{My World Award}

La Strega, con questo TAG, ci ha portati a fare un altro giretto nella sua mente e nei suoi ricordi, cosi’ , dopo aver letto il suo post ed aver appreso della nomina, mi associo e prendo parte a questo divertente gioco per trascinarvi un po’ anche io nel mio mondo.

Le Regole sono le seguenti:

  • Nominare chi ti ha nominato
  • Rispondere alle domane
  • Rilanciare la sfida ad altri 10 blogger ( e metterli al corrente)

Ora passiamo alle Domande:

Un ricordo improvviso che riaffiora nella tua mente?

Avevo deciso. Quella mattina lo avrei fatto. Non avevo mai saltato la scuola senza il permesso dei miei genitori ma quella mattina lo avrei fatto. Quel giorno fu anche quello in cui presi per la Prima volta un treno da sola. Frequentavo le scuole superiori del mio paesello immerso nel Parco del Ticino. Avevo 17’anni. In stazione parcheggiai la biciletta dietro ad un cespuglio affinche’ nessuno potesse vederla. Circospetta mi guardavo attorno per scongiurare che visi noti potessero identificarmi. A ripensarci ora dovevo chiaramente avere dipinta in viso l’espressione di qualcuno che sta facendo qualcosa che non avrebbe dovuto fare. Avevo il cuore che palpitava fortissimo e nelle gambe come un formicolio, una strana eccitazione mescolata a paura di essere scoperta. Dopo aver fatto il biglietto per Milano il treno arriva ed io ed il mio zainetto turchese con le impronte di zampette di cane disegnate sulle bretelle ci arrampichiamo su quegli scalini altissimi mentre. la gente. spingendo, spingendo, butta sul vagone anche me. Non si cambia piu’ idea. Le porte si richiudono alle mie spalle e a quel punto e’ definitivo, e’ fatta. Non si torna indietro. La mia prima “bigiata”. Mi siedo nel vagone piu’ vuoto che c’e’, tiro un sospiro immenso e sprofondo nel sedile con lo zaino in grembo. Lo cingo con entrambe le braccia, come fosse un peluches. Ora siamo solo io e me. Respiro Liberta’, per la prima volta in vita mia.

Un complimento che hai particolarmente apprezzato nella tua vita?

Non lo posso negare: i complimenti mi piacciono. Pero’ non so mai come reagire quando me ne viene rivolto uno. SOlitamente mi si dipinge in visto l’espressione ( decisamente ebete) da Mammolo dei sette nani, bofonchio qualcosama solo per far rapidamente virare il discorso verso altro.

downloadPero’, ad essere onesta, non e’ mai il complimento in se a lusingarmi davvero, piuttosto vi sono complimenti che seppur gracili e mingherlini, possono essere rivolti da persone date le quali, quell’apprezzamento sfittico ha piu’ valore di altri complimenti che, nonostante immensi ( o forse proprio perche’ smisurati) sono chiaramente fatti da individui che: si complimentano con tutti ( e chi si complimenta troppo con tutti, a mio avviso, non apprezza realmente nessuno), si complimentano per essere complimentati a loro volta, o ti “allisciano” per poter ottenere anche qualcosa in cambio. Quindi per sintentizzare per me non conta mai il contenuto del complimento bensi’ CHI lo rivolge ( e le intenzioni che, tra le righe, e’ possibile intuire).

La cosa piu’ improponibile e divertente che hai fatto da ubriaco?

La premessa e’ che la mia tolleranza all’alcohol abbia una soglia minima imbarazzante. Non bevo mai molto e soprattutto non mi capita quasi mai di bere, pero’ mi e’ capitato di ritrovarmi ubriaca. Mezzo bicchiere di un qualunque prodotto alcoholico e’ decisamente in grado di portarmi in uno stato abbastanza alterato.  L’effetto specifico che ha su di me anche la piu’ piccola quantita’ di alcohol e’ una logorrea che mi prende quasi fulminante, come una botta improvvisa che mi colpisce tra capo e collo. Divento un fiume di parole in preda al quale mi scopro capace di argomentare anche su questioni delle quali non so assolutamente nulla ( e sono in grado, persino, di comunicare in lingue sconosciute…a me e alla razza umana tutta). Un episodio alquanto divertente, e decisamente imbarazzante, che invero non ricordo perche’ mi venne raccontato da terzi ( = la mia miglio amica P. perche’, probabilmente la mia dignita’ coadiuvata dall’acohol ha obliato l’episodio) fu quando, in una serata estiva, stavo trascorrendo placidamente la serata in una specie di pub con P. e mi venne servito un cocktail decisamente troppo forte per la mia esile personcina. Essendo una roba dolce e fresca, scendeva giu’ che era una meraviglia, cosi’ penso di averlo tracannato tutto come fosse un bicchiere di succo di frutta. Dopo una ventina di minuti pero’ mi deve essere presa una botta terribile perche’ ho iniziato a straparlare. In quella veniamo agganciate da un paio di baldi giovini ed io, vedendo che sulla maglia di uno si questi c’erano dei peli di cane, gli domando del suo cane e poi,  senza nemmeno aver ascoltato la risposta, inizio un discorso strampalato che verteva sull’ ” alternativo utilizzo dei peli dei cani”. La mia teoria era che fosse un peccato che tutti quei peli venissero sprecati, Piuttosto, dicevo sarebbe stato bene riutilizzare quelle fibre animali, ad esempio facendone buon uso nel settore tessile. Cosi’ “se tutti quanti potessero fare dei sacchetti di peli, le fabbriche potrebbero ricomprarli a peso dai proprietari di cani…ma, a dire il vero anche di gatti e conigli…ma anche peli umani! e cosi’ potrebbero avere le materie prime per produrre pellicciotti, coperte, parrucche etc…Perche’ e’ un peccato che vegano sprecati!” Dicevo. Quello che aveva puntato me ( a ripensarci ora non so come non abbia fatto a non sentirsi inquietato) si fingeva interessato. Il punto e’ che piu’ parlavo piu’ mi sentivo annebbiata, l’effetto non si dileguava. Arriva il momento di andarcene e i baldi ci scortano fuori, io inciampo e mi si rompe tacco. Mi ritrovo seduta per terra e tutti a ridere come ebeti. Uno dei Baldi, che chiameremo Ubaldo perche’ come si chiamasse nessuno se lo ricorda, a quel punto mi solleva di peso e mi accompagna sino alla macchina della mia amica. Durante il tragitto io continuavo a ripetergli ” Promettimi che non butterai mai piu’ via i peli del tuo cane! Promettimelo!” E lui me lo promise. Non ci siamo piu’ rivisti ma sono certa che se qualcuno da allora ha fatto fortuna riciclando i peli dei cani, quel qualcuno porta sicuramente il nome di Ubaldo.

La scala di priorita’ che ti sei dato e sulla quale basi la tua vita?

Io non ho una scala, ho una sola priorita’: cercare di essere felice. La felicita’ per me e’ come acqua: scorre plastica e cangiante, prendendo la forma del suo contenitore. Ad ogni fase della vita le cose che ci rendono felici hanno un aspetto diverso, cosi’ cio’ che ti rende felice ad un’eta’ e’ differente rispetto ad un’altra. Potrei dire che ora la mia felicita’ potrebbe avere la forma di un amore appagante, di un lavoro gratificante, di figli. Pero’ la trovo, fortunatamente, anche in cose piu’ piccole: affondare nel divano dopo una giornata stancante,  un buon caffe’, una giornata di sole…ed in questo mi sento fortunata perche’ e’ come avere le chiavi della tua vita in tasca.

Il tuo senso preferito?

Non devo pensarci nemmeno un secondo: la vista. Quasi tutte le cose che adoro fare coinvolgono questo senso e sarebbe l’unico senza il quale mi sentirei davvero incompleta. Potrei rinuciare a parlare a sentire, ma non potrei mai fare a meno dei miei occhi.

Una parola preferita?

La mia parola preferita e’ il termine inglese PETRICHOR che si usa per indicare il profumo di pioggia sulla terra asciutta. Con questa parola descriverei la mia persona.

Un Sogno nel cassetto?

La vertia’ e’ che di sogni nel cassetto ne ho messi cosi’ tanti che adesso, quelli del passato, sono tutti incassati la’ spiegazzati, ammuffiti, ammassati l’uni sugli altri informi. Per questo ho smesso di infilarli nei cassetti perche’ una volta la’ poi non li recuperi quasi piu’. Passa il tempo ed il sogno cambia o diventa inattuale ed inattuabile.

La cosa che piu’ vi annoia di una persona?

Non ci sono caratteristiche specifiche che mi creano noia. Vi sono piuttosto delle specifiche persone che con tutto il loro essere mi creano noia. Rare ma ci sono.

In questo periodo ti sei reso conto di aver perso?

Tempo e spensieratezza. E dire che accostare questi due termini mi pare un paradosso perche’ il primo mi indurrebbe a programmare il secondo a vivere d’attimi. Dovrei accettare e trovare un compromesso tra questi due stati, forse.

[Sperando di far cosa gradita]
Sarei curiosa di leggere le risposte di:

 

-Sara

-Cuore rotante

-NeoGrigio

– Maria

-AleMarcotti

-Adriano

-Marco

-Demonio

-Evaporata

-Gioma59

-LePerlediR

-Lalesbicatardiva

ah! HOps siete gia’12… avevo in mente anche altri nomi pero’ sono tanti e soprattutto alcuni non li ho nominati perche’ non mi sembrano propriamente “tipi da tag”, comunque chiunque voglia unirsi e’ il benvenuto!

 

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