{Appunti sparsi e cronache di una neo-biciclettara} pt2

Allora, facciamo un attimo il punto della situazione: la prima volta che sono uscita in bici ho bucato entrambe le ruote, la seconda stavo per investire una signora che placida vagava sulla macchinina elettrica (e per non andarle addosso mi son fatta un livido sul polpaccio grosso come una melanzana grossa), la terza volta un cespuglio mi ha graffiata sul braccio facendomi uno squarcio di 10 cm (era un cespuglio molto aggresssivo, probabilmente parente del platano picchiatote di Harry Potter), la quarta volta tutto okè (che io sappia)… oggi…beh… oggi pedalavo tranquilla e mi è finito un piccione in faccia.

{Diciamo che se per caso dovessi improvvisamente smettere di scrivere sapete perchè…}

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{Del fatto che non tutte le pompe siano uguali}

[Perchè un giorno scopri che ci sono pompe e pompe]

Allora, diciamo che questo mio rapporto con la bicicletta è così burrascoso ed altalenante che potrebbe ispirare una nuova stagione di Beautiful. Vista la sfiga colossale della mia prima uscita con TaxySun ho pensato bene che fosse il caso di procurarmi una pompa portatile da appiccicare da qualche parte (perchè è evidente che una pompa possa sempre servire). Nel supermercato economico c’era solo una pompona da $3 dollari senza i cosi per tenerla ancorata al telaio (e non c’erano aggeggi che servissero allo scopo che io mi stavo prefissando. Certo, a meno di tenerla, poco elegantemente, legata con degli elastici al portapacchi). Decido così di recarmi in un negozio specializzato, ma appena entro e mi avvicino al reparto pompe vengo aggredita dal commesso che, subodorando la polla, mi si avvinghia addosso come una faina e, puntanto alla mia giugulare, per potermi spolpare, mi domanda con l’occhio luccicante di che cosa io avessi bisogno. In quel momento ho un flash. Vedo la me stessa del futuro che esce dal negozio con 4 pompe, 3 biciclette nuove, 6 sellini, le manopole con i fiori, 5 borsoni portapacchi e altri oggetti di cui non conosce nemmeno lo scopo. Così Sfodero la mia espressione più convinta e, per evitar razzie e imbarazzi, gli dico ringraziandolo, che sono a posto, perchè ( gli faccio intendere) di pompe ne capisco (ne ho già una a casa!). Passo un buon quarto d’ora a guardare le pompe, credendo (ingenuamente) che la scelta fosse tra dimensione, colore e design…poi mi decido. Opto per una pompettina nera piccolina, carinissima. Costa $39.90 e per usare un francesismo: sticazzi! (ed è pure tra le più economiche!) Penso: “potrei agganciarla al cestino” mi pare comoda, elegante e discreta (manco fosse un assorbente..). La prendo! Così decisa mi reco alla cassa con fare consapevole. “Prendo questa pompa!”, pago e dignitosamente me ne vado pensando che il commesso dovesse aver pensato io fossi un’esperta di biciclette. Ovviamente arrivata a casa la prima cosa che faccio è agganciare la mia pompettina al cestello. Faccio un passo indietro, la guardo, và che meraviglia! Ma vogliamo vedere se funziona pure? Massì dai!

E nulla.. poi levo il tappino della ruota e faccio per infilare la pompetta nel buco e….mi rendo conto che pompina ha il beccuccio troppo piccolo (ed è pure un pò sfittica)… aaaah ecco cosa erano tutti quei numerini sulla confezione! Si ma non potete scrivere “pompa dal buco piccolo” “non adatta a buchi grandi”?

Morale: Oggi ho imparato che non è la lunghezza della pompa a contare ma le dimensioni del buco.