Sara’ l’aurora? {#NeverDoneList}

[In risposta al polacco Neogrigio  la mia #NeverDoneList]

Dopo aver letto del tag ed aver appreso della nomina, invero, ieri ho passato piu’ o meno tutta la giornata a farmi un’analisi di coscienza. Sara’ anche perche’ siamo vicini a Natale, quindi si va in rapida discesa verso gli sgoccioli dell’anno ed e’ tempo di {s}bilanci. Sara’ che mi sto rendendo conto che tutti i propositi dell’anno che sta finendo verranno automaticamente rinnovati come buoni propositi per l’anno che verra’ ,tali e quali, copy&paste ( e sara’ anche che sto iniziando a rendermi conto che questa promozione  non e’ a costo Zero)…insomma sara’ una di queste cose ( o saranno tutte queste cose messe insieme) ma di certo questo TAG mi piace perche’ mi pare sia capitato proprio al momento giusto. Giusto dell’anno, giusto in questo istante della mia esistenza o forse giusto in generale e basta, perche’ talvolta e’ bene farsi due domane ( e cercare di darsi mezza risposta, anche scalcagnata). Cosa ho capito da tutto questo autointerrogami? Non granche’ ad essere onesta. Nessuna luce in fondo al tunnel, nessun Nirvana in terra… ma qualcosa l’ho capito! Ho capito che, in fin dei conti, sono parecchie le cose che ho fatto; e dal basso delle mie aspettative preventivanti, sulla scia della mia attitudine da realista(pseudo-pessimista), se ci penso, sono anche piu’ di quelle che avrei mai potuto immaginare sino a qualche anno fa. D’altro canto mi rendo, pero’, conto che sono parecchie anche le cose che non ho mai avuto il coraggio, il tempo o la voglia di fare (o i soldi). Ho capito, ahime’, che ho perso molto tempo nel fare cose inutili, che ho fatto cose che non avrei mai dovuto fare e che le occasioni perse sono perse per sempre ( al massimo ne potrai trovare altre, ma loro non saranno piu’ le stesse – e nemmeno tu). Talvolta mi sveglio carica di tanti buoni propositi e poi mi lascio trascinare pensando “ma si’, c’e’ tempo” (ma c’e’ davvero?). Ho capito che sono una procrastinatrice nata, un’indomita pigra, medaglia d’oro del “LofaccioDoMai”. Ed ho anche capito ( finalmente a pieno) che tutto il tempo che ho buttato, che butto ( e che nonostante io abbia “capito” continuero’ a buttare) non tornera’ piu’. Mai piu’ ( sara’ la crisi pre-trenta?). Comunque, ho deciso di dividere la mia lista in “cose che non ho mai fatto ma che vorrei fare” e “cose che non ho mai fatto e che nemmeno vorrei fare mai” (perche’ ho anche capito che non vorrei davvero fare tutto quello che non ho mai fatto, del resto alcune esperienze sono lieta di non averle vissute). Ordunque iniziamo!

Non ho mai fatto {ma vorrei fare}

  1. Non ho mai fatto un bel road trip all’avventura. Di quelli in cui si affitta un pulmino scassato o un camper con un gruppo di amici affiatati, si viaggia a caso e si dorme nei sacchi a pelo o in tenda. Per un paio di settimane si va’ “dove ti porta il cuore”, tra stenti, espedienti (e, suppongo, scene tragicomiche; ma di quelle che poi ti porterai nel cuore vita natual durante e che diverranno aneddoti che varra’ sempre la pena raccontare). Non ho mai trovato la giusta compagnia per farlo e questo penso sia stato, sino ad ora, l’unico vero limite che ha concretamente pregiudicato la possibilita’ di poter vivere questa esperienza. Non conto di diventare socievole nel giro dei prossimi anni (anzi, visto il trend, conto di peggiorare) ma penso che riusciro’ a farla divenir reale restringendo il campo dei partecipanti a numero: 2.
  2. Non ho mai imparato il Francese. Da bambina quando mi capito’ di sentire per la prima volta questo idioma pensai suonasse benissimo e me ne innamorai. Cosi’ facevo lunghissime e complicate dissertazioni in francese ( inventando ogni singola parola o simulando una “r” moscia per ogni vocabolo contenente almeno una “r”). Ma il mio livello, nel corso di tutti questi anni, e’ rimasto il medesimo. Causa: pigrizia.
  3. Non ho mai imparato a suonare la chitarra. Devo dire che io ho uno strano rapporto con la musica e questa e’ la prima premessa. Mi piace immergermi entro i confini di una melodia solo nella misura in cui mi sento triste e malinconica; a quel punto ascolto volentieri brani che s’intonano a quel mio particolare stato d’animo. Come potrete quindi immaginare prediligo i ritmi lenti, le note blues, le voci ovattate e sognanti, i testi splenici ed uggiosi. Al contrario in stati mentali piu’ garuli la “musica di sottofondo” ( di qualunque genere essa sia) mi maldispone perche’ mi sento “aggredita” e proiettatata in uno stato di semi-confusione mentale che mi infastidisce. E’ come cercassi di parlare e qualcuno coprisse i miei discorsi con i suoi. Mi obnubila i pensieri, li mescola e mi fa perdere il punto. In compenso pero’ adoro la produzione. Pur essendo io non del tutto intonata, pur non avendo il benche’ minimo senso del ritmo ho scoperto che “cantare” e’ una terapia fantastica per abbattere la tristezza. Inoltre poco, secondo me, ti fa venire la pelle d’oca come l’ascoltare lo stridio delle note d’una chitarra ben maneggiata (soprattutto se sei tu a maneggiarla, e non e’ proprio per produrre uno stridio). Ma non ho mai avuto la pazienza di fare l’esercizio necessario per imparar le basi. Per prendere in giro le mie mani piccole ed assecondare questo mio desiderio qualche anno fa mi venne regalato un Ukulele ma e’ di quelli (quasi) giocattolo. Ho imparato a fare un brutto accordo di DO e riesco a produrre uno scombinato, stonato e fuori ritmo “Over the rainbow” o, con una certa maestria posso ledere i timpani dei miei vicini quando cerco di cantare “il cielo in una stanza”. ( Vi dico solo che quando mi e’ capitato di farlo i gatti abbassavano le orecchie e camminavano per casa acquattati come se percepissero “aria di pericolo”. Il che non e’ molto gratificante…).
  4. Non ho mai seguito nessun Workshop di fotografia, anche se avrei voluto moltissimo farlo. Mi dico che sia per mancanza di tempo e ho sempre rincarato la dose delle mie giustificazioni con “sono soldi sprecati, migliorero’ da autodidatta”. Ma la verita’ io e Me la sappiamo: non riesco a pensare a nient’altro che al disagio che sentirei nell’infilarmi in un contesto pieno di gente sconosciuta con la quale dovrei per forza interagire. So che alla fine poi diventerei l’anima della festa, conoscendomi…ma l’idea di base, la scintilla iniziale proprio mi manca, faccio proprio fatica ad attivarmi anche se so che e’ piu’ pesante il pensiero della cosa di quanto pensante potrebbe risultare la cosa in se…pero’ poi mi ripeto anche “ma la vita e’ cosi’ piena di disagi, perche’ devi andarti ad infilare volotariamente in una situazione di “sofferenza”? E cosi’ rimando, rimando.
  5. Non ho mai messo piede su suolo Giapponese. Non che sia l’unico luogo sulla faccia della terra che io non abbia mai visitato, anzi, non ho mai visitato moltissimi altri luoghi… pero’ e’ come un pallino che ho da almeno una decina d’anni perche’ la cultura giapponese ha un fascino incredibile che vorrei tastare con mano… pero’ si tratta di un viaggio che ancora non sono riuscita a fare ( ma che mi piacerebbe poter compiere il prossimo anno).
  6. Non sono mai andata a cavallo, ma mi piacerebbe (anche se ammetto che i cavalli mi inquietino un po’).
  7. Visto l’aurora ne’ boreale ne’ australe ( che deve essere uno spettacolo da lasciarti secco per almeno una mezz’oretta a riflettere sul senso dell’esistenza).
    001889_gaute-bruvik_www-nordnorge-com_tromsoe-e13969565225471
    *Immagine presa da Internet. {L’aurora di Oslo}

     

Non ho mai fatto {e NON vorrei MAI* fare}

*per quanto “mai dire Mai’

Ora veniamo alla lista dei ” non ho mai…” (e nemmeno m’interessa o “non ho mai e spero di non fare mai”). Non ho mai:

  1. Fatto sport estremi (il mio massimo e’ stato caduta libera dal divano).
  2. Visitato un cimitero di notte (ho paura del buio, dei cimiteri, della notte)
  3. Detto a mia nonna “questa pasta non mi e’ piaciuta” ( ma questo, forse, rientra nella categoria “sport estremi” di cui sopra e fa piu’ paura del cimitero di notte).
  4. Fatto qualcosa con il preciso intento di fare del male a qualcuno ne’ ho mai “Odiato” nessuno. Anche nei casi in cui avrei avuto molte ragioni per farlo. Anzi trovo sempre troppe giustificazioni per chiunque ( ma non giustifico mai nulla a me stessa).
  5. Subito un’esperienza pre-morte o vissuto esperienze ascrivibili al novero del “sovrannaturale” ( anche se mi piacerebbe vivere l’esperienza del “viaggio astrale” perche’ metterebbe in dubbio molte delle mie convinzioni).
  6. Assunto droghe pesanti ( il concetto di “fattanza da canna” pero’ mi e’ ben chiaro per via delle nubi di fumo passivo che ho respirato per anni causa “pessime compagnie”).
  7. Non sono mai andata da un’estetista. Io sono maestra nella nobile arte del “fai da te”. Odio che mi vengano messe le mani addosso e non riesco davvero a comprendere come altre donne riescano a tollerare di esposrsi in quel modo e subire contatti in zone cosi’ delicate ed intime con un completo estraneo ( per qualcosa che non sia una visita medica obbligata). A me da fastidio persino andare dal parrucchiere perche’ mi urta che la parrucchiera mi tocchi i capelli ( ho imparato a farmi una scalatura fantastica!). Questa e’ davvero una cosa che credo non faro’ Mai, Mai, Mai… Meglio pelosa che violata.

Mi Fermo qui, ma solo perche’ questo post sta diventando spropositatamente lungo…. pero’ non passo la palla a…. nessuno in particolare ( perche’ la vorrei passare a tutti). Quindi giro la domanda a chiunque incroci questo post, a chiunque abbia avuto la voglia ( e la pazienza di seguirmi fin qui). Raccontatevi: voi che cosa non avete mai fatto? Che cosa  pensate, ora come ora, che non vorreste fare mai? Che cosa, invece, vorreste fare? E che cosa siete quasi certi che effettivamente farete?

Annunci

Non appiccicare domani gli adesivi delle principesse Disney che potresti appiccicare oggi

Quando mamma mi comprava gli album in edicola era una gioia. Ricordo le pagine con gli adesivi. Che meraviglia! Io ero una di quelle bambine alla ” Gli adesivi più belli non li uso ora perchè sono per i disegni e le lettere speciali”.
Ma sai che c’è? C’è che aspetta e spera… quegli adesivi, se tutto va bene, se non sono stati addirittura buttati, sono ancora là.

C’è Che alla fine si torna sempre un pò alla vecchia storia della formica e la cicala: Mentre le formiche, avare, vivono in sospensione, e si consumano i nervi ansiose d’attesa sulle loro pile di adesivi che mai useranno; le cicale muoiono contente perchè hanno usato tutti gli adesivi delle principesse Disney. E allora forse è meglio se la stappiamo oggi la bottiglia delle feste. Oggi che ne abbiamo voglia, che alle feste, tanto si sa, si mangia così tanto.. che alla fine bevi solo perchè devi, ti bagni le labbra e il resto finisce nella spazzatura. È meglio se il boccone più buono non lo lasciamo più per ultimo. E se all’ultimo sei sazio? E se all’ultimo hai cambiato gusti? E se all’ultimo non ci arrivi? Io ci penso….e sai che c’è? C’è che tornassi indietro vorrei aver appiccicato quegli adesivi pure sulla carta igienica.

{C’è che non è ancora troppo tardi per iniziare. Vado in edicola.}