{26th January 2018}

{Australia Day}

Aussie, aussie, aussie! Ohi-ohi-ohi!

Eh niente volevo solo ricordare che Australia day è definito “invasion day” o “survival day” dagli aborigeni, in riferimento alla decimazione dei loro antenati, alle confische di terre e alla distruzione della loro cultura seguite all’arrivo degli Inglesi (e si può, forse, dar loro torto?)

In questo giorno: i coloni ridono, gli aborigeni (ancora) piangono… ma per fortuna per tutti quanti finchè c’è birra c’è speranza!

{Ohi-ohi-ohi!}

{Il Viaggio}

Pensi davvero che la felicita’ sia altrove?

Ma hai una vaga idea di quante meraviglie si annidino nel tuo piccolo giardino?

Io oggi sono scesa sotto casa e sono rimasta sopraffatta dalla bellezza.

 

 

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{Le Onde dell’oceano}

 

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{La fiamma di un focolare}

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{una medusa}

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{Montagna al tramonto}

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{Veliero dalla vela rossa}

 

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{Pinna di squalo}

 

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{cumulonembi gialli su prateria}

 

E tu cosa vedi?

 

 

 

{Ephemeroptera}

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La malinconica poesia della Natura delle cose

Lei vive sulla superficie di un corso d’acqua dolce e, talvolta, piuttosto che volare preferisce farsi trasportare dalle correnti.

 

Per fare un paragone possiamo dire che Lei assomigli ad una piccola libellula. Appartiene all’ordine degli Emimetaboli, ossia e’ di quegli insetti che, come le farfalle, subiscono un processo di lenta e graduale trasformazione  metamorfica in fase post-embrionale. E’  detta Neanide quando nasce (la prima volta). Dopo un primo primordiale sviluppo, dopo che tutto si e’ giustapposto confabulando misteri, celato al riparo di una piccola perla, accade, d’improvviso…il soffio di vita. Solo allora, premendo contro le pareti e dimenandosi con tutta la forza che scopre di possedere, frattura la barriera che la separa dal mondo e, creandosi un varco, si libera dell’involucro protettivo dell’uovo. Sileziosa, talvolta impietosa ma carica di speranze e’ questa prima fase: da larva si nutrira’ di alghe, respirera’ nell’acqua tramite tracheobranchie, e sospinta dal solo istinto cerchera’ di lottare per la propria sopravvivenza sognado di riuscire a diventare adulta. Nello stadio Ninfale, poi, si diporra’ per divenire l’essere che e’ in potenza. Da goffo animaletto sospeso tra acqua e terra, attendera’ paziente sino a che non sfarfallera’ abbandonando il vecchio incolucro, finalmente libera di librarsi in aria. Si mostrera’, pero’, al mondo dopo molti mesi da ninfa.  Solo quando il nuovo vestito sara’ pronto, e solo allora, con piu’ matura vitalita’ e rinnovata consapevolezza, di nuovo, come la prima volta, si dimenera’ e spingera’ contro quella stretta costrizione di un guscio divenuto ormai troppo piccolo sino a che, come un miracolo di seconda nascita non fratturera’ quell’ultima barriera che la separa dalla schiavitu’ di acqua e terra. La sua sola forza di volonta’ e il suo spirito di vita le doneranno finalmente le chiavi del cielo. Svincolatasi dell’esoscheletro che, come un secondo uovo, ma terza casa, l’ha protetta e cullata mentre cuciva le proprie ali in segreto ora, e solo ora, e’ finalmente libera di volare. Ma…non ha percorso tutta quella strada, ne’ fatto tutta quella fatica per arrivare a toccare il cielo, lei vuole arrivare oltre. Infatti la mattina in cui dispiega le ali per la prima volta scopre anche che volare non e’ il suo scopo. Le ali sono trasparenti e ricche di venature ma piccine. Vista la ridotta apertura alare sa da subito di essere un cattivo volatore; lo avverte dalla fatica che sperimenta quando  cerca di librarsi in aria per un tempo troppo prolungato. Sente che non puo’ compiere lunghe distanze e che, volando, non andra’ mai troppo lontano (ma a dire il vero, nemmeno le importa granche’).  Questo insetto infatti e’ l’unico caso nella sua categoria a fare una ulteriore muta dopo lo stadio alare. Anche con le ali Lei e’ solo sub-immagine ( questo e’ il termine tecnico) e i suoi colori sono ancora opachi. Dismesse le vesti da ninfa, le ci vogliono ore prima di raggiungere lo stadio definitivo per trasformarsi da sub-immagine ad immagine vera e propria di se stessa. Tutta la sua esistenza, tutti quegli anni di preparazione e metamorfosi sono finalizzati e protesi, infatti, al dispiegarsi di un unico obiettivo: piu’ in alto del cielo Lei punta all’amore. Pero’, dopo tanto tempo vissuto in stadi solo pre-immaginali quando, raggiunta la piena maturita’ sessuale, puo’ filnalmente dirsi pronta a fare l’unica cosa per la quale sente di essere nata,  accade che a quel punto giuga amara e triste una feroce consapevolezza: che il tempo a sua disposizione e’ assai breve.

L’apparato boccale in questo ultimo stadio e’, infatti, atrofico questo significa che una volta raggiuto l’ ultima fase essa e’ immediatamente la definitiva dal momento che gli esemplari adulti, a quel punto, non possono piu’ nutrirsi. Difatti questo insetto e’ stato chiamato, non a caso Effimera (Ephemetoptera); dal greco ephemeros che significa “vivere un giorno”. Un giorno: questo e’ il tempo massimo che, la natura, con la sua curda ironia, le ha concesso di stare in vita nel momento di piena maturita’.

Cosi’, dopo essersi predisposta una vita intera all’amore, l’Ephemeroptera quando finalmente e’ pronta a donarne e a riceverne in un giorno solo si consuma, forse consuma l’amore, ed infine muore. Una vita caduca, che la vede pronta ad essere tutto cio’ che si era preparata per essere, per un tempo talmente breve da poter sembrare illusorio. Una esistenza paradosso che la porta poi, nel momento immediato in cui diviene tutto cio’ che doveva essere a… smettere inevitabilmente d’essere.

{L’Ephemeroptera non (ri)nasce per volare, nasce per amare…e solo talvolta ci riesce}

  • immagine presa da internet