Due Giri a ritroso}

Avete presente le vecchie musicassette? Io avevo un mangianastri un pò difettoso, il tasto REW spesso si incastrava quindi, se dopo aver ascoltato un brano desideravo risentirlo. dovevo solo procurarmi una penna oppure potevo usare un dito: il mignolo. Lo infilavo in uno dei due buchi, quello a sinistra, e riavvolgevo il nastro di qualche giro. Forse, se ero fortunata gia’ al primo tentativo beccavo il punto giusto. Era come infilare una chiave in una toppa magica. Due giri a ritroso e l’incantesimo era pronto: la mia canzone preferita si riproponeva di nuovo.

[Un giro a ritroso]

(e’ il giorno in cui riparto dall’Italia) Sospiro con un groppo i gola che sa di feroce nostalgia. Scendo dall’aereo. I miei genitori mi salutano per l’ultima volta. Mi assare il senso di colpa. Mia madre ha le lacrime agli occhi. Ora prendiamo la valigia e la mettiamo nel baule. Ora la macchina va verso a casa e siamo tutti silenziosi perche’ sappiamo che passera’ un anno prima di vederci di nuovo. Ora siamo a casa. Io apro la valigia e spargo le mie cose in giro per la mia vecchia camera. Sono spaventata ed eccitata per la partenza, come ogni volta. Ora e’ mattina ed io mi metto a dormire. Mi sveglio che e’ sera, la sera prima della partenza, e’ l’ultima con loro prima che io riparta.

[Due giri a ritroso]

(e’ il giorno in cui riparto da te) Sono in stazione le gambe sono pesanti, il pavimento sembra fatto di sabbie mobili in cui sento affondare i piedi ad ogni passo. So che ormai non posso piu’ tornare indietro. Mi sento come se mi avessero strappato un pezzo di cuore. Salgo sul treno. Mi addormento e quando mi sveglio mi calmo. Gli occhi iniziano a smettere di lacrimarmi. Mi sento in imbarazzo e spero che nessuno degli passeggeri mi noti mentre vedo il treno avvicinarsi alla stazione ed io la osservo l’ultima volta. Tu sei la’ sulla banchina e diventi sembre piu’ dettagliato man mano che il treno procede a ritroso verso di te. Ora il treno e’ fermo ed e’ l’istante prima della partenza. Io e te ci guardiamo dal vetro, tu sei la’ a mezzo metro da me ed io non posso toccarti. Ora sto scendendo dal treno e mi lascio avvolgere dalle tue braccia, e’ l’ultimo momento con te prima che io riparta.

{Un giro a ritroso.

Due giri a ritroso. 

E l’incantesimo e’ pronto}